l’IA ACT EU

Cosa c’entra la politica con l’intelligenza artificiale …

AI ACT

Innovazione, progresso, rischio ed effetti collaterali

I detrattori del provvedimento lamentano che il testo si concentra su “cosa non si può fare”, ma il prodotto finale degli sforzi della commissione è notevole per due motivi.

Il primo. Ricorda al mondo che la tecnologia è uno strumento inventato dall’uomo che deve servire al benessere dell’uomo. L’innovazione e il progresso sono due cose diverse e non scontate, e la versione successiva alla precedente non è per forza la migliore.

La seconda. Il futuro non è già arrivato né è già scritto, ma dipende da quello che si fa e si decide oggi. E oggi l’idea che il mercato faccia meglio dello stato, anche nelle scelte epocali che sono destinate a cambiare la storia dovrebbe essere definitivamente superata. Il tema semmai è “che stato si vuole” e nello specifico come si fa a gestire una complessità di processi che ha effetti sul locale ma che va governata a livello globale. L’Europa anticipa, con la sua filosofia e i suoi principi etici. Gli altri Paesi del mondo ad oggi non hanno ancora nessuna legislazione in materia, con buona pace di quanti pensano che Bruxelles non serva a nulla e l’Europa sia una iattura per tutti i paesi membri, Italia in testa.

Partire dai rischi, e non dai benefici può sembrare a prima vista un appesantimento burocratico, ma visti i rischi forse è davvero la strada preferibile. Per contro, la società del rischio individuale e collettivo, climatico sanitario o sociale, si previene condividendo la direzione e il senso di un percorso comune, cioè rafforzando la partecipazione e la democrazia.

Quindi rimettendo al centro l’umano e lo sviluppo, non la crescita a tutti i costi.

La legge sulla intelligenza artificiale.

Il provvedimento prende forma tre anni fa come proposta di regolamento presentata dalla Commissione Europea il 21 aprile 2021. Il regolamento viene approvato nel marzo di quest’anno dal Parlamento Ue, ed è la prima legge al mondo sull’AI. Nasce con le grandi e necessarie ambizioni che l’argomento impone e delinea una visione del digitale coerente con quello che l’Europa vorrebbe essere. L’intelligenza artificiale in questa ottica diventa uno strumento ed un mezzo per l’uomo, in un contesto che mette al centro lo sviluppo sostenibile dell’umanità più che la crescita.

L’intelligenza artificiale sta trasformando e trasformerà profondamente la società e l’economia, con rischi e benefici potenziali per i diritti, la sicurezza e il buon funzionamento del mercato unico: l’equilibrio, secondo la commissione UE va ricercato nella prevenzione del rischio per far prevalere l’interesse generale.

Cos’è una AI? Principi, valori ed etica del digitale.

L’AI ACT parte da una definizione del suo oggetto non scontata e ispirata alla definizione dell’OCSE, cioè come “un sistema automatizzato progettato per funzionare con diversi livelli di autonomia e che può mostrare capacità di adattamento dopo l’installazione e che, per obiettivi espliciti o impliciti, deduce, dagli input che riceve, come generare output quali previsioni, contenuti, raccomandazioni o decisioni che possono influenzare ambienti fisici o virtuali” (articolo 3 dell’AI ACT).

A partire da questa impostazione prova a tracciare un impianto normativo partendo da una visione “umanocentrica” ispirata al nucleo di principi etici ritenuti fondamentali a Bruxelles, e dal concetto del “rischio”, tentando un equilibrio tra protezione della persona e necessità di favorire la ricerca e lo sviluppo.

Il primo principio su cui su basa il testo consiste nel fatto che l’IA deve essere sviluppata e utilizzata in modo “sicuro, etico e rispettoso dei diritti fondamentali e dei valori europei”. Il tema centrale per garantire la sicurezza del cittadino diventa quello dei rischi derivati nell’uso e soprattutto nello sviluppo di questa tecnologia. Le diverse IA sono quindi classificate secondo i differenti livelli di rischio per la sicurezza e le possibili limitazioni dei diritti delle persone. Su questi differenti livelli il legislatore stabilisce i requisiti e gli obblighi per i fornitori e le regole che gli utenti devono rispettare.

Tutte le IA che hanno un impatto importante sulle vite dei cittadini sono soggetti a un obbligo di trasparenza sul funzionamento, la creazione e le caratteristiche tecniche, in particolare i modelli più avanzati, cosiddetti ad alto rischio sistemico, ovvero quelli che prevedono una grande capacità di calcolo per l’addestramento.

Nel mondo.

La legge europea è un primo passo e un precedente importantissimo per un governo del mondo del digitale in rapidissimo sviluppo. Probabilmente non basterà nel mondo globale per come lo conosciamo oggi. Il controllo del cloud e dei dati, della tecnologia e delle materia prime necessarie alla tecnologia digitale sono i nuovi banchi di prova su cui si misura la leadership e la supremazia in ambito geopolitico.

L’impatto e le conseguenze sulla vita dei cittadini da un lato, la necessità di non frenare l’innovazione e la ricerca dall’altro, renderebbero necessario un governo del sistema su scala planetaria e con effetti in tutto il mondo. Uscendo dai confini dell’Europa, negli Stati Uniti la regolamentazione dell’IA è pensata a partire dalla necessità di non ostacolare lo sviluppo dell’innovazione e non dalla protezione dai rischi. L’uso sicuro ed etico della IA per certi aspetti viene dopo. Il presidente Biden ha provato a spostare il focus su etica e affidabilità: l’Algorithm Accountability Act, per certi versi è l’equivalente americano dell’AI Act ma è ancora in fase di proposta. Ed è un paradosso, visto che le grandi BIG del Tech sono statunitensi.

Per ora si punta sulla compliance volontaria basata su un codice di condotta sull’intelligenza artificiale per garantirne un utilizzo sicuro, etico e trasparente cui le aziende possono uniformarsi. Una sorta si super algoretica globale che potrebbe non essere sufficiente nel futuro prossimo.

Grossman e l’elettricità….

Diceva Grossman che il problema del rapporto tra la tecnologia e la disuguaglianza non stava nella tecnologia, ma nel fatto che si creavano disuguaglianze tra chi la sapeva usare e chi no. Oggi come ieri la competizione si gioca su questo terreno. La tecnologia si governa con il pensiero e la democrazia, stando nel contemporaneo, cioè nel tempo in cui si vive e con la capacità di coglierne le contraddizioni, o i rischi appunto.

In questo senso la storia si ripete. L’IA è come l’elettricità, trasversale e applicabile a tutto. Per certi aspetti però è anche come il nucleare. Ci si può curare malattie mortali o costruire armi micidiali. Dipende


SEGNALIAMO

  • UNA SOCIETÀ DA RICOSTRUIRE

    UNA SOCIETÀ DA RICOSTRUIRE

    Dieci capitoli di un nuovo “contratto per la sicurezza della cittadinanza” Intervista a Rodolfo La Tegola di Giampaolo Sodano La mia riflessione nasce da un’urgenza non più rinviabile: la necessità di ridefinire il legame tra Stato e Cittadinanza. Dopo tre decenni di “scompiglio” politico nazionale e internazionale, nel mezzo di un’epoca dominata dal desiderio di…


  • LA MENTE URBANA

    LA MENTE URBANA

    Evoluzione del comportamento sociale dell’uomo nel territorio in cui vive, oggi la città, alla luce dell’evoluzione strutturale del cervello che lo determina di Marcello Paci Introduzione L’uomo, fin dall’inizio preoccupato della sua sopravvivenza immediata, cercava di assicurarsela con la caccia, la pesca e la costruzione di armi primitive. Questo accadeva nel paleolitico, quando non c’era…


  • Working Poor

    Il lavoro “povero” è uno dei paradossi più difficili da comprendere per una società abituata a redistribuire ricchezza e senso sociale proprio attraverso il lavoro.Allo stesso tempo è una delle sfide più impegnative per la politica e l’amministrazione pubblica di oggi.Infine se si considera anche la sfera individuale e quanto il lavoro incide sull’autostima personale…


  • LA DEMOCRAZIA NON BASTA PIÙ

    LA DEMOCRAZIA NON BASTA PIÙ

    di Francesco Carbini La domanda che dobbiamo porci è se il modello di democrazia che abbiamo costruito negli ultimi trent’anni sia ancora adeguato alla realtà che viviamo. Perché il punto è esattamente questo: non siamo di fronte a una crisi episodica, ma a una trasformazione profonda del rapporto tra cittadini, politica e istituzioni. Negli anni…


  • La società delle aspettative

    Il futuro che potrebbe esserci Partiamo dalla fine, dal futuro che non c’, quello del post-umano, della singolarità, della fusione tra biologia e silicio. Dalla fantascienza insomma. Nel 2005 esce un libro di Ray Kurzwei, “La singolarità e vicina”, in cui si prevede che nel volgere di due decenni si sarebbe arrivati all’intelligenza artificiale. Nella sua…


  • IL CIVISMO ED IL “CITTADINO CLIENTE”

    IL CIVISMO ED IL “CITTADINO CLIENTE”

    di Giorgio Fiorentini Il “cittadino cliente” è l’evoluzione del cittadino “amministrato e suddito”. Non è la commercializzazione ed industrializzazione del rapporto fra il cittadino e lo Stato, ma è lo “status “auspicato dalla popolazione per soddisfare anche interessi meritevoli di tutela. Riprendendo la definizione di cittadinanza del sociologo Thomas Humphrey Marshall[1] come «uno status che…


  • TEMPO PRODUTTIVO E TEMPO DEL SÉ

    TEMPO PRODUTTIVO E TEMPO DEL SÉ

    L’alienazione nella società della prestazione di Riccardo Piroddi Alla fine del XVIII secolo, il mondo occidentale fu travolto da una trasformazione epocale, che cambiò radicalmente la società: la rivoluzione industriale. L’economia, fino ad allora fondata su un modello agricolo e artigianale, si ristrutturò attorno alla produzione meccanizzata, alle fabbriche, alla logica del profitto e all’espansione…


  • DALLA BANDIERA AL CARPET

    DALLA BANDIERA AL CARPET

    di Beppe Attene Più una società umana si fa più complessa più somiglia, nelle sue espressioni, ad ogni singolo individuo della sua specie. Agiscono al suo interno, per quanto in maniera inconsapevole, un numero infinitamente crescente di fattori e condizionamenti che non vengono formalizzati esplicitamente ma determinano messaggi esteriori in apparenza non sorretti da alcun…


  • IMPRESE SOCIALI ED EFFETTO “TRICKLE DOWN”

    IMPRESE SOCIALI ED EFFETTO “TRICKLE DOWN”

    Il gocciolamento di Giorgio Fiorentini Un’impresa sociale può strutturare la propria missione in modo nominalmente sociale svolgendo attività sociali residuali rispetto all’attività “caratteristica” e principale. Per esempio assumendo il principio del “gocciolamento”. La teoria del trickle – o anche effetto trickle-down, o teoria della goccia, indica un’idea di sviluppo economico, ritornato in voga soprattutto negli Stati Uniti,…


  • INSEGUIRE NON SERVE

    INSEGUIRE NON SERVE

    di Beppe Attene Ovviamente dobbiamo tutti sperare nella effettiva conclusione della battaglia di Gaza e nell’effettivo disarmo dei terroristi, veri e sanguinari oppressori del popolo palestinese. Ma dobbiamo anche sperare di avere imparato, dalla drammatica lezione, a riconoscere gli errori e le assenze dell’Occidente e dell’Europa in particolare. Da questo punto di vista la cosiddetta…