MONOPOLI, PHEST

POLIS

Phest è una rassegna internazionale dedicata alla fotografia, accade a fine estate a Monopoli ormai da otto anni ed ogni anno con un tema diverso. È una festa diffusa in tutta la città, colore dell’evento il giallo, che con il blu del mare e l’azzurro del cielo compone un contrasto cromatico spettacolare.

Il PhEst di Monopoli è ispirato da sempre al mare. “Noi siamo una grande penisola gettata nel Mediterraneo e certe volte ce ne dimentichiamo”. Noi, l’insieme della nostra terra e della nostra gente, della nostra identità e del pensiero che negli anni abbiamo costruito. La frase citata è di Franco Cassano, il sociologo de “Il pensiero meridiano” un libro che ha ispirato gli organizzatori di Phest e che oggi andrebbe riletto alla luce di quanto capita in Africa e in Medio Oriente. Non solo la nostra cultura è nata e si è sviluppata nel nostro mare, ma forse nel Mediterraneo c’è anche buona parte del nostro futuro meno lontano di quello che possiamo pensare.

L’anno scorso a Phest si parlava di digitale, quest’anno di umano e di umanità in senso lato, cioè cosa vuol dire essere degli “esseri umani” o quanto sono ancora umani i racconti racchiusi nelle nostre foto. E quanto l’intelligenza artificiale sta cambiando le immagini che lasceremo a chi verrà dopo di noi?

Nell’era delle fakenews e della IA un festival della fotografia rinvia oggi naturalmente al rapporto che si instaura tra reale, il virtuale e la sua rappresentazione. E il tema di questa edizione, il “Corpo” nel nuovo pianeta “immateriale” della rete, è di straordinaria attualità. Dal Covid alla guerra, dalla migrazione alla povertà ed ai conflitti sociali, il corpo è forse una delle sfide più inquietanti per gli scienziati. La tecnologia non è solo la superintelligenza, ma anche la forma dell’elica del DNA e la carne coltivata. E sull’immagine, o forse meglio sulla rappresentazione della realtà si gioca una grande parte del multiverso, o di quello che potrebbe essere.

La Puglia, più in generale il Mezzogiorno del Paese sembra aver preso coscienza di questa sua straordinaria posizione che è geografica e che deve diventare anche culturale. Naturalmente c’è molto storytelling ancora da fare, le culture vanno raccontate e “posizionate”, eppure come ormai è noto, lo sviluppo dei territori passa soprattutto dall’offerta culturale che si è capaci di esprimere. In questo senso Phest è un grande evento, capace negli ultimi anni di imporsi all’attenzione degli addetti ai lavori e non solo, complice uno scenario straordinario e il successo della Puglia nel mondo, la meta oggi preferita dai turisti stranieri e italiani che scelgono l’Italia per le vacanze.

PS Quest’estate in Puglia sono arrivati circa 2 milioni e 800 mila visitatori, con un aumento del 3,4% rispetto al 2022, per un totale di 12 milioni e mezzo di pernottamenti. E la Puglia non è solo turismo, è l’ottava regione in Italia per numero di startup innovative e la città metropolitana di Bari occupa il quinto posto nella classifica nazionale.

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