UNO SGUARDO SULL’UNIVERSO INVISIBILE

Da quando è apparso l’Homo Sapiens sulla terra ci si è sempre chiesti: dove ci troviamo a condurre questa esistenza? Cosa è e cosa ne sarà di quanto ci circonda? Vi sono realtà lontane e sconosciute oppure siamo gli unici dotati di un pensiero e tutto il resto è solo un brodo caotico destinato a essere inghiottito dal nulla? Ma con quale scopo e in quale direzione si evolve il tutto, quel “continuo divenire” descritto da Eraclito (535-435 a. C.)? Queste sono domande che solo lentamente cominciano a trovare una risposta.

Si sa che l’uomo è un ”animale politico- curioso” (Aristotele) e prima di rivolgere l’attenzione a ciò che accade e si accende dentro di sé, sin da bambino il suo interesse viene attratto dalla voglia di esplorare e scoprire ciò che esiste e si tocca al di fuori di sé, manipolando ogni cosa che cade sotto i propri occhi allo scopo di conoscerla, sondarne la forma, la compattezza, il colore, il sapore e la possibilità di utilizzarla per soddisfare i propri bisogni o per creare situazioni a scopi ludici. Tutto questo, appunto, è l’Universo, del quale si è parte non solo inerte ma da parte dell’uomo con la capacità di pensarlo.

La presente riflessione si articola in tre momenti fra di loro legati in un quadro unitario: descrizione dell’attuale Universo Visibile, intuizione dell’esistenza di un Universo Invisibile, modalità di approccio all’Invisibilità.

L’Universo da noi fino a oggi conosciuto è costituito per il 4,9% da materia ordinaria e per il 26,8% da materia oscura formata a livello microscopico da particelle atomiche e subatomiche (nucleo, elettroni, muoni, quark…) e sul piano macroscopico da galassie, ammassi di galassie, stelle giganti e stelle nane, pulsar, quasar, supernove, sistemi binari, pianeti, satelliti, comete, buchi neri e buchi bianchi…

L’Universo è attraversato anche da varie forme di energia, della quale il 68,3% rimane ancora di natura oscura. Questa si evidenzia sotto forma di gravitazione (attrazione-repulsione) che riguarda le grandi masse in base alla grandezza di queste ultime e al quadrato della loro distanza (I. Newton: 1642-1726). C’è poi quella elettromagnetica misurata in Hz e scoperta nel 1820 dal danese Hans Oersted (1777-1851). Questa viene utilizzata ormai in ogni forma di trasmissione di segnali (telefonia mobile, emittenti televisive, forni a microonde, collegamenti satellitari, radar, informatizzazione…). Soprattutto quest’ultima, con il progredire della tecnologia, si è sviluppata enormemente come un potente e fondamentale strumento di comunicazione e, come tale, principale mezzo di informazione.

Da ciò risulta chiaramente come nell’Universo, la cui origine si fa risalire a circa 14 miliardi di anni fa, tutto è collegato, tutto comunica fra le parti dello stesso e su tutto si è informati o talora, purtroppo, se manca un’etica, anche disinformati. L’uomo non è altro che una particella di questo immenso quanto meraviglioso e misterioso ingranaggio universale.

Dall’antichità fino a oggi su questo argomento enormi progressi sono stati compiuti nella e dalla Scienza. Accenno solo ad alcuni ambiti che hanno fra loro un forte e rilevante legame con quanto si sta parlando: Cosmologia, Fisica, Biologia, Tecnologia con l’Intelligenza Artificiale, formulazione di varie Teorie (Relatività, Meccanica Quantistica, Stringhe, Complessità, Multiversi, Immortalità Elettronica, il Tutto…).

In Cosmologia. Nel corso dei secoli si è sempre sviluppata una grande attenzione verso il cielo, gli astri, i vari fenomeni da essi prodotti (piogge, arcobaleni…), la stessa Terra. Da questo sono nate tante iniziative suggerite da un tale interesse: i presagi dalla lettura delle disposizioni di stelle e pianeti, la costruzione di manufatti talora giganteschi con riferimento alla posizione soprattutto del sole (Piramidi, Ziggurat, Nuraghi…), alle attività di divinazione… Naturalmente non sono mancate anche tante teorie astronomiche con Aristarco (310-230 a.C.: eliocentrismo), Aristotele (384-322 a. C.: geocentrismo), Tolomeo (100-168 d. C.: geocentrismo), alcune delle quali si sono conservate poi per secoli (quella tolemaica), con Sant’Agostino (354-430) che addirittura propose l’idea molto originale che il tempo è legato allo spazio. È solo nel XVI-XVII secolo che nella visione dell’Universo si giunse alla rivoluzione con N. Copernico (1473-1543), G. Keplero (1571-1630), G. Galilei (1564-1642), Newton (1642-1726: le leggi della gravitazione).

Nel 1785 W. Herschel (1738-1822) ipotizzò il sole come parte di una galassia. Nel 1915 il Premio Nobel A. Einstein (1879-1955) pubblicò la Teoria della Relatività Generale e nel 1929 E. Hubble (1889-1953) scopri la legge dell’Universo in espansione.

In quegli stessi anni G. Lemaître (1894-1966) e il Premio Nobel J. Fridman (1888-1925) scoprirono la “costante cosmologica” (Universo isotropo e omogeneo). Molte teorie nacquero in seguito fino alla scoperta nel 1964 della Radiazione cosmica di fondo (Big Bang) con i Premi Nobel A. Penzias (1933) e R. Wilson (1936), alle ipotesi dell’esistenza della materia oscura e dell’energia oscura e nel 2015 alla scoperta delle onde gravitazionali negli Osservatori di Livingston e Hanford (Stati Uniti). Quanta strada è stata compiuta!

In Fisica. Dai primordi dello sviluppo del pensiero umano si è sempre rivolta l’attenzione sulla realtà materiale dalla quale si è circondati: perciò la prima riflessione anche filosofica è partita proprio dalla Fisica. Così è stato con Talete (640-548 a.C.), Anassimene (586-528 a. C.), l’atomismo di Democrito (460-370 a. C.)…Dopo di loro il pensiero si è andato evolvendo fino a giungere a questi ultimi secoli durante i quali sono state scoperte tante realtà come la gravitazione con I. Newton, la costante elettrica con A. Volta (1745-1827), i raggi X nel 1895 con W. Rȍngten (1845-1923) e i coniugi Premi Nobel P. e M. Curie, lo studio dei vari elementi della Natura con D. Mendeleev (1834-1907), l’indagine sulle particelle elementari atomiche e subatomiche con i Premi Nobel N. Bohr (1885-1962), E. Fermi (1901-1954) e altri, fino agli ultimi decenni con l’applicazione delle scoperte alla tecnologia e alla robotica con l’Intelligenza Artificiale (dalla quale ci si augura che segua soltanto algoritmi di natura esclusivamente gestionale e non anche pericolosamente decisionale perché è una fredda razionalità priva di emotività). Un cammino straordinario che ha contribuito non poco alla conoscenza del creato.

In Biologia. Questo particolare ambito della conoscenza si è andato accrescendo a partire dalla domanda sull’origine del miracolo della Vita sulla terra, che generalmente si fa risalire a circa 3,9 miliardi di anni fa: se essa è proveniente da una fonte esterna (nebulose, meteoriti, asteroide, cometa ghiacciata…) o da una sintesi fra materiali inorganici (il famoso “Brodo Primordiale”, costituito da idrogeno, ammoniaca, metano e vapore acqueo, dalla combinazione dei quali sono nate poi le prime molecole organiche come gli aminoacidi e i nucleotidi). Il resto che è venuto dopo è prevalentemente una “lettura-studio” dell’Essere Vivente, anche nei suoi elementi strutturali (Anatomia e Fisiologia) e a eventuali interventi per riparare o curare delle anomalie-malattie.

Qui accenno solo ad alcuni scienziati che hanno dato con il loro contributo un fortissimo impulso a questo cammino nella ricerca: Ippocrate (450-377), Galeno (II-III sec. d.C.), C. Linneo (1707-1778), G. Mendel (1822-1884), R. Koch (1843-1910), L. Pasteur (1822-1895), J. Watson e F. Crick (scopritori del DNA il 28 febbraio 1953, ideato come sequenziamento da F. Sanger nel 1980 e terminato con il Progetto Genoma nel 2003), fino alle tecnologie seguite per i trapianti di organi a partire dal 2 dicembre 1967 a Città del Capo con C. Barnard (1922-2001). Si arriva così a prefigurare il superamento della Teoria della “Origine delle specie” di Ch. Darwin (1809-1882) mediante l’evoluzione con la selezione naturale (il migliore e il più forte sopravvivono). Quest’ultima, infatti, sembra essere ampliata con l’approfondimento del concetto di evoluzione: non più dal più debole al più forte, ma anche negli esseri non viventi (stelle, minerali…) dal Complesso Funzionale alla ricerca di un Equilibrio per una successiva Complessità, come sostenuto dagli scienziati del Carnegie Institute, del California Institute of Technology e della Cornell University, insieme a filosofi dell’Università del Colorado. Lungo i secoli sono state scoperte varie terapie mediche per curare malanni personali (antibiotici: con A. Fleming nel 1929)) e epidemie (colera, tifo, peste…). Oggi molte ricerche sono orientate nel preparare una risposta ai mali più diffusi: cancro, SLA, anomalie genetiche. Alzheimer, disturbi mentali… Anche a questo riguardo di strada ne è stata compiuta e il futuro promette buone prospettive.

Alcune Teorie. Accenno alle principali con le loro fondamentali caratteristiche:

1.Relatività Generale: deformazione dello spazio-tempo con la distribuzione delle masse, esistenza delle onde gravitazionali (A. Einstein).

2.Mecanica Quantistica: granularità dello spazio-tempo (granelli=quanti), probabilismo e indeterminatezza nel movimento delle particelle elementari, entanglement con interconnessioni anche a grandi distanze (M. Plank:1858-1957; W. Heisenberg: 1901-1976; E. Schrȍdinger:1887-1951).

3.Stringhe: l’Universo è formato da lunghezze più che da punti e quindi si presenta sotto forma di onde vibratorie (intuizione del fisico italiano G. Veneziano nel 1968 e sviluppata poi due anni dopo da Yoichiro Nambu, Holger Bech Nielsen e Leonard Susskind).

4.Caos: il risultato di un evento dipende da diverse variabili, il cui comportamento non è sempre prevedibile con totale esattezza (E. Lorenz: 1917-2008).

5.Complessità: nei sistemi si tende all’auto-organizzazione (H. Poincaré: 1854-1912; E.Schrȍdinger).

6.Multiversi: costellazione di tanti Universi a bolle (H. Everett nel 1957).

7.Immortalità biologica: si pensa sia quella legata agli elettroni (J. Charon: 1920-1998).

8. Il Tutto: riunire in un unico quadro tutti i fenomeni fisici conosciuti, grazie alle loro interazioni (S. Hawking: 1942-2018).

Come si può notare, la mente umana in tanti settori del sapere propone sempre nuove prospettive di riflessione e di valutazione della Realtà dalla quale si è circondati, come a voler far intendere che la Conoscenza è in un continuo e sempre inarrestabile progress, con la parola “Fine” che chissà se e quando sarà mai scritta.

Spesso dalle menti più aperte e sensibili ci si chiede: ma è solamente questo l’Universo che esiste, supposto che noi già lo conosciamo “in toto”, o c’è qualcosa d’altro che attualmente sfugge? Come a dire: vi è solo la materia visibile, sperimentabile e misurabile o non anche una Realtà Invisibile, Discreta e dai connotati razionali ancora Sconosciuta, come per un verso la è quella dei Pensieri e delle Emozioni e, in senso lato e sotto un’altra ottica, quella della povertà, della sofferenza, della solitudine, della emarginazione e del silenzio? La domanda dettata dall’esperienza dello Spirito umano è quanto mai legittima e, se si pone, una risposta deve pur esserci da qualche parte. Molte esperienze, infatti, prima che essere frutto di una curiosità-intenzione, spingono sempre a formulare ipotesi (o Teorie) e, come tali, includono comunque la constatazione che esiste una cortina di nebbia che, purtroppo, occulta l’Invisibile e impedisce di vedere cosa vi è dietro di esso.

In concreto in cosa consiste un tale “velo”? Spesso la risposta che si dà è quella relativa ai limiti conoscitivi insiti nell’ancora fisicità umana che vuole sempre sperimentare, cioè toccare con mano per credere (il classico San Tommaso del Vangelo di Giovanni al c. 20, vss.27: “Se non vedo…non credo”), però c’è anche il solito timore di spingersi oltre, perché si ha paura poi di non poterlo controllare e quindi manipolare, come accade per la fisicità. Allora da cosa dipende la sua conservazione, oltre che da un potenziale rifiuto psicologico, e quando e come si può squarciare un simile “velo” e da chi?

A questo punto ritengo opportuno chiarire alcune dinamiche che si attivano nel processo cognitivo: la sensazione (registrazione dei dati sensoriali), la percezione (prima fase di organizzazione dei dati, come incipit di allestimento della biblioteca mentale), la distribuzione ordinata in vista di un loro rapido utilizzo, la direzione “illuminata” dell’insieme in modo da cogliere quello che è essenziale a un progetto di ricerca senza inutili dispendi di energia. Quest’ultima operazione è una caratteristica propria di quelle Intelligenze che sanno andare al di là della mera manutenzione dei dati informativi.

Applicando tutto questo al nostro argomento, il famoso “velo” può essere squarciato, ma ad alcune condizioni.

La prima è quella di verificare se c’è davvero la volontà di conoscere un Assoluto, di superare cioè l’incertezza delle simboliche e temute Colonne d’Ercole, cioè dell’Ignoto.

La seconda è il possesso interiore di due qualità: la Trasparenza-Semplicità libera della Mente e una forte capacità intuitiva e immaginativa. Non si dimentichi quanto affermava A. Einstein in un’intervista del 1929 al Saturday Evening Post: “L’immaginazione è più importante della conoscenza. La conoscenza è limitata. L’immaginazione circonda il mondo”. A questa io aggiungo “L’Immaginazione precede la Conoscenza”. Una Realtà, cioè, va prima rappresentata, o se si vuole sognata, alla fine poi sondare la possibilità di una sua realizzazione, studiandone alla luce di una indagine critica i vari passaggi da compiersi: da qui la più accorta Prudenza nella ricerca.

Per Trasparenza-Semplicità si intende andare direttamente al cuore del problema da affrontare senza lasciarsi imprigionare da nulla e da nessuno. In fondo si tratta di cogliere la Luce: se non si esce dalla gabbia e non si apre la finestra della Mente quale bagliore può entrare nella Casa del Vivere? Come se un Dio c’è, Egli è Poesia e Matematica, cioè Pura Energia che dà Vita, così è per l’uomo, come aspirante Figlio della Luce: andare oltre la nebbia!

Quello, dunque, che esiste oltre il “velo” è la “non-fisicità”, quella Realtà cioè non soggetta a controllo perché si è nel “Regno della Totale Libertà”.

Con queste premesse si riesce a intravedere piuttosto chiaramente che l’Invisibile è Vibrazione Sottile, Amore Liberante, una Superiore Manifestazione dell’Esistere mai vista prima, presente certamente sotto altre forme ma fuori dal Tempo: ciò per ora a noi appare come misterioso, indescrivibile e inafferrabile a causa dei limitati strumenti esplorativi a nostra disposizione, ma è la nostra destinazione finale.

Ricorrendo a una semplice equazione progressiva multifattoriale si potrebbe dire:

I1+I2+I3+I4 = AV = Muv (As+At=I+E) = Eq (i+p+d)

Dove:

I1=Intelligenza

I2=Intuizione

I3=Immaginazione

I4=Immediatezza

AV=Apertura Velo

Muv=Meta-universo visibile

As=A-spazialità

At=A-temporalità

I=Infinito

E=Eterno

Eq (i+p+d)=Energia quantica (informativa+personale+dinamica)

In altre parole, se messi da parte per qualche attimo i tanti filtri imposti da una razionalità esasperata e i diversi pregiudizi costruiti da una rete spesso soffocante di cultura dominante, non è difficile né tantomeno impossibile aprire allora un varco nella fitta coltre che separa il visibile dall’Invisibile e scoprire miracolosamente quest’ultimo nella sua luminosa Bellezza, fatta molto probabilmente di Presenze diversamente Intelligenti, Realtà e Novità di Esseri per ora inimmaginabili, cioè un Universo Parallelo e Semispeculare all’attuale ma governato da leggi molto più raffinate di quelle a noi note. Ritorna qui un famoso invito evangelico: “Beati i puri di cuore, perché (solo) essi vedranno…” (Vangelo secondo Matteo, c. 5, vss.8). Evidentemente in molti, o forse in tutti, viene meno la voglia o la forza di osare e di cercare e ogni cosa allora torna a brancolare nel buio con ciò che questo può sarcasticamente “regalare”, come sofferenza, malattia, guerre, morte!

Del resto alla scomparsa finale della “Materia-Massa” (legata allo Spazio-Tempo) non si ridiventa forse Energia Vitale in grado di andare ben oltre i limiti delineati da queste due dimensioni dell’esserci, come, peraltro, avviene con la Radiazione cosmica di fondo giunta fino a noi dopo ben 14 miliardi circa di anni? Non sarà questa una particolare Energia Personale, che viaggia, per così dire, istantaneamente a una velocità superiore a quella della stessa luce (oltre i 300.000 km. al secondo)? Chissà!

Ritornando alla Conoscenza, ci chiediamo ora: sono possibili su questa Terra esperienze del genere? Teoricamente penso di sì, perché molti l’hanno avuta e ce l’hanno: concretamente occorre solo decidersi, sgombrando la Mente da ogni ombra, aprirla senza paura a pensieri che vanno oltre gli orizzonti del visibile, prestare una grande attenzione alla scoperta, lettura e analisi di alcuni “segni” apparentemente inspiegabili (voci, rumori, luci improvvise, illuminazioni impreviste…) e osservare meglio con occhi più vigili qualche “esperienza rivelatrice”, che, in realtà, non manca a nessuno almeno una volta nella vita. Purtroppo, quando queste accadono, se si è distratti, possono anche svanire perché non ben accolte e decifrate.

Un’altra domanda ancora si pone: è sempre cosa positiva fermarsi a comunicare il tutto restando legati sempre o unicamente “all’interno della Storia”? Questo può essere utile a comprendere magari le dinamiche concrete poste in atto con determinati comportamenti e ciò ai fini non solo della prevenzione o della correzione dei mali, ma anche della stessa sopravvivenza.

Ma è unicamente un simile complesso di “curiosità”, chiamiamola psicologica, a dover interessare o anche altro, studiando eventualmente in una visione da “Meta-Storia” le più sottili motivazioni che spingono gli esseri umani a compiere alcune scelte?

Non può esistere “anche” una Guida Invisibile della Storia che crea impreviste e imprevedibili circostanze-coincidenze tali da far riscrivere in meglio il cammino della Storia stessa, avendo sempre ben presente che vi è certamente una Libertà individuale, ma c’è “anche” una “co-esistenza” di altre possibilità di interventi Invisibili Esterni che diventano “stranamente” Interni alla stessa Vita? Basterebbe solo un po’ di maggiore perspicacia per poter cogliere questa complessità misteriosa del vivere e non fermarsi prevalentemente alla famosa “Partita a scacchi” così egregiamente descritta dal grande regista svedese I. Bergman (1918-2007) nel suo notissimo film “Il settimo sigillo””. E qui di esempi nelle vicende individuali se ne possono addurre tanti.

Lo scienziato che ha capito molto bene il dinamismo di un simile flusso di eventi è stato il gesuita Th. De Chardin (1881-1955) nel suo celebre saggio “Il fenomeno umano”: tutto (Materia e Spirito) è in evoluzione verso la “Noosfera”, cioè il “Mondo del Pensiero e della Conoscenza”, che nell’esperienza Mistica raggiunge il massimo livello della sua evidenza perché con il “velo caduto” si è a diretto contatto con una Realtà che ogni Essere umano ha da sempre pensato, sognato, desiderato e che tuttora spera, solo che non ha o non vuole capire che per giungervi serve unicamente il “salto finale” (la morte, intesa non come fine ma come inizio, di “una transitoria” fisicità, che ha terminato la sua funzione di ruolo preparatorio), passaggio che molti, purtroppo, esorcizzano per paura o perché schiavi della materia pesante. Beato chi ha ben compreso simili movimenti interiori del Vivere, questo Grande Mistero che nell’Uomo quaggiù si manifesta in cammino con una Macchina (Corpo) guidata da un Autista (la Mente) con agli angoli della strada dei Fari che illuminano il percorso (la Trascendenza). Quando l’Universo Invisibile si rende visibile attraversa ogni ostacolo materiale (come avviene per i neutrini) e allora si mostra sempre sotto forma di Luce che Parla, Informa e sprigiona Amore: una sorta di metaforica e trasfigurata “Umana-Divina-Commedia”, per dirla con il nostro grande poeta Dante Alighieri. Questo, però, è un altro, e più impegnativo, argomento!

Concludo con due brevi testimonianze: “Chi impara realmente a vedere si avvicina all’Invisibile” (Paul Celan, poeta rumeno: 1920-1970) e “L’intuizione» è la percezione dell’Invisibile, come la percezione è l’intuizione del visibile” (Nicolas Gòmez Dàvila, filosofo colombiano: 1913-1994). Per chi ha una Intelligenza capace di capire queste sottigliezze non c’è bisogno di aggiungere altro: occorrerebbe solo imparare di più a saper guardare!


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