
Sono anni, dalla nascita del Movimento Ecologista ECOITALIASOLIDALE, avvenuto nel 2010, che proponiamo la realizzazione di un Ente unico di gestione del Tevere, anzi la realizzazione del “Parco Nazionale del Tevere” totalmente Plastic Free e totalmente accessibile, credendo fermamente che le persone di tutte le età e di tutti i livelli di abilità debbano avere accesso alla bellezza dei grandi spazi aperti.
Per la presentazione del Progetto abbiamo costituito in questi giorni un Comitato Scientifico composto, fra gli altri, dal Prof. Ennio La Malfa, tra i padri fondatori dell’ambientalismo italiano, ed oggi responsabile scientifico di Ecoitaliasolidale, il Prof. Luigi Campanella, scienziato di fama internazionale, già Presidente della Società Chimica Italiana e già Preside della Facoltà di Chimica dell’Università La Sapienza di Roma, il Prof. Fabio Rosati, Presidente del Centro Studi sulla Mobilità, l’Architetto Giuliano Piccotti, architetto paesaggista con esperienza in pianificazione del territorio e mobilità sostenibile e Giuliana Salce, già campionessa del mondo di marcia per lo sviluppo sportivo degli argini”.
Proponiamo da anni la realizzazione di un vero e proprio Ente unico di gestione che si occupi: della riqualificazione del tratto fluviale, della depurazione delle acque, della piena navigabilità del fiume, sia per la mobilità alternativa, sia per lo sviluppo turistico della città, della valorizzazione degli argini, comprese le competenze sulla pista ciclabile, della valorizzazione di ciò che rimane dell’esistente ippovia, delle attività sportive che si potrebbero sviluppare e quindi della gestione dei parchi fluviali, inserendo anche la riqualificazione dell’archeologia industriale presente nel bacino Ostiense.
Altrimenti anche i nuovi progetti di realizzazione dei parchi di affaccio che dovrebbero essere pronti entro il Giubileo 2025 rimarrebbero disomogenei nella gestione e nelle competenze o gli interventi sia pur importanti che vengono effettuati nella golena capitolina non sarebbero risolutivi. Lanciamo, ancora una volta, l’allarme per la presenza di grandi quantità di microplastiche che vengono trasportate dal fiume sino alla foce e quindi in mare. Come ha rilevato uno studio condotto dall’Università Tor Vergata di Roma vengono sversate grandi quantità di microplastiche nel Tirreno, proprio trasportate dal fiume Tevere. La stessa Università ha rilevato nel fondale marino, di fronte alla foce del Tevere, nel luglio 2020, la presenza di polistirolo e microplastiche in tutti i campioni, con la concentrazione più elevata a 6 chilometri dalla costa, con una media di 45 microgrammi per litro, ma in alcuni punti si sono raggiunti sino a 60 microgrammi per litro di sedimento.
Del tutto reale come queste sostanze inquinanti ingerite da pesci e molluschi rientrano nella catena alimentare dell’uomo con il consumo del pesce. Per dare una indicazione complessiva e grave del fenomeno la stessa rilevazione di Tor Vergata calcola che nel decennio 2006-2016, sono oltre 8.000 tonnellate le microplastiche trasportate nel Mediterraneo attraverso le vie fluviali.
Bene quindi stanziare fondi e realizzare progetti di “parchi di affaccio”, ma noi proponiamo l’istituzione di un “Parco Nazionale del Tevere”, un’area che “si svilupperebbe su 80 mila ettari di territorio….sarebbe il sesto parco nazionale per dimensione” e che possa comprendere anche l’Aniene e gli affluenti inferiori”.
I Parchi naturali e le aree marine protette sono un presidio per il paesaggio e la biodiversità in Italia, quasi 6 milioni di ettari tutelati a terra e mare ed il loro verde assorbe 145 milioni di tonnellate di CO2, vale a dire quasi un terzo di quelle emesse dal Paese. Se dal 1991 la Legge quadro 394/91 ha determinato il passaggio dal 3% del territorio tutelato all’11%, con 24 parchi nazionali e 30 aree marine protette, a cui si aggiungono le aree di Rete Natura 2000, oggi l’Europa ci impone l’obiettivo -entro il 2030- di tutelare il 30% del nostro territorio, garantendo un contributo importante per reagire ai fenomeni climatici estremi sempre più frequenti e catastrofici.
La proposta dell’istituzione del Parco Nazionale del Tevere, che per territorio interesserà 4 Regioni, 8 Province e 82 Comuni, potrà avere un valore inestimabile per la salvaguardia ambientale, in armonia con gli obiettivi europei oltre che per il rilancio d’immagine della Capitale, sicuro volano per uno sviluppo turistico, sportivo, di difesa della biodiversità e del mar Tirreno ed un conseguente ritorno occupazionale.
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