TUTTO QUELLO CHE AVETE SEMPRE VOLUTO SAPERE SUL NATALE E NON AVETE MAI OSATO CHIEDERE

BUONE FESTE A TUTTI, GRANDI E PICCINI, A TAVOLA

Ogni famiglia ritrova a Natale le proprie tradizioni, i riti, i modi particolari di trascorrere le festività.

Si inizia facendo la spesa, cercando i prodotti migliori a chilometri zero, mentre si riscopre storia e passione per il proprio territorio.

Si prosegue con la tavola. Recuperiamo la tovaglia natalizia per eccellenza, laddove la stoffa ritorna sulle nostre tavole, di cotone o lino, rossa o blu con disegni legati alle feste. Scompaiono piatti, posate e bicchieri di carta. Le posate, d’argento o di metallo, vengono sistemate a destra: il coltello con la lama verso l’interno, seguito da un cucchiaio, le forchette, un paio, sistemate a sinistra. I piatti, piano, fondo e da antipasto, saranno appoggiati su sottopiatti di porcellana, di vetro o di metallo. I bicchieri vanno sistemati, in numero di due, uno per l’acqua e uno per il vino. Una tavola essenziale dove si uniscono il palato e il cuore, dove ritroviamo il servizio buono di mamma o di nonna.

Le decorazioni natalizie possono diventare ornamenti fai da te: segnaposti con agrifoglio, il portafortuna, vischio, le pigne, i cartoncini colorati e quello che avete riposto con cura l’anno passato. Potranno trovare posto candele colorate o nastri rossi, mentre il sottofondo sarà riservato al canto e alla musica natalizia.

Preparare e condividere i pasti ci conduce alla condivisione, ad occuparci di chi, per vari motivi, ha esigenze che impongono di non mangiare le stesse cose del gruppo, ma sulle restrizioni alimentari è bene avere un garbo in più. Ce ne occuperemo nel momento di fare la spesa. Un’attenzione particolare agli anziani, che hanno esigenze diverse e che hanno il diritto di avere a tavola quanto fa loro piacere.

Nel giorno della vigilia la carne è bandita dalla tavola.

Una tavola ideale dipenderà dallo stile e dal gusto personale, ma anche dal saluto di benvenuto e all’ospitalità che riceveranno i nostri ospiti. In ultima analisi dedicate del tempo per quattro chiacchiere, mentre gustate i vostri piatti preferiti innaffiati da buon vino, bianco o rosso che sia.

Natale è la magia che ritorna, è la festa per i bambini, troviamo il tempo per trascorrere con loro momenti con la famiglia riunita, in un’atmosfera rilassata, spensierata e armoniosa. Calore e affetti da condividere, addobbando la casa, preparando pranzi e cene, lasciando da parte affanni e incombenze. A contorno i regali e i dolci, non dimenticando che Babbo Natale è simbolo di generosità. Allontaniamo la festa “commerciale” e immergiamoci nelle Feste del cuore. Ritroviamo la nostra “unicità”, sgombriamo il campo da un’immagine che si assolutizza con la convinzione che la salvezza del mondo non verrà dall’Io, non dall’Ego ma dalla comunità.

I simboli delle Feste Natale, Santo Stefano, Capodanno e Befana Natale ci ricorda l’avvenimento storico, nasce un protagonista che cambierà la storia per i credenti e i non credenti e influenzerà le principali religioni del mondo. Aria di festa legata a una nascita che fa felici le persone, si va in vacanza, si ripercorre la storia immaginando tempi, luoghi, persone lontane che ritornano a ricordarci un momento di vita straordinario.

Vigilia di Natale

La vigilia di Natale è la giornata che precede il Natale, l’ultimo giorno dell’Avvento, l’ultimo di nove giorni feriali della novena di Natale e il primo del tempo di Natale. E’ osservata come giorno festivo completo o parziale. I due giorni vengono considerati tra le celebrazioni culturalmente più significative della cristianità. E’, in genere, occasione di un pasto in famiglia, dopo il quale può seguire la Messa di mezzanotte.  La cena della vigilia è usanza italiana e della tradizione nord-europea e scandinava, ma non è diffusa ovunque. In alcune parti del mondo, Regno Unito, Nord America e Australia non si festeggia la vigilia, ma resta in piedi la cena di Natale.

La liturgia cristiana inizia al tramonto, è pratica tramandata dalla tradizione ebraica, e ricorre al racconto della Creazione nel Libro della Genesi: “E fu sera e fu mattina: il primo giorno”. Suonano le campane in più chiese e si prega nelle chiese luterane. La tradizione vuole che Gesù sia nato di notte (Luca 2: 6-8), ed è la Messa di mezzanotte celebrata alla vigilia di Natale, in commemorazione della nascita di Gesù. Il fatto è confermato dall’idea che la vigilia di Natale è chiamata Notte Santa in Germania, Buona notte in spagnolo e in altre espressioni della spiritualità legata al Natale.

In tutto il mondo le tradizioni portano all’incontro di familiari e amici, ovunque l’atmosfera si arricchisce di canti natalizi, di illuminazione e del piacere di ritrovarsi immersi nelle luminarie delle strade natalizie dove andiamo a cercare e comprare i regali. Gli alberi vengono decorati, è in arrivo la gioia mischiata alla sorpresa dello scambio e dell’apertura dei regali. Ci si prepara al giorno dopo, il Natale. La vigilia vede all’opera, per la consegna dei regali a tutti i bambini del mondo, Babbo Natale con la slitta, al quale si alternano Nonno Gelo, Christkind e San Nicola.

Il Natale
Il 25 dicembre si commemora la natività di Gesù Cristo. Presso i Romani la data coincide con la ricorrenza pagana del solstizio d’inverno, prima dei Saturnali e dopo la nascita del Dio Mitra, nel 350 d.C. Il Natale nasce, quindi, da riti e consuetudini del mondo pagano e precristiano, da lì trae spunti e significati simbolici.

Le tradizioni popolari, sotto l’aspetto del costume e dei rapporti, hanno aggiunto l’atmosfera gioiosa, giocosa, carica di solidarietà e di doni, con lo scambio degli auguri e tutti a tavola, in genere nell’intimità familiare e pronti a gustare e riportare l’attenzione verso piatti cari al pranzo natalizio.

L’Albero di Natale

L’albero di Natale raggiunge Roma e a seguire la diffusione in Europa e, in particolare, in Italia dove arriva nella seconda metà dell’800 grazie alla Regina Margherita di Savoia, che ne fece addobbare uno nel palazzo del Quirinale.

La tradizione vuole che l’albero di Natale abbia origini antiche: nel 1441 un abete gigantesco fu eretto in Estonia, alcuni lo fanno risalire alla tradizione risalente alla Svizzera, mentre lo ritroviamo in Germania nel XVI secolo, dove gli alberi venivano decorati con mele e frutta secca. Fu il Congresso di Vienna a farlo diventare una delle principali tradizioni natalizie.

Il Presepe

Il Presepe, dal latino “praesaepe”, vuol dire mangiatoia, luogo che accoglieva i neonati nello spazio più caldo della casa, riscaldato dal fiato degli animali, dove all’epoca venivano ospitati i bambini appena nati.

Due sono gli ingredienti che appaiono a ricordarci Gesù che viene al mondo donando il pane della grazia e il vino del perdono. Avviciniamoci a una capanna dove al freddo e al gelo nasce il Bambino e intorno a lui il cibo di ogni tipo diventa trionfo al centro delle Feste, una cuccagna, un esorcismo collettivo contro lo spauracchio della fame nei tempi andati. L’opulenza dei ricchi e i poveri a guardare, saziandosi e consolandosi al pensiero che un giorno verrà l’abbondanza a tavola anche per loro.

La storia riconduce al presepe nato nel 1223 con  San Francesco d’Assisi. Al ritorno dalla Terra Santa prepara la natività presso Greccio, paese che gli ricorda Betlemme, nella Giudea, una regione della Palestina. Da quel tempo la tradizione si diffonde in tutto il mondo cristiano. Nasce un evento nelle proprie case con intenzione pacifista, dopo le conquiste dei luoghi dove era vissuto Gesù ricorrendo alle armi. Il cuore dei credenti è occupato dalla gioia di veder nascere il Messia accanto a loro.

Il presepe è una ricostruzione in miniatura dove i bimbi espandono creatività, manualità, fantasia. Un Presepe si costruisce nei mesi precedenti, cercando e riutilizzando materiali di recupero rintracciati ovunque, carta, plastilina, creta, sughero. In estate raccogliete con loro conchiglie, sassi, foglie, cortecce in vista della costruzione della capanna o del luogo che ospiterà il Bambinello. Servono alberi, colline, ponti, case a fare da contorno, un lago costruito con la carta stagnola, mentre per la neve verrà utilizzato il sale grosso, per il prato il muschio e il tutto arricchirà l’ambiente circostante alla capanna che riparerà e terrà al caldo il piccolo Gesù poggiato sulla paglia.

Ai bambini permettete di giocare con il Presepe, realizzatelo alla loro altezza, fate spostare le statuine a loro piacimento, lasciateli liberi di avvicinare alla capanna i Re Magi, giorno per giorno seguiranno, secondo i Vangeli, la stella di Betlemme. In viaggio dall’Oriente trovano un bambino, ne riconoscono l’importanza, gli portano in dono oro, incenso e mirra. Un passo avanti verso chi cambierà il corso della storia.

Mettete attenzione e cura nella realizzazione del Presepe, lasciate che i bambini si affranchino con l’evento in autonomia, fatevi raccontare il loro modo di leggere i cambiamenti che metteranno in piedi, diventerà la loro storia, da costruire e che li vedrà indaffarati, con manualità ed estro, nei giorni delle Feste. E’ possibile che vostro figlio o i vostri figli vogliano inserire nel Presepe il pupazzetto preferito, quello che tengono stretto al cuore ogni sera prima di addormentarsi, lasciateglielo fare, trasporteranno in quel luogo la familiarità. Lasciate che i bambini parlino con le statuine, che le mettano in relazione tra loro, fatevi raccontare cosa si dicono.

Lasciate aperta la porta alla trascendenza, per consentire ai bambini di prestare un’attenzione particolare e spiegarsi situazioni di vita di San Francesco d’Assisi e di Madre Teresa di Calcutta.

Disfare il Presepe è momento da adottare con i figli, insegnando loro che fa parte della vita mettere da parte le Feste, riporre le statuine e quant’altro per ritrovarli e rinnovarli l’anno prossimo. Ora riposeranno da qualche parte, le recupereremo, abbandoneremo la malinconia della perdita e ritroveremo insieme la voglia di fare Festa. Guardiamo avanti, mostriamoci pronti a proiettarci oltre, verso il Carnevale e la Primavera.

Santo Stefano

Gli avanzi della vigilia e del giorno di Natale in tavola a Santo Stefano. Vengono puntualmente riproposti. E quel che resta trova spazio in congelatore, destinato alle feste in arrivo. Le stime parlano di otto italiani su dieci che hanno riciclato e conservato gli avanzi, evitando inutili sprechi. Il clima è di sobrietà e registra un ridimensionamento anche a tavola con il numero delle persone presenti pressoché dimezzato. Altra cosa è il riciclo degli alimenti in cucina dove ritorna la cultura contadina a trasformare gli avanzi in nuovi piatti. Nascono polpette e polpettoni, frittate, ratatouille, macedonie. Il panettone e il pandoro avanzati accolgono farciture con crema e panna.

Il calo sui consumi è decisamente sceso, e questi sono stati indirizzati verso la carne, agnello, pollo e tacchino in testa, con bolliti, arrosti, fritti. Il pesce è presente, dal baccalà all’arringa, dai crostacei ai molluschi, dalle alici alla gallinella, dal capitone all’anguilla, dall’arzilla all’occhiata.

San Silvestro e Capodanno

Il 31 dicembre, vigilia di Capodanno, si festeggia San Silvestro. E’ tradizione italiana festeggiare con amici e parenti nel corso della serata aspettando l’arrivo della mezzanotte, per mangiare il cotechino con lenticchie e per un brindisi ben augurante accompagnato dai “botti” che illuminano a giorno le città, in un’atmosfera corale di gioia e di buoni propositi per l’avvenire, con i bicchieri alzati in mano.

Il giorno di Capodanno segna l’inizio del nuovo anno. Non solo sarà il tempo della celebrazione, ma anche un momento di riflessione e ragionamento sui risultati raggiunti, di bilancio sul tempo che passa, di speranza per il futuro. Di solito, la notte del 31 dicembre si organizzano feste e cene con amici e parenti per festeggiare l’arrivo del nuovo anno. Per una notte e un giorno le difficoltà vengono lasciate alle spalle e si guarda al futuro con fiducia e aspettative.

I festeggiamenti riconducono al Dio romano Giano, dal cui nome deriva il mese gennaio. Festa pagana i cui festeggiamenti si svolgevano in onore del dio romano Giano – nome da cui deriva il mese di Gennaio – che si tenevano dopo i Saturnali, feste romane dedicate al dio Saturno, a fine anno.

Non è sempre stato il 1° gennaio, secondo il calendario giuliano, il primo giorno dell’anno. Molti paesi, a seconda dei luoghi, hanno adottato date diverse. Parliamo di Inghilterra, Irlanda, Pisa e Firenze il cui Capodanno si celebrava il 25 marzo. Mentre in Spagna, il primo giorno dell’anno era previsto il 25 dicembre in corrispondenza con il Natale. In Puglia, Calabria e Sardegna si festeggiava il Primo settembre – che corrisponde al 14 settembre del calendario gregoriano.

E’ stato Papa Innocenzo XII a far coincidere, in Europa, le diverse date al 1° gennaio, a partire dal 1691. La data del primo giorno dell’anno, fissata per il Primo gennaio, venne resa ufficiale nel calendario gregoriano, una spinta per riconoscere il Capodanno in quella data. Durante il regime fascista, per l’anniversario della marcia su Roma,  il Capodanno viene spostato al 28 ottobre, per poi ritornare al 1^ gennaio, a seguito della caduta della Repubblica Sociale Italiana.

La Befana

La Befana vien di notte con le scarpe tutte rotte col cappello alla romana viva viva la Befana!

La Befana a cavallo della scopa porta doni a tutti i bambini. Durante la notte tra il 5 e il 6 di gennaio, con un grande sacco pieno di giocattoli, cioccolatini e caramelle, ma anche cenere e carbone, la Befana vola, a destra e a manca, sui tetti e, calandosi dai camini, va a riempire di leccornie le calze lasciate appese dai bambini. La vecchietta, con il naso a punta e la “scucchia”, trova ad accoglierla un piatto con un frutto, arancio o mandarino, e un bicchiere di vino.

La storia della befana nasce nella notte dei tempi e sembra discendere da tradizioni magiche precristiane. Il termine deriva dal greco “Epifania”, che vuol significare “apparizione” o “manifestazione”. La Befana si festeggia nel giorno dell’Epifania, che chiude il periodo di vacanze natalizie.

La Befana simboleggiava, in origine, l’anno appena trascorso, vecchio come lei e i doni che la vecchietta porta, sono simboli di buon auspicio per l’anno che è appena arrivato.

La storia della befana è tradizionalmente legata a quella dei Re Magi Baldassare, Gasparre e Melchiorre che, in una fredda notte d’inverno, chiedono informazioni sulla strada per giungere a Betlemme da Gesù Bambino. La vecchietta indica il cammino e i Re Magi la invitano a seguirli, ma lei rifiuta. I Re Magi se ne vanno e la vecchietta si pente di non averli seguiti. Prepara un sacco pieno di dolci e si mette in cerca dei Re Magi, ma senza successo. La Befana, quindi, bussa ad ogni porta e regala ad ogni bambino dolcetti, vedendo in ognuno di loro proprio Gesù Bambino.

E per finire…. panettone, pandoro, torrone e un calice di bollicine

Il momento clou delle Feste arriva in tavola con profumi dolci, di canditi, cioccolato, zenzero e miele, datteri e frutta secca. E, immancabili, panettone e pandoro. Le ultime tendenze consigliano di non tagliare a fette o a quadratini i classici delle Feste, di dimenticare il taglio a stella, ma ricorriamo a tagli dall’alto in basso, ricavando “fettone” di panettone e pandoro, usando un coltello a sega, come quello usato per tagliare il pane. Scaldate panettone o pandoro a bassa temperatura, a forno leggermente riscaldato, meglio appoggiarli, mantenendo il contenitore, sopra a un termosifone per almeno un’ora/due, per non farli seccare troppo. Immancabile il torrone, nel gusto classico o con il cioccolato.

E siamo arrivati alle bollicine! Possono essere spumanti da servire con il bicchiere adatto, con calici adeguati. Diamo la preferenza a bevande dolci, ma sfatiamo anche il mito dello spumante secco. Le bollicine provengono dal Nord Italia, e anche dal centro, portiamo in tavola anche vini fermi e passiti. Dolcezza chiama dolcezza: grappa e liquore. E per finire in bellezza e, dopo tanto correre e tanto cercare, eccoli i regali, da scartare per la gioia di grandi e piccini.

Curiosità e Consigli pratici

Ricerca di prodotti freschi, di stagione e del territorio. Andando a fare la spesa portiamoci dietro le nostre “sporte”, come facevano le nostre nonne, che riducevano all’osso gli involucri.

No ad abbuffate collettive. Il consiglio è quello di non strafare, riducendo gli acquisti e se avete cucinato troppo potete preparare e donare agli ospiti il “doggy bag” da portare via. Il troppo fa male a noi, all’ambiente e, quindi, al pianeta.

Riduciamo l’inquinamento, i regali muovono l’economia ma anche i gas serra con la conseguenza di periodi secchi nonché piogge intense e disastrose.

Nuovi impianti di imbottigliamento hanno ridotto drasticamente l’impatto ambientale.

Le bottiglie in vetro hanno dimezzato il peso.

I consumatori vanno indirizzati verso prodotti sostenibili, circolari, usati e riciclabili.

Comunicazione ambientale attraverso il packaging. Non è solo un obbligo, importante è la comprensione delle strade da adottare, seguirle e portarle avanti.

Ripassate le regole del territorio per la corretta differenziata nel periodo di massimo aumento dei rifiuti. Seguite i suggerimenti.

Un bicchiere di cristallo rotto va gettato nell’indifferenziato, contiene piombo e il piombo può compromettere grandi quantità di vetro riciclabile.

Anche gli scontrini di acquisto, la carta oleata e la carta da forno non vanno buttate nel contenitore della carta, che, invece, accoglierà la carta destinata ai regali.

La plastica raccoglierà bottiglie schiacciate per la parte lunga, i contenitori vari ed etichette di plastica.

Gli imballaggi hanno riportato una riduzione significativa. Ridotto, da una parte, l’ “usa e getta” della plastica e dall’altro è registrata l’introduzione dell’uso del refill nei contenitori forniti dai negozi, che gli acquirenti possono riutilizzare.

Le indicazioni sulla tipologia di imballaggio e sulla corretta raccolta differenziata appaiono sempre più presenti nei prodotti del freddo.

Eliminare gli scarti del cibo sia vegetali che animali. Oltre al cibo nell’umido si possono indirizzare fiori utilizzati come centro tavola, tovaglioli bianchi e i cartoni unti. Se avete utilizzato stoviglie monouso e sono certificate compostabili potrete gettarle insieme agli scarti di cibo. Il suggerimento, in caso di dubbi, è quello di rivolgervi alle regole vigenti nel territorio.


LE RICETTE DELLE FESTE

LA CENA DELLA VIGILIA

Passato di castagne

Ingredienti per quattro persone

500 g di castagne
300 g di patate

1 cipolla di media grandezza

1 l di brodo vegetale
1 bicchiere di latte

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

Lessate le castagne per 40 minuti in un tegame con acqua bollente, scolatele, sbucciatele e pelatele.

A parte tritate la cipolla, spostate il trito nel tegame di cottura, fate imbiondire nell’olio caldo, aggiungete le patate tagliate a dadini e le castagne. Lasciate insaporire per 10 minuti a fuoco vivace. Versate il brodo, aggiustate di sale. Rimettete il tegame sul fuoco a cuocere dolcemente per altri 40 minuti. Mescolate all’occorrenza.

Togliete il composto dal fuoco, frullate il tutto, versate il latte, aggiungete una leggera spolverata di pepe macinato al momento. Servite.


Lasagne con acciughe e pangrattato

Ingredienti per quattro persone

250 g di farina

2 uova

12 acciughe fresche

2 spicchi d’aglio

70 g di pangrattato

peperoncino rosso piccante

olio extravergine d’oliva

sale

La pasta. Mettete la farina in una terrina, fate la fontana, aggiungete acqua tiepida e un pizzico di sale. Impastate a lungo fino a ottenere un composto morbido ed elastico. Lasciate riposare per 1 ora. Riprendete l’impasto, stendetelo sulla spianatoia, arrotolatelo, piegatelo formando una lunga striscia della larghezza di 15 cm, tagliate le lasagne e lasciatele ad asciugare sulla spianatoia infarinata.

Il sugo. Fate rosolare nell’olio l’aglio e il peperoncino tritati, aggiungete i filetti delle acciughe, diliscate, private della testa e delle interiora sotto l’acqua corrente e fatte asciugare in un panno da cucina.

Versate il pangrattato, salate e fate amalgamare facendo sciogliere le acciughe con i rebbi di una forchetta, a fuoco vivace, rimestando in continuazione e aggiungendo, all’occorrenza, acqua calda.

Le lasagne. Lessate le lasagne poche alla volta in abbondante acqua salata, scolatele al dente, sistematele in una teglia e condite a strati utilizzando il sugo preparato.

Baccalà con uvetta e pinoli

Ingredienti per quattro persone

800 g di baccalà già messo a bagno

200 g di pane raffermo

2 cucchiai di concentrato di pomodoro

1 cipolla

peperoncino rosso piccante

30 g di uvetta

30 g di pinoli

1 bicchiere di vino bianco secco

olio extravergine d’oliva

sale

Tagliate a pezzi il baccalà, spinarlo e spellarlo. Fate imbiondire, in un capiente tegame con l’olio, la cipolla tagliata a fettine sottili, aggiungere il baccalà a pezzi, farlo dorare da ambo le parti. Versate il vino e farlo evaporare. Aggiungete il concentrato di pomodoro, diluito in una tazza d’acqua, uvetta, pinoli, sale, peperoncino a piacere. Portate a ebollizione e continuate la cottura a fuoco dolce e a tegame coperto per ¼ d’ora.

Fate dorare nell’olio le fettine di pane, sistemarle nei piatti di portata, dove verrà sistemato il baccalà. Servite.

Scarola con olive taggiasche

Ingredienti per quattro persone

600 g di scarola

100 g di olive taggiasche

2 spicchi d’aglio

½ peperoncino rosso piccante

olio extravergine d’oliva

sale e pepe nero

Pulite la scarola. Portate a ebollizione abbondante acqua, lessate la scarola per 10 minuti. Scolate e strizzate. Mettete in una padella a rosolare l’aglio e il peperoncino tritati nell’olio caldo, unite la scarola tagliata e fate insaporire per 5 minuti, aggiungete le olive taggiasche, salate e continuate la cottura per ulteriori 10 minuti. Terminate con una spolverata di pepe nero macinato al momento.


IL PRANZO DI NATALE

Crostini ai Fegatini di pollo

Ingredienti per quattro persone

300 g di fegatini di pollo

1 ciuffo di prezzemolo

1 spicchio di cipolla

1 costola di sedano

½ carota

2 acciughe

2 cucchiai di capperi all’aceto

olio extravergine d’oliva

½ l di brodo di carne

½ bicchiere di vinsanto

fettine di pane casareccio

sale

in una terrina il OTO

Far cuocere in un tegamino nell’olio i fegatini di pollo, cipolla, sedano e carota per ½ d’ora. Passarli nel tritacarne insieme ai capperi. Rimettete il composto sul fuoco, aggiungere le acciughe dissalate, diliscate e sciolte nel burro. Aggiustate di sale. Passare il tutto nel tritacarne insieme ai capperi. Rimettete il composto sul fuoco. Lasciate amalgamare.

A parte porre in una terrina il brodo con l’aggiunta del vinsanto, bagnate le fettine di pane, sistemarle nel vassoio di portata, spalmate il composto sul pane e servite.


Cappelletti in brodo di cappone Ingredienti per il Brodo

1 cappone

1 carota

1 costola di sedano

1 ciuffo di prezzemolo

sale

Ingredienti per la pasta

500 g di farina

5 uova

sale

Ripieno

250 g di carne di magro di vitello macinata

100 g di carne di petto di pollo, macinata

150 g di magro di maiale macinato

80 g di mortadella

80 g di prosciutto crudo

1 salsiccia

100 g di parmigiano grattugiato

1 pomodoro maturo

1 patata

1 uovo intero e 2 torli

1 spolverata di noce moscata

olio extravergine d’oliva

sale

Ripieno. Fate rosolare in un tegame e nell’olio caldo, la carne macinata, mortadella e prosciutto tritati, la salsiccia privata della pelle. Versate le uova, unite il parmigiano, noce moscata, mescolate per amalgamare. Aggiustate di sale.

Pasta: Impastate la farina con le uova. Mettete a riposare l’impasto per 1 ora prima di lavorarlo. Stendete la pasta nella spianatoia. Ponete il sugo in porzioni di pasta ottenute pigiando un bicchierino da liquore sulla pasta in modo da ottenere una dimensione di 3,5 cm di lato. Richiudete i cerchi dandogli la tipica forma del cappelletto. Porli ad asciugare su una tovaglia.

Brodo: Immergere il cappone in una pentola con l’acqua fredda, unire la cipolla, sedano, carota, pomodoro e patata. Portare a ebollizione il brodo e continuare la cottura fin quando il cappone non sarà cotto. Lasciate raffreddare il brodo, togliete la parte grassa che nel frattempo si sarà solidificata.

Quando si avvicina il pranzo sarà la padrona di casa a districarsi e a preparare il primo con brodo e cappelletti e il secondo mettendo in tavola il cappone lessato privato delle verdure. E sarà sempre la padrona di casa a dedicarsi alla salsa che lo accompagnerà.


Fusilli al sugo di pesce di lago

Ingredienti per quattro persone

600 g di filetti di pesce scelto fra coregone, luccio, persico

1 manciata di prezzemolo

3 spicchi d’aglio

1 tazza di salsa di pomodoro

½ peperoncino

½ bicchiere di vino bianco

olio extravergine d’oliva

sale

In una capiente padella fate soffriggere nell’olio caldo aglio, parte del prezzemolo e peperoncino tritati finemente. Aggiungete i filetti di pesce e mentre cuociono spezzettarli con la forchetta, salate. Versate il vino e fate evaporare. Unite la salsa di pomodoro e lasciate insaporire.

A parte cuocete i fusilli in abbondante acqua leggermente salata, scolarli, versarli nella padella e fate amalgamare con i filetti. Spolverate con il restante prezzemolo tritato e servite.

Arrosto di tacchino con le prugne

Ingredienti per quattro persone

600 g di arrosto di tacchino

10 prugne secche

2 scalogni

1 carota

½ bicchiere di vino bianco secco

olio extravergine d’oliva

sale

Tritate finemente gli scalogni e la carota, lasciarli soffriggere nell’olio caldo e a fuoco lento, unite l’arrosto, salarlo e lasciarlo rosolare da più parti. Aggiungete le prugne senza nocciolo. Dopo averle lasciate insaporire, versate il vino bianco e lasciarlo evaporare. Coprite il tegame, lasciate cuocere l’arrosto, girando di tanto in tanto e aggiungendo, se occorre, del brodo di verdura. A cottura ultimata frullare le prugne con il liquido di cottura in modo da ottenere una crema, che verserete sull’arrosto tagliato a fette.

Coniglio alla cacciatora

Ingredienti per quattro persone

1 coniglio di medie dimensioni

3 alici

1 barattolino di capperi

2 spicchi d’aglio

foglioline di salvia

1 rametto di rosmarino

peperoncino

½ bicchiere d’aceto

olio extravergine d’oliva

sale

Tagliate il coniglio a pezzetti. Recuperate e mettete da parte il fegato. In una padella fate rosolare, nell’olio caldo, il coniglio con salvia, rosmarino, peperoncino, sale. Versate l’aceto e lasciarlo evaporare. Eliminate salvia, rosmarino e aglio.

A parte fate cuocere il fegato, unirlo ai capperi, aggiungete le alici tagliate a pezzi. Dopo la cottura tritate il composto e spostatelo nel tegame che contiene il coniglio. Lasciate amalgamare il tutto, aggiustate di sale e d’aceto. Servite.


Torta al cioccolato

Ingredienti

2 tazze di farina

2 tazze di zucchero

¾ bicchiere di cacao in polvere non zuccherato

2 cucchiaini da tè di lievito in polvere

1 cucchiaino da tè di bicarbonato di sodio

1 pizzico di sale

½ cucchiaio di caffè espresso in polvere 

1 bicchiere di latte 

½ bicchiere di burro 

2  uova 

3 cucchiaini da tè di estratto di vaniglia

1 bicchiere acqua 

Dopo aver mischiato con cura e con una frusta farina, zucchero, cacao, lievito, bicarbonato, sale, caffè, procedete facendo uno spazio al centro del composto e versate le uova sbattute, una tazza di latte riscaldato a temperatura ambiente, burro fuso e lasciato raffreddare, vaniglia. Mescolate il tutto, aggiungete una tazza d’acqua calda, mischiate con cura.

Versate il composto nella teglia, precedentemente imburrata e infarinata, infornate a forno caldo a180° per 45 minuti.

Trascorso il tempo sfornate e lasciate raffreddare. Servite.

CAPODANNO

Fettine di pane con noci e mascarpone

Ingredienti per quattro persone

8 fettine di pane toscano raffermo

50 di gherigli di noce

50 g di mascarpone

20 g di parmigiano reggiano grattugiato

3 cucchiai d’olio extravergine d’oliva

sale e pepe

Tritate i gherigli di noce, uniteli al mascarpone e al parmigiano, versate l’olio, salate e pepate. Amalgamate fino a ottenere un composto omogeneo. Abbrustolite le fettine di pane, spargete la crema e servite.


Cannelloni ricotta e spinaci con besciamella

Ingredienti

400 g di pasta fresca in fogli rettangoli da 20 cm per 15

300 g di ricotta

300 g di spinaci

300 ml di besciamella

1 uovo e 1 tuorlo

un pizzico di noce moscata

70 gr di parmigiano grattugiato

aglio

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

Per la besciamella

500 g di latte intero 

40 g di farina 00 

50 g di burro 

noce moscata 

sale

Lessate gli spinaci e preparate la besciamella.

Versate il latte in un pentolino, spolverate di noce moscata e un pizzico di sale, fatelo scaldare. Ponete il burro in un altro pentolino dove lo farete sciogliere a fuoco dolce, quindi versate la farina in una sola volta. Mescolate con forza e con una frusta a mano. Cercate di evitare grumi e continuate a mescolare fino ad ottenere un composto dal colore dorato. Al momento versate poco latte caldo e poi il resto. Continuate a mescolare per sei minuti a fuoco dolce e comunque fino al raggiungimento della consistenza desiderata. 

Ponete in una ciotola ricotta e spinaci strizzati e tritati, l’uovo e il tuorlo, parmigiano, un pizzico di noce moscata, sale, pepe. Mischiate, realizzate il ripieno e procedete alla preparazione dei cannelloni, disponendo il ripieno e richiudendo i cannelloni su se stessi.

Preriscaldate il forno a 180°. Sul fondo di una pirofila versate parte della besciamella e disponete i cannelloni. Ricopriteli con la besciamella e infornate lasciandoli cuocere per 1 ora.

Zampone con lenticchie

Ingredienti per quattro persone

1 zampone

500 g di lenticchie

2 salsicce

100 pancetta

cipolla

sedano

prezzemolo

carota

olio extra vergine d’oliva

sale.

Pulite le lenticchie, metterle a lessare con cipolla, sedano, carota, prezzemolo, sale. Scolatele mantenendo un po’ di acqua di cottura.

Mettete a cuocere lo zampone in acqua fredda, portate a ebollizione e lasciarlo sul fuoco per 20 minuti circa. Toglierlo dal fuoco, fatelo raffreddare e tagliatelo a fette mantenendo parte del liquido di cottura.

A parte far soffriggere, in un tegame, olio, cipolla, prezzemolo, carota e sedano tritati finemente. Quando il trito assume il colore dorato, aggiungete la pancetta tagliata e pezzettini e le salsicce sbriciolate, lasciate amalgamare. Unite le lenticchie. Aggiustate di sale, lasciate insaporire aggiungendo, di tanto in tanto, la loro acqua di cottura e il liquido dello zampone, che nel frattempo avrete lessato e tagliato a fettine. Servite ben caldo.


Insalata con mele e melagrana

Ingredienti per sei persone:

4 mele verdi grosse

1 melagrana

2 finocchi

100 g di gherigli di noci

1 arancia

1 limone

1 rametto di maggiorana fresca

sale e pepe

Ponete in una terrina le mele – lavate, sbucciate, private del torsolo, tagliate a pezzettini e spruzzate di succo di limone – i finocchi tagliati a listarelle, la maggiorana tritata e i gherigli di noce sbriciolati.

Lavate l’arancia, eliminate e tagliate la buccia a listarelle molto sottili, mettetele da parte; sbucciate i frutti della melagrana, eliminate la pellicola che li riveste, tagliateli a piccoli pezzi e uniteli al composto di cui sopra.

Preparate un liquido con succo di limone, aggiungete le listarelle della buccia dell’arancia, salate e pepate. Condite l’insalata mescolando con cura.

LA BEFANA

Crema con le lenticchie

Ingredienti per quattro persone

250 g di lenticchie

4 fette di pane casereccio

3 patate

1 cipolla

2 spicchi d’aglio

1 carota

1 costa di sedano

1 ciuffo di prezzemolo

250 ml di panna

40 g di burro

1,2 l di acqua

sale e pepe

Pulite, lavate e lasciate in ammollo le lenticchie. Scolatele, ponetele in una pirofila con patate, cipolla, aglio, carota, sedano, tagliati a pezzetti, sale e pepe. Aggiungete l’acqua, coprite e portate dolcemente a ebollizione. Salate e pepate. Lasciate cuocere fino a quando non risultano tenere, fate raffreddare, passate le lenticchie al passaverdura. Rimettete il composto sul fuoco, unite il burro e la panna, fate amalgamare, mescolando in continuazione. Versate la crema in una zuppiera, spolverate con prezzemolo tritato e servite aggiungendo, a parte, il pane tostato al forno e tagliato a dadini.


Involtini di verza con prosciutto cotto

Ingredienti per quattro persone

foglie di verza

100 g e ½ di prosciutto cotto

3 patate

100 g di sottilette

1 bicchiere di latte

1 uovo

50 g di burro

parmigiano reggiano

un ciuffo di prezzemolo

noce moscata

sale e pepe

Lessate le foglie di verza per cinque minuti, scolarle e stenderle su un canovaccio facendo attenzione a non romperle.

In un tegame mettete le patate a lessare e passatele nel passapatate, versate il latte, aggiungete il burro fuso, mischiate. Fate cuocere a fuoco lento fino a formare un composto cremoso. A fuoco spento aggiungere e fate amalgamare uovo, parmigiano grattugiato, sottilette a pezzettini, prezzemolo tritato, sale, pepe e noce moscata.

Stendere sulle foglie di verza una fettina di prosciutto cotto con l’aggiunta del composto. Formare gli involtini. In una teglia da forno versate il burro fuso, adagiate gli involtini, spolverare di parmigiano e lasciate mantecare per circa ¼ d’ora.


Gnocchetti ai porri con gorgonzola

Ingredienti per quattro persone

500 g di gnocchetti di patate

80 g di gorgonzola

1 porro grosso

foglioline di salvia

1 cucchiaio di cumino

3 cucchiai di olio extravergine d’oliva

peperoncino

sale

Pulite il porro ed eliminate le foglie esterne. Lavate accuratamente le fogli verdi, scolatele e tagliatele a fettine. Ponete le foglie a cuocere nel tegame con l’olio e versate acqua all’occorrenza. Proseguite la cottura inserendo la parte bianca del porro tagliata a fettine. Aggiungete il gorgonzola a cubetti, salvia, peperoncino, cumino e sale. Mischiate e lasciate insaporire per alcuni minuti, mescolando di tanto in tanto e versando del latte, se necessario, a ottenere una crema.

Ponete e cuocere, in abbondante acqua leggermente salata, gli gnocchetti. Quando vengono a galla scolateli con una schiumarola e trasferiteli nel tegame con il sugo di porri e il gorgonzola.

Servite gli gnocchetti ben caldi, conditi con un filo d’olio

Crocchette di nasello

Ingredienti per quattro persone

400 g di nasello

3 uova

3 cucchiai di pangrattato

1 carota

1 cipolla

1 ciuffo di prezzemolo

½ bicchiere di besciamella

olio extravergine d’oliva

sale e pepe

Fate lessare il nasello in acqua salata con cipolla e carota. Scolate ed eliminate accuratamente le spine. A parte fate rassodare 2 uova, sgusciatele.

Ponete nel mixer nasello, uova a pezzetti, prezzemolo tagliato grossolanamente, versate la besciamella, salate e pepate. Mantenete in azione il mixer per 1 minuto.

Formate delle polpette grandi quanto una noce, passatele nell’uovo residuo sbattuto poi nel pangrattato e, successivamente, mettetele a friggere in abbondante olio caldo. Scolate le polpette, mettetele nella carta assorbente da cucina per elimibnare il liquido in eccesso. Servite ben calde.

Uno non può pensare bene, amare bene, dormire bene, se non ha mangiato bene (Virginia Woolf).

LA DIETA da Il peperoncino di Lorena Fiorini, Newton Compton Editori

Se avete preso qualche chilo in più e volete disfarvene potete ricorrere al peperoncino. La capsaicina contenuta nel peperoncino accelera il metabolismo e aiuta a bruciare le calorie. In particolare, aiuta a perdere peso nella misura di 45 calorie in più per lo stesso pasto. Inoltre, contribuisce ad accelerare il metabolismo nella misura del 25% e questo consente di conseguire effetti positivi sulla riduzione del peso.


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