NON GOVERNATIVIZZARE IL CDA DELLA RAI

Il mondo civico italiano è parte di questa battaglia civile, europea e di garanzia.

Dal Tar del Lazio (che non lo ha ritenuto infondato) ora al Consiglio di Stato, che ha fissato il 4 luglio.

Il caso è montato un poco alla volta. Ma ha preso quota nel momento in cui il TAR del Lazio non ha ritenuto infondato il ricorso “cautelare” di tre (dei 70) candidati per il rinnovo da parte del Parlamento di quattro membri del cda della Rai: Nino Rizzo Nervo, Stefano Rolando e Patrizio Rossano (tutti e tre con passato dirigenziale in Rai, Stefano Rolando con molto altro nella sua vita professionale, istituzionale e civile). Tre ricorrenti e uno staff di giuristi – con al cuore un nucleo dei costituzionalisti fiorentini di grande reputazione – che ha messo insieme diversi problemi. Ora la notizia di una certa speditezza: il Consiglio di Stato ha fissato l’udienza il 4 luglio.

Dopo la legge imposta dal governo Renzi, il controllo (a maggioranza) della Rai, in barba alla sentenza della Corte Costituzionale del 1974 (che diede vita alla prima organizzata riforma della Rai) è tornato nelle mani del governo. E per due volte il Parlamento ha fatto finta di fare un “bando di selezione” per nominare i quattro membri che gli spettano (due sono di nomina del governo, uno è eletto dall’assemblea dei lavoratori). Finta fino al punto di non aprire nemmeno le buste dei tanti candidati che arrivano come normalmente arrivano in un “bando di selezione per competenze e notorio merito”. I quattro posti sono stati per due volte oggetto di spartizione tra i gruppi parlamentari per assicurarne altri due alla maggioranza filo-governativa (quella del momento, si intende, prima di centro-sinistra, ora di centro-destra). Mai scelti tra i “candidati indipendenti ” ma espressione dell’interesse dei partiti di avere qualcuno a guardia della propria visibilità nella programmazione e soprattutto nei TG.

Questa volta la reazione civica ha riguardato prima di tutto proprio l’aspetto di trasparenza. “Con l’astensione al 51% e con la qualità partecipativa alla discussione politica dei partiti al 33%, dato recente SWG – ha detto Stefano Rolando nella conferenza stampa promossa dai giuristi e dai ricorrenti a Montecitorio il 20 giugno – la soglia minima di dignità del Parlamento si assicura solo se si forma una commissione vera con regole vere che valutano, come si fa abitualmente, titoli e competenze e propone una short list del candidati che hanno partecipato al bando per una regolare audizione”.

Questo, dunque, uno dei tre temi del ricorso. Ma i giuristi del ricorso – garante il prof. Roberto Zaccaria, ordinario di diritto costituzionale a Firenze e già presidente della Rai, ma con lui anche Enzo Cheli, vicepresidente emerito della Corte e già primo presidente dell’Agcom, e poi il prof. Giulio Vigevani (della Bicocca di Milano) e ancora il prof. Fabio Ferraro, ordinario di Diritto Unione europea dell’Università di Napoli Federico II, con estensore l’avv. Giovanni Pravisani di Firenze – hanno messo in campo altri due argomenti forti per qualunque valutazione istituzionale:

  • il vulnus costituzionale che si è reso evidente in questi anni tanto che se la questione dovesse tornare in Corte avrebbe larga udienza ;
  • il rischio di illegittimità di qualunque nomina che disattenda gli argomenti sollevati perché nel frattempo l’Europa ha varato il Freedom Media Act, ampia regolamentazione che prevede che nel campo delle comunicazioni le authority e i servizi pubblici mediatici non devono essere sotto controllo dei governi; atto già in G.U in Italia che ha alcuni mesi di tempo per essere applicato formalmente ma che se non viene preso in considerazione aprirà sicuramente la via dell’illegittimità di scelte non ottemperanti e aprirà un rischio di infrazione per l’Italia.

Il mondo civico italiano – pur nella sua complessità – ha preso posizione. Innanzi tutto, varie associazioni professionali indipendenti dai partiti hanno sostenuto i ricorrenti (Infocivica e Eurovisioni il ricorso di Stefano Rolando; l’associazione TvMediaWeb quello di Rossano; Articolo 21 quello di Rizzo Nervo).

Ma anche la Federazione dei Civici italiani (che si sono chiamati “europei”) ha fatto esprimere al presidente pro-tempore Andrea Fora un sostegno formale presso i presidenti di Camera e Senato di un metodo di scelte che resta in capo alla centralità del Parlamento ma che non limita le scelte ai soli candidati espressione dei partiti rappresentati in Parlamento , garantendo – ha scritto Fora ai presidenti delle due Camere – candidati indipendenti e civici di palese competenza.

La nostra riflessione deve andare ora ad un tema delicatissimo di difesa di regole europee nell’interesse di sistema di bilanciamento e controllo che investe tutto il quadro politico-istituzionale e di cui il tassello del servizio pubblico radiotelevisivo nazionale (“in quanto costituzione materiale del Paese”, è stato ricordato) è espressione emblematica. L’Italia decentrata ha necessità di avere difensori di un assetto equilibrato tra dimensione nazionale e territori. Ma anche la visione degli equilibri istituzionali si sostiene se la corsa verso il “premierato” non assume caratteri di fiancheggiamento del controllo governativo anche sugli ambiti (autorità, servizi pubblici e agenzie di interesse generale) che devono agire senza controllo pregiudiziale governativo, come una chiara norma europea ora regola per tutti gli Stati membri.


SEGNALIAMO

  • 8. L’inizio della stagione dei governi di solidarietà nazionale e di un regime di concorrenza in ambito radiofonico e televisivo

    Bruno Somalvico Direttore editoriale di Democrazia futura Nell’ottavo contributo Somalvico ripercorre la gestazione del terzo governo Andreotti detto “della non fiducia” per indicare l’atteggiamento assunto dal PCI. “L’inizio della stagione dei governi di solidarietà nazionale”, vede questa nuova fase politica coincidere con l’avvio “di un regime di concorrenza in ambito radiofonico e televisivo”. La terza sentenza…


  • RAI HYDE PARK

    Uno sgabello e una voce dopo la ordinanza del Consiglio di Stato


  • UNA SPIETATA COMMEDIA UMANA

    UNA SPIETATA COMMEDIA UMANA

    Torna a trionfare nell’universo del noir Tom Ripley, il protagonista di una pentalogia di Patricia Higsmith pubblicata fra il 1955 e il 1961. E lo si deve alla recente serie Netflix sceneggiata e diretta dal premio Oscar Steven Zaillian. L’algido bianco e nero delle 8 puntate conferisce alla versione televisiva un andamento più tortuoso e…


  • RAI, ENNESIMA METAFORA ITALIANA


  • 2. Le prime avvisaglie del caos radiotelevisivo nella Penisola

    Bruno Somalvico Direttore editoriale di Democrazia futura “Lo stesso giorno in cui viene approvata la Legge n. 103, il 14 aprile 1975 l’Escopost, su mandato del pretore di Milano, sequestra gli impianti di Radio Milano International. Dieci giorni dopo lo stesso pretore ordina la restituzione delle attrezzature e dichiara che l’attività dell’emittente radiofonica è legittima.…


  • Cent’anni di radiofonia e settanta di televisione in Italia

    1. La Legge di riforma n. 103 del 14 aprile 1975 Verso la celebrazione dell’inizio delle trasmissioni radiofoniche in Italia Bruno Somalvico Direttore editoriale di Democrazia futura Bruno Somalvico prosegue per Democrazia futura la ricostruzione di Cento anni di radiofonia e settant’anni di televisione in Italia. Dopo aver pubblicato vari contributi sulla nascita della radiofonia, l’età del monopolio radiofonico…


  • L’UOMO CHE LEGGE: CHI VUOLE UCCIDERE IL CAVALLO

    CONSIGLI DI LETTURA DEL DIRETTORE Non stiamo vivendo soltanto la crisi della democrazia nel mondo intero, la crisi di uno Stato sempre più burocratizzato, la crisi di una società dominata dal denaro, la crisi di un Umanesimo sopraffatto da odio e violenza, la crisi di un pianeta devastato dall’onnipotenza del profitto, la crisi sanitaria scatenata…


  • IL REGOLAMENTO DELL’UNIONE EUROPEA PER I SERVIZI MEDIA

    PARTI RILEVANTI ANNOTATE IN GIALLO, FILE SCARICABILE PER CONSULTAZIONE TECNICA INVITO ALL’ASCOLTO DEL PODCAST


  • TERAMO, GERME PARTIGIANO

    Teramo in un documentario come germe della resistenza partigiana Durante un evento allo studio Fox di Los Angeles, Delia Di Felice — che era ad Hollywood assieme al marito Aldo, presidente della rete Tv canadese Tln — ci chiede se avessimo visto un documentario su Teramo. Poi abbiamo scoperto che il documentario trattava del “Bosco…


  • CDA RAI

    UNA QUESTIONE COSTITUZIONALE ED EUROPEA DI INDIPENDENZA



NUOVE USCITE HERAION

IN LIBRERIA

E-BOOKS


TAGS DEL MAGAZINE

alimentazione (31) ambiente (29) amministrazione (21) arte (62) cinema (42) civismo (47) comunicazione (18) comunismo (24) cultura (340) democrazia (40) economia (74) elezioni (65) europa (61) fascismo (30) filosofia (29) formazione (25) giorgia meloni (20) giovani (29) guerra (88) intelligenza artificiale (30) italia (41) lavoro (40) letteratura (43) mario pacelli (30) media (67) milano (20) musica (118) napoli (20) politica (396) potere (210) rai (18) rappresentazione (22) religione (23) roma (23) russia (26) salute (67) satira (20) scienza (21) scuola (27) seconda guerra mondiale (48) sinistra (19) società (407) stefano rolando (31) storia (44) teatro (29) tecnologia (20) televisione (42) tradizione (27) ucraina (37) violenza (19)



ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI