LE NESPOLE, UN RITORNO AL PASSATO

Un po’ di storia

Le prime coltivazioni del nespolo appaiono sulle rive del Mar Caspio nel I millennio a.C. per poi diffondersi in Asia Minore, in particolare nella regione del Caucaso e nel territorio a cavallo tra il mar Caspio e il Mar Nero.

La pianta del nespolo è ritenuta sacra dai Romani e dai Greci, è legata fin da tempi remoti al mito del Dio Crono, e, nonostante l’aspetto povero, i suoi frutti erano decisamente apprezzati. Furono proprio i Romani, partendo dall’area germanica, a introdurre la pianta in Italia dove Linneo la classificò con l’attuale denominazione latina, Mespilus germanica, ritenuta inopportuna poiché, come detto sopra, la specie ha origine dall’area caucasica. I Romani consideravano le nespole marroni ingrediente magico e di buon auspicio, ed erano a loro note e come confermate dagli affreschi di Pompei e dagli scritti di Plinio il Vecchio.

La pianta si diffuse nel Medioevo, entrata nella farmacopea casalinga come rimedio per abbassare la febbre, come lassativo, regolatore delle funzioni intestinali e per la sua azione diuretica. Il nespolo trovò spazio negli orti dei conventi, finì per essere isolato a seguito dello spazio ottenuto da attività agricole più vantaggiose.

Furono i viaggiatori occidentali a importare il nespolo in Europa e a introdurlo nell’orto botanico di Parigi nel 1784. Dalle aree di origine, i cui frutti venivano utilizzati nell’alimentazione quotidiana, il nespolo si è esteso nell’Europa Centro – Settentrionale, nei paesi balcanici e nell’Europa Meridionale.

E’ in Giappone e in Cina che troviamo il nespolo anche allo stato spontaneo. La pianta si sviluppò dal punto divista industriale a partire dal 1868. In Giappone è diffuso come albero da frutto e come pianta ornamentale.

Il Nespolo è conosciuto nel Mediterraneo, è stato introdotto nella metà del 1800 in Grecia, in Italia e in Spagna dove la coltura riveste una certa importanza economica.

In Italia troviamo le piante di nespolo comune sparse nei giardini a scopo ornamentale, gli esemplari coltivati sono pochi e diffusi vicino a ruderi o case coloniche abbandonate o nei boschi.

In Italia la produzione di nespole è fornita in particolare dal sud della Penisola.

Precisiamo che esistono due varietà di piante diverse fra loro, il nespolo europeo e il nespolo giapponese. Troviamo suol mercato le nespole giapponesi, morbide, dolci e pronte subito. Quelle europee, ormai rare, vengono lasciate maturare per mesi prima di essere consumate perché dure e acidule.

Troviamo il nespolo invernale nei comuni del Nord Italia, Lombardia, Piemonte e Friuli. L’inserimento del nespolo giapponese, nel Settecento, ha subentrato al nespolo europeo. Al contrario, il nespolo giapponese lo troviamo nel centro-sud, Sicilia in testa. In realtà, il nespolo giapponese giunge a maturazione i primavera, quello europeo in inverno.

La mitologia

Secondo una leggenda della Vandea, per tenere lontani e proteggersi dall’influenza degli stregoni e, in particolare, dalle loro magie nere, si ricorreva alla pianta sacra al greco Crono, il latino Saturno, che Greci e Romani tenevano in grande considerazione.

In effetti fin dall’antichità sono state protagoniste di riti scaramantici per allontanare il malocchio e gli influssi negativi. Nella cultura contadina, la pianta era considerata un vero e proprio portafortuna.

La maggior parte delle case di campagna aveva un nespolo nel proprio giardino e, dalla loro fioritura, gli abitanti cercavano di prevedere se il raccolto sarebbe stato abbondante o meno.

La pianta

l nespolo, chiamato anche nespolo germanico o volgare, è una pianta da frutto. Pianta che andrebbe recuperata, dopo aver perso importanza economica nel campo frutticolo italiano, per non disperdere una specie ricca di un’abbondante variabilità genetica, essenziale per l’evoluzione dell’essere umano.

Le nespole sono frutti della pianta Eriobotrya japonica, appartenente alla famiglia di alberi da frutto delle Rosacee.

Tra le specie svetta il Mespilus germanica, che dona una produzione di frutti particolarmente abbondante. Alcune varietà prive di semi sono il Mespilus germanica gigantea e il Mespilus germanica abortiva.

Poche le varietà coltivate con caratteristiche genetiche diverse, molte le piante spontanee.
Tra le varietà locali abbiamo: Grosso di Germania, Nespolo d’Olanda, Gigante di Castel Rainero, Nespolo Reale, Big

Le foglie sono ampie, resistenti, di colore verde, e di forma ovale, di colore verde opaco nella parte inferiore e verde intenso nella parte superiore.

Il nespolo del Giappone ha foglie perenni, mentre il nespolo comune ha foglie temporanee. I fiori sono bianchi, grandi, isolati e a fine ramo.

Il frutto è un pomo dalla forma sferica, schiacciata o allungata le cui dimensioni passano dal piccolo al grande. La scorza è pellicolare, levigata, il colore è grigio verdastro che diventa marrone – rossiccio.
Il frutto va consumato nel momento in cui la presenza dei tannini astringenti si trasformano in zuccheri dolci.

Le temperature ideali per lo sviluppo della pianta di nespolo comune, si aggirano intorno ai 18 – 20 °C. La pianta fiorisce a primavera avanzata e non spaventano le
gelate tardive e le esposizioni preferite sono da considerare quelle di mezz’ombra in ambienti freschi e leggermente soleggiati. E’ lì che appariranno frutti migliori e con meno tannino.

Vanno evitati i terreni troppo umidi o secchi.

Il nespolo comune si moltiplica per seme, ed è per questo che esistono molte varietà locali. Si può anche diffondere per talea, o per innesto, partendo dal biancospino o dal cotogno.
La potatura consiste nel togliere i rami misti che hanno già donato frutti, stimolando così il rinnovo vegetativo.

La raccolta delle nespole avviene a mano, in estate-autunno. Sarebbe bene, come accadeva una volta, conservare i frutti sotto la paglia, per facilitare la maturazione e permettere al frutto di diventare bruno, tenero, dolce e un po’ aspro.

Curiosità

Molti non conoscono il sapore delle nespole e non sanno neppure come si mangiano. Da qui l’appellativo difrutto dimenticato. Un vero peccato, poiché dimotivi per mettere in tavola le nespolece ne sono diversi e altrettanti sono i modi per cucinarle.

Il nome nespolo deriva dal latino mespilum e dal greco mèspilon, paragonabili ai biancospini orientali simili alla pianta da frutto.

Secondo la tradizione regalare all’amata un rametto di nespole, oltre a essere un dono singolare, offrirete un frutto che rappresenta la donna virtuosa.Negli anni che furono ogni residenza di campagna possedeva un nespolo in cortile, si credeva che la presenza della pianta allontanasse streghe e sfortuna.Nespola è uno dei nomi della servetta nella commedia dell’arte. Si trova già nelle commedie degli Intronati di Siena. Alla fine del 17° secolo la ritroviamo nelle commedie romanesche.

I contadini affermavanoSe vedete la nespola, piangete perché è l’ultimo frutto dell’estate. In effetti la produzione del nespolo segnalava la fine della stagione estiva e l’avvio di quella invernale dove, tuttavia, si poteva mettere da parte una scorta di vitamine attraverso la raccolta del frutto.

I fiori del nespolo sono ricercati dalle api dal quale deriva un miele raro con ottime qualità organolettiche che viene consigliato come adiuvante delle cure per malattie cardiocircolatorie

I contadini si servivano della pianta anche per scandire il passare delle stagioni.

Il nespolo era il primo a fiorire e l’ultimo a portare a maturazione i frutti. Una abbondante fioritura veniva considerata premonitrice di un abbondante raccolto.

Secondo gli usi di un tempo la raccolta delle nespole doveva avvenire prima del 4ottobre, festa di san Francesco.
Gli anziani si ricorderanno di qualcuno che esclamava Nespole!? Modo desueto dettato per esprimere grande meraviglia.

La salute

Le proprietà nutrizionali conducono a 100 grammi di nespole che procurano all’organismo dai 45 ai 50 kcal. Il frutto è composto di circa l’87% di acqua, contiene fibre ed è valido nei processi digestivi. E’ adatto per chi soffre di stipsi.

Buono l’apporto dei minerali, potassio e il fosforo, per le vitamine le nespole sono ricche di vitamina A, vitamina C e beta carotene.

I benefici assegnati alle nespole, ripercorrono la medicina popolare cinese, che teneva frutti e foglie con grande riguardo.

Le nespole portano benefici alla funzionalità antinfiammatoria, si rivolgono all’intestino controllando episodi diarroici e riequilibrando le funzioni intestinali. Si rende, altresì, utile al colon per effetto della pectina, del sangue riducendo i livelli del colesterolo e della pelle per effetto della vitamina A.

Le nespole prevengono alcune forme tumorali, come il melanoma e il tumore al colon.

Le nespole sono consigliate agli sportivi, poiché donano un effetto rapido, e a chi è febbricitante giova l’azione antipiretica di vitamine e sali minerali.

La bellezza

Veri e propri alleati della bellezza, le nespole favoriscono la dieta ipocalorica, aiutano a dimagrire e a mantenersi giovani.

La nespola contiene solo 36 calorie per 100 grammi

Le nespole donano un effetto anti-aging e antiossidante: producono acido ialuronico, contrastano l’invecchiamento della pelle e la mantengono elastica.
Danno forza e sostengono i capelli.

Ottimo rimedio contro l’acne grazie alla loro azione antibatterica. La nespola è ideale anche per mantenere la silhouette, ed è fortemente raccomandata come parte di una dieta.

Le sue proprietà diuretiche ne fanno anche un frutto ideale per eliminare rapidamente le tossine. Adatta per la prima colazione o come spuntino o come spuntino.

In cucina

Le nespole, ricche di proprietà benefiche e con la polpa dolce, vanno consumate fresche e ben mature. In cucina sono utilizzate per la preparazione di diverse ricette, dolci e salate, e si abbinano perfettamente alla carne e al pesce.  Sono, inoltre, adatte per la prima colazione o come spuntino.

Le nespole sono un ingrediente perfetto da utilizzare per prepararle sciroppate e candite, in confetture gustose, alle marmellate, sorbetti, crostate e torte.

Le nespole, grazie alla consistenza, e alla delicata zuccherosità, le rende complete per abbinamenti salati uniti al pesce o alla carne oppure trasformate in purea oppure inserite nell’insalata, fatte a fettine, insieme al formaggio tipo feta e alla frutta secca.

Le nespole rappresentano uno stuzzicante fine pasto oppure per uno spuntino salutare di metà giornata. Anche i loro noccioli sono utili. Vengono utilizzati per preparare delle bevande a base alcolica, come il liquore nespolino, da usare con moderazione, poiché ad alti dosaggi può provocare nausea e mal di testa per la presenza nel nocciolo di una sostanza altamente tossica, l’amigdalina.

Marmellata di nespole

1 kg di nespole

350 g di zucchero

1 limone

Lavate le nespole in acqua corrente, sbucciatele e togliete il nocciolo. A parte sterilizzate i vasetti in acqua bollente da usare per conservare la confettura, toglieteli dall’acqua e poneteli ad asciugare capovolti.

Ponete le nespole in una ciotola con succo del limone. Frullate e versate la frutta in un tegame con lo zucchero. Lasciate cuocere per 45 minuti a fiamma bassa, mescolando all’occorrenza. Lasciate raffreddare e verificate la cottura facendo scivolare su un cucchiaio la marmellata e se scivola velocemente proseguite con la cottura fino a quando non ha raggiunto la giusta consistenza. Versate la marmellata nei vasetti, chiudete con i tappi, poneteli a testa in giù per eliminare l’aria in eccesso.  Lasciate raffreddare i vasetti e poi poneteli in frigorifero.

Polpette con le nespole

10 nespole gialle

350 g di carne macinata mista

150 g di pane raffermo

1 uovo

2 cucchiai di farina

un limone

origano

maggiorana

3 cucchiai di olio

sale e pepe

Lasciate il pane raffermo in ammollo per dieci minuti, strizzatelo e mettetelo in una ciotola con la carne macinata. Unite l’uovo, il sale, la maggiorana e l’origano e mescolate bene fino ad ottenere un composto omogeneo. 

Una volta realizzate le polpette, lasciatele riposare per un’ora in frigorifero.

A parte sbucciate e rimuovete il nocciolo alle nespole, tagliatele a metà, ponetele in una ciotola con il succo di ½ limone,

Riprendete le polpette, infarinatele e fatele cuocere in padella e in poco olio caldo. Quando avranno raggiunto colore, versate l’altra metà del succo di limone e lasciate insaporire. Aggiungete le nespole, fatele cuocere per ¼ d’ora a fiamma bassa e tegame coperto. All’occorrenza versate acqua calda. Servite le polpette ben calde.

Torta di nespole

200 g di nespole

350 g di farina tipo 00

1/2 bustina di lievito in polvere per dolci

200 g di zucchero

2 uova

cannella

120 ml di latte

una noce di burro

zucchero a velo

Passate le nespole sotto l’acqua corrente, fatele sgocciolar, ponetele in una ciotola dopo aver rimosso buccia e semi.

A parte versate in una ciotola lo zucchero, le uova, farina e il lievito per dolci setacciati, spolverizzate la cannella, mescolate, versate il latte a filo e, in ultimo, aggiungete le nespole. Continuate a mischiare con cura.

Raggiunta la giusta morbidezza dell’impasto, imburrate lo stampo rotondo a cerniera. Versate il composto e cuocete in forno caldo, a 180° per 30 minuti. Togliete la torta dal forno e una volta tiepida spolverizzatela con zucchero a velo in superficie.

Tre varianti

Particolarmente apprezzata sarà la torta che vedrà in superficie le nespole, in una dolce che, una volta cotto, verrà capovolto.

La torta di nespole vedrà al posto della cannella altri aromi, zenzero e limone o vaniglia.

Per una variante estiva preparare la crostata di nespole, con in superficie la marmellata di nespole, che preparerete seguendo la ricetta qui sopra.

Proverbi, modi di dire

Le nespole si mangiano quando sono mature

Per San Martino nespole e vino.

Modo di dire piemontese: il rassicurante sté da pocio. I piemontesi doc, che ancora parlano la lingua dei padri antichi, continuano a chiamarlo “pocio”. Una particolarità accomuna i “pocio” alle nespole: i frutti di entrambe le specie vegetali, vengono raccolti acerbi, e lasciati maturare in ambienti chiusi e al buio.

Ricordiamo che pocio e pocionin vengono usati come dolci vezzeggiativi rivolti ai bambini o alla donna amata.


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