
Claudio Siniscalchi, nato a Roma alla fine anni Cinquanta, in pieno boom economico. Giocatore di pallacanestro mancato, riconvertitosi allo studio della storia contemporanea e della cinematografia, ha avuto la fortuna di incontrare alla Facoltà di Scienze Politiche a Roma Augusto Del Noce e Renzo De Felice. Dal 1990 ha vissuto due vite, tra alti e bassi, più o meno ventennali.
La prima, come responsabile della produzione di documentari di montaggio presso l’Istituto Luce. La seconda, come docente universitario di storia del cinema, presso la LUMSA di Roma, e altri atenei italiani, stranieri e pontifici. A queste due vite ha deciso di aggiungerne una terza, di ricercatore e scrittore.
I suoi campi di interesse vertono sul fascismo, sulla destra francese novecentesca, sull’antisemitismo europeo fra le due guerre mondiali, sugli effetti conciliari nel cattolicesimo italiano e, ovviamente, sulla storia del cinema.
Senza troppa costanza, dal 1984, ha collaborato con la stampa, scrivendo per La rivista del cinematografo, Prospettive nel mondo, Avvenire, Radiocorriere Tv, Il popolo, Il messaggero, Libero, L’occidentale, L’ordine, Il giornale, Nuova storia contemporanea, La verità e Il primato nazionale. Ha pubblicato numerosi saggi, tra cui Il mito di Cinecittà (Premio Diego Fabbri 1995), Il Dio della California (Premio Ischia Film Festival 1998), Anni vertiginosi (Premio Viareggio Europa Cinema 2011), Immagini della desocializzazione (Premio Domenico Meccoli 2013).
Le sue ultime pubblicazioni sono: Quando la nouvelle vague era fascista (Roma 2018), Ben venga la propaganda. Suss, l’ebreo di Veit Harlan e la critica cinematografica italiana 1940-1941 (Roma 2020), D’Annunzio il Vate (Milano 2021), Senza romanticismo. Robert Brasillach, il cinema e la fine della Francia (Milano 2022), Novecento. Fascismo, America e arte in Margherita Sarfatti (Milano 2022), Marinetti il Futurista (Milano 2022), Teorema sessantottino. Pier Paolo Pasolini alla XXIX Mostra del cinema di Venezia (Roma 2022), Robert Brasillach. Il poeta ragazzino (Milano 2023) e Un rivoluzionario decadente. Vita maledetta di Lucien Rebatet (Milano 2023).
CONTRIBUTI
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LA BANALITÀ DEL PASSATO

di Claudio Siniscalchi Nel 1973, riflettendo sulle modalità della ricerca storica, Paul Veyne scriveva: lo «storico non è mai apportatore di rivelazioni clamorose che sconvolgono la nostra visione del mondo: la banalità del passato è fatta di particolari insignificanti, i quali però, moltiplicandosi, finiscono per comporre un quadro del tutto imprevisto». Aprile 1992. Giovannone Spadolini
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“D’ANNUNZIO CUSTODE DEL DISORDINE”

L’UOMO CHE LEGGE, CONSIGLI DI LETTURA DAL DIRETTORE UN LIBRO DI CLAUDIO SINISCALCHI …è il nuovo saggio di Claudio Siniscalchi, appena uscito per le edizioni OAKS (120 pagine, 15 euro), accompagnato dalla prefazione di Marcello Veneziani. Un saggio breve dedicato quasi integralmente al «d’Annunzio politico». Il «Vate degli italiani» è la cartina di tornasole nella





































