RIFLESSIONI INTRODUTTIVE ALL’ARTE

La parola ARTE, spesso abusata, deriva dal latino Ars che si riferisce ad ogni attività creativa che ha come scopo la realizzazione di qualsiasi cosa di bello ed armonioso: A sua volta, la parola latina deriva dal sanscrito arche che vuol dire il fare, il produrre.

Detto questo cerchiamo di chiarire il concetto del fare e del produrre ovviamente questi due verbi indicano azioni pratiche e cioè fare qualcosa, produrre un oggetto e così via. Ma allontaniamoci un po’ da queste considerazioni per immetterci in un discorso diverso con prospettive diverse. Mi spiego: intanto prendiamo in esame noi stessi sembra facile, ma provate e vi renderete conto di quanto invece sia difficile; c’è ancora tanto da scoprire e da svelarsi per poi sentirsi arbitri della propria libertà espressiva. Noi esseri umani siamo fatti di corpo e spirito spesso ci occupiamo della nostra struttura fisica trascurando poi lo spirito che alberga nel nostro involucro con il quale viviamo in simbiosi. Ma lo spirito o meglio la psiche perché è di questo che stiamo parlando, dopo Freud ha assunto una importanza notevole nella nostra esistenza e grazie alle nuove teorie in termini specifici si è spalancata una finestra per la comprensione e la classificazione delle azioni e del prodotto “nel nostro caso” anche delle cosiddette opere d’arte. Ecco siamo giunti al punto che oggi ci interessa particolarmente cioè le opere d’arte.

Cosa intendiamo con questa affermazione?

Quando un’opera può definirsi tale e a chi è affidato il compito arduo di leggere in essa il significato oltre? In fondo se noi andiamo ad analizzare un manufatto, qualunque sia la materia con la quale è stato realizzato, dal foglio di carta scarabocchiato alle tele dipinte alle sculture realizzate con creta, marmo o altre materie quali bitume o ferro, ci rendiamo conto che essa è composta di materia e qualunque cosa così concepita è deperibile in quanto materia niente dura in eterno!

Allora tutto si perde col passare del tempo? No, non è proprio così. Infatti di ogni cosa, uomo compreso, resta l’essenza che sopravvive alla materia perché è un bene immateriale pertanto non deperibile. Il pensiero e l’idea che hanno prodotto un’opera vanno oltre l’opera stessa anzi si trasmette da persona a persona; a questo proposito diceva il grande Giovanni Falcone: le idee camminano sulle gambe degli altri. L’importante è credere in noi stessi, ogni uomo è una monade, un mondo unico nessuno è uguale ad un altro e la sua grandezza sta proprio in questa proprietà che lo rende unico, ciò che conta davvero è la capacità di provare sentimenti ovvero ogni forma di affetto che riguarda l’interiorità dell’individuo e la presa di coscienza della propria esistenza come l’insieme di spirito e corpo. Le nostre azioni sono il risultato del nostro sentire così come lo sono tutte le forme d’arte, espressioni queste dei nostri più reconditi sentimenti ed emozioni che ci consentono di esternare e di mostrare innanzitutto a noi stessi e poi al mondo la reale capacità creativa che si cela in ogni essere umano

Abbiamo affermato che tutti abbiamo capacità creative, ciò non vuol dire che siamo tutti artisti ed allora come e quando una persona si può definire artista?

Al di là delle regole e delle mode, quel che ci fa dire che, ad esempio, un Caravaggio è un artista, oltre l’esame tecnico temporale del critico, è quel quid indefinibile che ci trasporta oltre l’immagine e che ci fa partecipe dell’immagine stessa. L’arcano ci attira e ci ingloba nella massima espressione di quel momento alchemico e magico che è la creazione.


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