LA STORIA DEGLI “SCARTI”

IL CIELO SOPRA TORINO 7

EUGENIA PAGANO

E’ un giorno qualunque di un tiepido autunno quando il suono di WhatsApp mi avverte che è arrivato un messaggio: è la mia amica Rosa, insegnante anche lei, che conferma l’arrivo a Torino per il giorno 16 novembre in occasione della rassegna “E Visioni 2023”. Mi rendo disponibile nel cercare un albergo che possa ospitare l’intera delegazione cosa tutt’altro che facile in quanto essendoci un importante torneo, non si trovano camere libere se non a prezzi elevati, fortunatamente loro stessi trovano la soluzione.

Non vedendo l’ora di abbracciare la prof. decido di accompagnarla al Campus Einaudi e con piacevole sorpresa insieme a lei ci sono due ancelle della congregazione della Divina Provvidenza di Bisceglie che invito in auto con una certa riverenza. Ho accolto sui sedili della Skoda bianca medici, ingegneri, architetti, docenti , ma una suora, o meglio due non mi era ancora capitato. Dopo saluti e presentazioni ci avviamo verso l’Università e intanto mi rivolgo alle “sorelle” dando del lei per raccontare della mia amicizia con la presidente circolo dei lettori della loro stessa città ma soprattutto per conoscere le religiose Anna Teresa e Ybett Arriviamo a destinazione in breve tempo e il dialogo si interrompe per poi riprendere il giorno dopo in modo amichevole visitando , il Duomo, il Santuario della Consolata e assaporando, “Al Bicerin” locale storico situato nella stessa piazza, la bevanda tipica a base di caffè, cioccolato e crema di latte disposto in un bicchiere a strati che si consiglia di beve senza mescolare.

La manifestazione inizia già nella Main Holl del Campus dove sono esposti gli autoritratti realizzati dagli ospiti degli istituti ortofrenici di Bisceglie e Potenza e prosegue in aula con la proiezione del film documentario girata all’interno del Cottolengo a inizio secolo e dal video documentario Non ritrarti.

San Giuseppe Cottolengo e Don Pasquale Uva, dice Tommaso di Terlizzi , maestro d’arte, alla fine erano persone creative, degli artisti che pur vestendo di nero hanno saputo vedere il colore della fioritura delle persone di cui si sono occupati. Quando ho incominciato a fare questo lavoro mi sono interrogato sulle mie disabilià e oggi mi interrogo ancora su quanto io sia disabile e un mondo dove ci sono cinquanta guerre è normale? O siamo veramente in un processo di disabilità profonda?…

Che cosa fa l’arte?, l’arte innanzi tutto abbatte le differenze, e ha la capacità di far emergere le emozioni…e a questi particolari alunni ha dato voce e un ruolo nella società…

E stata una bella esperienza per me perché per la prima volta con le mie mani dipingo il mio viso, una cosa che mai fatto in vita mia, è molto bello dipingere e saper riconoscere se stesso. MICHELE

Io voglio che la mia faccia sia bella come quella fotografia. CARMELA

La fotografia è come uno specchio e ti vedi sempre bello e riflette la tua persona. STEFANO

Segue la narrazione di Suor Teresa della storia e del ruolo del Cottolengo e di Suor Anna Teresa che racconta della nascita della “casa per gli scarti”.

Don Pasquale Uva è a Roma e per ripararsi dalla pioggia entra in una libreria e nota due tomi dalla copertina rossa intitolati Vita e Opera di Giuseppe Cottolengo li leggerà con interesse e saranno la fonte d’ispirazione come egli stesso scrive.

Una notte d’inverno del 1906, giovane sacerdote, si apri la mia mente e il mio cuore verso nuovi orizzonti: l’assistenza verso gli infelici che giravano per le strade cenciosi, seminudi chiamati deficienti e picchiati… La deficienza non è una vita fallita ma una vita rimasta per essere salvata.

Il Direttore Amministrativo Marcello Pauanellodi Universo Salute sottolinea l’importanza del ruolo delle istituzioni religiose nell’affrontare le problematiche relative agli emarginati e di aver dato loro dignità.

La dottoressa Assunta De Santis sostiene come l’arteterapia sia parte integrante di un percorso riabilitativo e la creatività sia forma di recupero di capacità espressive relazionali preziose in particolare per coloro che soffrono di malattie mentali invalidanti, handicap fisici gravi o deficit cognitivi nella vasta gamma dell’oligofrenia. Per questa ragione il patrimonio di circa 3000 opere provenienti dai laboratori artistici dell’Opera rappresenta una preziosa testimonianza delle vita delle persone che hanno abitato e in parte abitano ancora la struttura. Si tratta di uno spaccato del legame misterioso e affascinante tra creatività e sofferenza psichica, un rapporto biunivoco intorno al quale si sono snodate numerose ricerche . A questo proposito riporta da uno studio di Giovanni Cucci, psicologo e filosofo, alcune righe illuminanti.

Il pazzo, l’innamorato e il poeta sono fatti tutti d’immaginazione “. Questa celebre frase del Sogno di una notte di mezza estate di Shakespeare è anche una sorta di autodiagnosi sul possibile rapporto tra follia e creatività artistica…C’è un legame misterioso , ma reale, tra creatività e sofferenza psichiatrica…

Heinrich Haine, anch’egli segnato a lungo dalla depressione e da una malattia psicosomatica che lo costrinse a trascorrere a letto gli ultimi anni della sua vita, definiva la poesia “la malattia dell’uomo, così come la perla è la malattia dell’ostrica”.

Senza di loro il mondo avrebbe perduto la dimensione della bellezza, della profondità, dell’arte; essi possono essere considerati dei “minorati” sul piano psichiatrico, eppure hanno saputo esprimere le altezze dell’ingegno umano. A beneficio di tutti

Un lungo applauso accompagna la conclusione dell’incontro e la visita alla mostra Verosimile dopo tanta informazione assume un significato altro e alto: offrendo al pubblico un’occasione di riflessione sulla complessità e la ricchezza delle esperienze umane.

Il professor Claudio Sarzotti ospita gli amici pugliesi in un ristorante piemontese dove si gustano i piatti tipici come il vitello tonnato, la carne cruda, gli agnolotti e il bunet, il dolce tradizionale, il tutto accompagnato da un buon dolcetto .

Il soggiorno torinese si conclude con la visita al museo di Antropologia Criminale Cesare Lombroso e alla città.

Grazie


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Commenti

Una risposta a “LA STORIA DEGLI “SCARTI””

  1. Avatar Cri
    Cri

    Interessante!

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