COME RICONOSCERE UN ICTUS CEREBRALE ACUTO

Il problema della terapia dell’ictus cerebrale acuto riguarda la necessità di un pronto riconoscimento dei segni clinici che colpiscono il soggetto alfine di organizzare un celere ricovero in Ospedale nei centri Spoke ed Hb ove si possa procedere alla terapia adeguata.

Nel nostro Paese, solo un terzo dei pazienti è consapevole di essere colpito da ictus e la maggior parte dei pazienti non conosce i possibili segni o sintomi del danno cerebrale.

In una pregressa indagine demoscopica le conoscenze degli italiani in materia di ictus sono state esplorate mediante un’indagine su un campione rappresentativo nazionale, svolta dal CENSIS per conto del Progetto CCM “Promozione dell’assistenza all’ictus cerebrale in Italia”. Tra i 1000 partecipanti (474 uomini, età media 48.8±17.2), solo il 26.2% conosceva l’esistenza del trattamento trombolitico, e solo il 15% l’esistenza dei centri ictus.

Tali conoscenze sono risultate dipendere in particolare dal livello di scolarità, e non dall’effettiva presenza sul territorio di centri ospedalieri neuro-vascolari.

Pertanto, una campagna di informazione sull’ictus cerebrale rivolta alla popolazione generale e, in particolare, a gruppi di soggetti a rischio, è indicata mediante l’uso di mezzi di comunicazione di massa sia tradizionali (televisione, radio, quotidiani, opuscoli, riunioni) sia attraverso i social media

La popolazione deve essere educata a sospettare un ictus in caso di presenza, isolata o variamente combinata, di deficit neurologico focale motorio o sensitivo per lo più monolaterale, afasia, disartria, emianopsia, atassia e alterazione dello stato di coscienza, a esordio improvviso.

La formazione della popolazione passa attraverso la corretta informazione sui fattori di rischio cardiovascolari e delle indicazioni per migliorare lo stile di vita alfine di correggere le abitudini scorrette migliorando cosi i fattori di prevenzione.

Parallelamente è essenziale la conoscenza dei sintomi di presentazione dell’ictus attraverso l’educazione all’utilizzo di metodi semplici e immediati di valutazione immediata.

Quando sospettare che un soggetto di fronte a voi ha un ictus?

FAST, acronimo inglese che sta per (Face-Arm-Speech-Time) di cui esistono anche versioni italiane.

Il FAST permette la valutazione immediata della presenza di un deficit neurologico focale ad esordio acuto quali asimmetria della rima orale (bocca storta) (Face), perdita di forza ad un arto (Arm), difficoltà nella parola, (Speech) e la necessità di intervento tempestivo (Time).

A questi sintomi bisogna aggiungere:

  • Alterazione dell’equilibrio
  • Cefalea intensa
  • Stato confusionale
  • Alterazione della vista, in particolare non vedere metà del campo visivo di destra o sinistra

AZIONI PRATICHE DA METTERE IN ATTO AVENDO DAVANTI UNA PERSONA CON IPOTETICO ICTUS ACUTO

INTERROGARE IL SOGGETTO: (mi senti? Capisci cosa dico? Come ti chiami? Hai dolore?)

Se il soggetto è in grado di comprendere chiedere di alzare prima un braccio poi il controlaterale

Chiedere di stringere la vostra mano prima con la sua mano destra, poi con la sua mano sinistra

Chiedere di alzare una gamba, poi la controlaterale

Il sospetto clinico da parte di un paziente, di un suo familiare o di una persona presente all’evento acuto, deve essere seguito dall’immediato invio al Pronto Soccorso, con segnalazione alla centrale operativa del 118.

Un ruolo molto importante possono rivestire, nel processo di informazione/formazione della popolazione, i MMG ed i servizi territoriali i quali, attraverso forme di comunicazione tradizionali (pieghevoli, locandine) o anche attraverso colloqui esplicativi diretti, possono suggerire ai loro assistiti il corretto comportamento in caso di ictus, attivando rapidamente il servizio 118.

Le campagne di informazione attuate nel corso degli anni, sia in ambito nazionale che regionale, sia a cura di associazioni di volontariato che su iniziativa di società scientifiche, hanno mostrato effetti differenti, spesso non comparabili con popolazioni di controllo per la verifica dei risultati.

Il “mondo reale” risponde in maniera difforme da quanto si può ipotizzare rispetto ai dati della letteratura scientifica, cioè riconosce l’ictus acuto in ritardo

Si riportano in tabella le caratteristiche delle singole modalità di approccio alla informazione sui sintomi dell’ictus cerebrale acuto e le modalità di intervento.

1) Il 30% degli italiani pensa di doversi recare autonomamente in ospedale all’insorgenza dell’ictus: SBAGLIATO

Bisogna informare la comunità di non perdere tempo ( time is brain ) , attivare rapidamente il 118 per mettere in atto il codice rosso ictus

2) L’83% degli italiani pensa di dovere avvertire il proprio MMG all’insorgenza dell’ictus: SBAGLIATO

La comunità deve essere informata dei vantaggi per l’assistito di rivolgersi al 118

3) Il 75% degli italiani non conosce i vantaggi ella trombolisi e.v. e della trombectomia meccanica: SBAGLIATO

La comunità deve essere informata dai MMG sui vantaggi della trombolisi e della trombectomia da eseguirsi urgentemente nei centri ospedalieri attrezzati

4) circa il 35% degli intervistati non sa specificare l’orario dell’ictus: SBAGLIATO

Necessaria informativa per spiegare l’importanza della conoscenza orario dell’ictus

In generale la risposta è anche differente in rapporto alle caratteristiche della popolazione target; così si evidenziano, ad esempio, differenze legate a fattori che non possono essere trascurati al momento della pianificazione della campagna stessa.

In generale un allarme tardivo per sospetto ictus si riscontra in:

-soggetti basso livello di scolarità

-soggetti basso reddito

-soggetti appartenenti a minoranze etniche

-soggetti che vivono da soli

Nel corso di ulteriori valutazioni demoscopiche si è registrata una ridotta risposta al riconoscimento dei sintomi drll’ictus nel sesso femminile rispetto al sesso maschile (congressi scientifici sulla Medicina di Genere)

Ovviamente la risposta della classe medica all’evidenza dell’ictus è molto cambiata dal 2015 grazie ai corsi di aggiornamento ed ai meeting sul trattamento precoce del danno ischemico cerebrale che hanno evidenziato la concreta possibilità di disostruire l’arteria obliterata mediante disostruzione meccanica

Solo il ricovero negli ospedali Spoke o Hub entro i tempi previsti dalle linee guida

Possano garantire una terapia efficace con il trattamento farmacologico endovena (trombolisi) e, in casi di occlusione di arterie cerebrali di calibro maggiore), mediante trombectomia intra arteriosa

Rimangono validi ancora i fattori sociali per cui si registra allarme precoce nei soggetti con : 1) alto livello di reddito 2) alto livello di istruzione rispetto alla media ed allarme tardivo nei soggetti con basso reddito e basso livello di istruzione

Ovviamente soggetti che vivono da soli registrano un allarme tardivo

I parenti con familiari che abbiano sofferto in precedenza di un disturbo come il TIA (attacco ischemico transitorio risolto entro una o ventiquattro ore) devono sapere che i medesimi soggetti non possono “dimenticarsi” del disturbo avuto, debbono controllare tutti i loro fattori di rischio rivolgendosi al proprio MMG per iniziare una terapia farmacologica secondaria di prevenzione e controllo dei fattori di rischio (ipertensione, diabete, ipercolesterolemia, ipertrigliceridemia, fumo, obesità, abuso di alcolici).


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