LE AZIENDE CONTRO L’AMBIENTE ED IL SOCIALE cioè “no ESG”

Il Wall Street Journal-WSJ,in un articolo del 9 Gennaio 2024, notizia la campagna di resistenza delle imprese al controllo ambientale e sociale del proprio business.  

La sintesi è nel titolo: The Latest Dirty World in Corporate America:ESG”
( L’ultima parolaccia nel mondo aziendale americano: ESG).  

E’ una rivolta di un certo numero di leader aziendali che stanno facendo uno sforzo consapevole per evitare l’acronimo ESG e la sua concettualizzazione operativa, già ampiamente utilizzato dagli “operatori del mercato finanziario” e come parola d’ordine per la gestione delle imprese Corporate Social Responsibility-CSR oriented e imprese sociali (Bcorp, Società Benefit ecc.)  

Si dice che la stessa Coca-Cola, sta cambiando ed eliminando l’acronimo ESG nei rapporti e nei propri comitati aziendali.

Il nuovo termine è: business responsabile.  

Un sondaggio di dicembre del 2022 della società di consulenza Teneo (con 40 uffici nel mondo e 1.200 clienti) ha rilevato che circa l’8% dei CEO (Chief Executive Officer e che in italiano chiamiamo Amministratori Delegati) sta riducendo i propri programmi ESG; gli altri mantengono la rotta, ma spesso apportano modifiche al modo in cui li gestiscono.  

A Wall Street, nel frattempo, alcune aziende stanno chiudendo fondi ESG, un tempo popolari, man mano che l’acronimo è meno attraente e di moda. E’ solo un problema di parole? Può essere un tentativo di annacquare la responsabilità sociale delle imprese e fuggire dai controlli finanziari e da quelli dei consumatori che ora   incominciano a scegliere i prodotti che assicurano un futuro sostenibile per le generazioni future? Comunque alcuni  dati e alcune  correlazioni  sono chiare:  

– secondo l’Organizzazione Mondiale della sanità (Oms), nel mondo quasi 7 milioni di persone ogni anno muoiono a causa dell’inquinamento atmosferico;  

-l’ assicurazione medica per ultrasessantacinquenni (Medicare) di più di 73 milioni di americani di etnia nera (la maggiormente colpita da fenomeni di marginalizzazione razzista) o bianca, dividendoli in gruppi a seconda di indicatori del loro stato sociale, ha sancito che concentrazioni più alte di Particolato fine (PM) siano associate a un aumento di mortalità e come la riduzione delle stesse, si sia tradotta in miglioramenti di sopravvivenza, ma soprattutto indica come etnia e stato sociale possano essere determinanti da tenere in considerazione;  

-l’inquinamento atmosferico mondiale è causato al 38,8% da impianti di riscaldamento, dal 9% da veicoli leggeri, dal 7,1% da merci su strada, dal 6,7% dall’agricoltura, dall’11,1% dalla produzione industriale, dal 5% da altri trasporti, dal 4,8% dalla produzione energetica e dal 3,2% da altri  

-le cause principali dell’inquinamento atmosferico attuale sono il traffico motorizzato (NOX, PM10), la combustione della legna (PM10), l’agricoltura (NH3, PM10) e l’industria (COV, NOX, PM10).  

-l’Italia si colloca tra i paesi europei peggiori in quanto a morti in rapporto alla popolazione, soprattutto per quello atmosferico. Ciò è dovuto anche al rapporto causale tra traffico e inquinamento.
Infatti, i trasporti stradali costituiscono una delle principali fonti di emissioni di inquinanti atmosferici nelle aree urbane (inquinamento stradale) e una mobilità sostenibile consentirebbe di limitare l’inquinamento traffico e le emissioni in aria dal trasporto stradale.  

E’ evidente che la parola sostenibilità senza avere strumenti reali e cogenti che verificano e misurano l’impatto Ambientale, Sociale e di Governance (ESG) delle imprese è inefficace,  

Con l’ESG si soddisfa la logica di combinazione di risorse economico finanziarie, sociali, strutturali che non possono prescindere dall’orientamento di tutela dell’ambiente, impatto sociale che ha riflessi sul civismo dell’ecosistema e sulla partecipazione degli stakeholders alla governance delle imprese.  

L’ ESG è base della gestione d’impresa-CSRoriented; altrimenti tutto il resto diventa narrativa, scelta esornativa e make up del sistema stesso.  

La rivolta è anche contro il management evoluto ove il concetto di economia si sostituisce con un’economia sociale e tutto questo avviene in logica di trasformazione e transizione verso gli obiettivi dell’agenda 2030-ONU per lo sviluppo sostenibile.   

Nel mondo della finanza avevamo notato alcune dichiarazioni importanti come quelle di:  

 -“Larry” Fink, ceo di BlackRock (gruppo di risparmio gestito Usa con oltre 6mila 500 miliardi di dollari in gestione) con lettera” To our sharehoders “(2019) e ancora con la lettera” Una completa trasformazione della finanza” (2020) in cui ESG era “cifra” importante; 

-il manifesto della Business Roundtable (19 Agosto 2019) dei 181 top manager delle più importanti imprese USA, in cui si dichiara che la massimizzazione assoluta del profitto non è l’imperativo categorico delle aziende; erano segnali della via da seguire e del trend.   

Purtroppo lo stesso Larry Fink di BlackRock ha scritto una lettera agli investitori nel 2023 in cui non faceva esplicito riferimento ai criteri ESG,dopo che alcuni stati hanno ritirato fondi nel 2022 a causa dell’enfasi ESG dell’azienda. Segnale di disimpegno?  

Ma quali motivazioni di questo approccio?  

La prima affermazione è: “L’ESG è complicato” ed è costoso. Ed in parte se non si trova un ESGrating condiviso ed uniforme ogni impresa può gestire la sostenibilità in modo diverso con problemi di concorrenza: infatti c’è spazio per i “free riders sostenibilità” e per il” green and social washing selvaggio”.  

Così ha affermato Daryl Brewster, ex dirigente di Kraft Foods e Nabisco che ora è a capo degli amministratori delegati in una non profit di oltre 200 aziende focalizzate sull’impatto sociale.  

I consulenti consigliano di dire il meno possibile sugli argomenti ambientali, sociali e di governance. Prima c’era l’inflazione delle dichiarazioni sulla “virtù” aziendale.  

“Abbiamo assistito a numerosi interventi di riformulazione e aggiustamento da parte dei CEO in ambito ESG. Non solo di cosa dicono, ma anche dove lo dicono e come lo caratterizzano”, ha affermato Brad Karp, presidente dello studio legale Paul Weiss che fornisce consulenza a numerosi amministratori delegati.

“La maggior parte delle aziende sta andando avanti operativamente con i loro programmi ESG, ma senza pubblicizzarli pubblicamente o descriverli diversi modi.”  

L’ESG è diventato ancora più politicizzato a seguito di uno scontro nel 2022 tra Disney e il governatore della Florida, Ron De Santis.
Ciò ha dato il via a commenti taglienti sugli sforzi ESG in generale da parte di una dozzina di alti funzionari statali e un ritiro da parte di alcuni gestori patrimoniali.  

Nelle richieste di utili, le menzioni di ESG sono aumentate costantemente fino al 2021, ma da allora sono diminuite.  

Da un’analisi della società di consulenza FactSet, nel quarto trimestre del 2021 sono state menzionate 155 società nell’indice S&P 500 come Iniziative ESG; nel secondo trimestre del 2023, il numero è sceso a 61 menzioni.  

I critici dell’ESG affermano di accogliere con favore una minore discussione al riguardo. “Se questa tendenza è in diminuzione, questi amministratori delegati devono aver capito che ciò li espone a maggiori rischi legali e costa loro clienti”, ha affermato il procuratore generale del Texas Ken Paxton, che si è opposto all’ESGrating.  

Come chiamare tali sforzi ora rimane un dibattito. Il gruppo CEO senza scopo di lucro di Brewster fornisce consulenza ai leader aziendali e consiglia loro  un linguaggio chiaro, spiegando gli sforzi per ridurre l’uso dell’acqua, per  

esempio, o usare termini come “la nostra gente” o “le nostre risorse naturali”. Brewster consiglia di adottare l’espressione “business responsabile”.  

“Puoi essere anti-ESG”, ha detto Brewster. “È difficile essere anti-responsabili”.  

Il pericolo è che “Tutto sarà sostenibile e niente sarà sostenibile”! 


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