DOMANI SI POTRÀ ANDARE SULLA LUNA IN BICICLETTA, FORSE, CHISSÀ …

Il mondo nuovo secondo Aldous Huxley è un luogo dove regna la stabilità e la felicità a tutti i costi. Ambientato nell’anno Ford654, più o meno il nostro 2540 dopo Cristo, anticipa come spesso capita ai grandi della letteratura di genere, molte delle distopie dei giorni nostri.

Il mondo nuovo è in effetti un nome perfetto per un magazine che si occupa di transizioni e trasformazioni, in una fase storica in cui costruire uno spazio di discussione è sicuramente utile.

Dopo un anno e mezzo di magazine sul web abbiamo deciso di fare anche un giornale cartaceo.

Un impresa controcorrente e impegnativa, eppure divertente e speriamo apprezzabile.

Volendo parlare di transizioni e di mondi nuovi ci è sembrato all’inizio di andare sulla luna in bicicletta, ma ha prevalso l’ottimismo della volontà, e siccome noi siamo molto ottimisti ci siamo messi a pedalare.

Non siamo nel 2540 D.C., ma all’alba del 2000. È finito il 900 e sono venute meno le ideologie, la loro potenza e soprattutto la loro funzione.

Negli anni del pensiero corto, o debole, il racconto è mediato dal digitale, che ragionando in termini di accumulazione, cambia i modi e l’essenza stessa della narrazione.

Eppure più il futuro si schiaccia sul presente, presente continuo o assoluto poco cambia in questo caso, più aumenta la tendenza alla narrazione “di parte” dei fatti e del quotidiano, semplificati e deostruiti secondo le nuove regole del comunicare digitale.

Niente censura ma selezione, decostruzione e ricostruzione della realtà con la quale costruire un mondo talmente di parte che spesso diventa un immaginario che con il materiale ha poco a che fare.

Oggi si possono costruire narrazioni avendo a disposizione strumenti sempre più potenti, generativi e accessibili, cosa che naturalmente apre scenari nuovi.

Questi strumenti non modificano solo la tecnica del racconto ma il racconto stesso, inoltre mentre allargano almeno in teoria la platea delle persone che possono accedere ai contenuti, restringono il numero di chi comanda, creando meccanismi di concentrazione di potere e di polarizzazione della ricchezza tossici per un sistema democratico.

C’è poi un secondo motivo che ci ha spinto a stampare su carta il “Mondo Nuovo” ED è la velocità con cui questo processo accade.

La foto di Putin inginocchiato che bacia la mano del suo collega nord coreano, o l’arresto di Trump, o ancora il Papa con il piumino bianco griffato sembra oggi ingenuità di un era preistorica passata rispetto alle nuove A.I. che fanno cantare la Audrey Hepburn.

La fake news diventa uno degli strumenti possibili per costruire la narrazione voluta esattamente come il racconto del fatto realmente accaduto, con pari status di realtà.

In questo il digitale è sicuramente un punto di rottura tra epoche diverse. Uno dei tanti aspetti di un mondo nuovo che avanza, un ambiente nuovo che impone un governo, che non c’è, ed un pensiero, che tarda a prendere forma.

Per chi si sforza di raccontare il mondo per come cambia, come proviamo a fare noi, cioè con un approccio volutamente “lento” e per certi versi “artigianale”, la sfida è pari a quella di chi prova ad andare sulla luna in bicicletta, e fa di necessita virtù. Si sceglie di viaggiare concedendosi il tempo necessario per guardare il panorama e l’ambiente intorno, provando a tenere assieme il passato con il futuro e confidando nell’immaginazione, che potrebbe salvarci tutti visto che il futuro dipende da quello che facciano e che faremo e soprattutto da quello che pensiamo.

PS. Il mezzo del futuro è la bicicletta, non inquina, aiuta a tenere in forma mente e corpo, stimola la serotonina e aumenta l’autostima. Chissà anche che magari un domani in bicicletta si potrà andare ovunque, anche sulla luna …


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