WAGNER PARTE 2

A questo punto a Wagner riesce il colpo da maestro: cattura Ludwig II, Re di Baviera, bellissimo ragazzo, ma un mezzo mentecatto per via delle continue unioni fra cugini, abituali nelle case regnanti da cui discende.
In più omosessuale accertato ma non dichiarato né in famiglia né a corte.
All’epoca una confessione del genere non è neanche pensabile.

Il 3 maggio a Stoccarda, mentre Wagner, senza un tallero e inseguito dai creditori, sta cercando di convincere il direttore d’orchestra Eckert a rappresentargli il Tristano, il segretario del re si presenta chiedendo di lui che, convinto di essere ricercato dalla polizia, si fa negare. Il giorno dopo lo stesso personaggio si fa vivo all’albergo e gli consegna un anello e una foto del giovane re che lo invita a Monaco alla sua corte.

E a testimoniare l’inizio di un folle amore fra un personaggio con la testa non proprio a posto (convinto di essere il Re Sole della Baviera), e un individuo che invece la testa l’ha ben avvitata sul collo e puntata nella direzione giusta, ci sono due fondamentali lettere.

4 maggio 1864

Wagner al re (dopo l’invito a corte):

Amato Re pieno di grazia, io vi mando queste lacrime della più celeste emozione per dirvi che i miracoli della poesia sono entrati, come una realtà divina, nella mia povera vita avida di amore. Le ultime armonie poetiche e musicali di questa mia vita e la mia vita stessa ormai vi appartengono, disponetene come di un vostro bene personale.

Fedele ed ebbro di gioia suprema, vostro molto umile suddito Richard Wagner

Il giorno dopo

Ludwig II a Wagner:

Signore, siate certo che farò tutto ciò che è in mio potere per compensare le vostre passate sofferenze…Vi garantirò la pace a cui aspirate al fine che voi possiate dispiegare le ali possenti del vostro genio nell’aere puro della vostra arte inebriante…Osavo appena nutrire la speranza di essere così presto nella condizione di provarvi il mio amore…Vostro amico Ludwig Re di Baviera

E’ curioso il fatto che il re, perennemente infatuato di bei tipi: lo stalliere capo Hornig, l’attore Kainz, il funzionario Weber, poi finisca a sospirare per Wagner: brutto, piccolo, con un gran testone e un’orrenda barba che gli scende per il collo. E’ un amore intellettuale per un artista che in Ludwig aveva svegliato travolgenti emozioni fin dal primo ascolto della sua musica.

E Ludwig mantiene la parola, concedendogli subito una ricca pensione, un alloggio degno e la possibilità di rappresentare le sue opere a Monaco che diventa ben presto la capitale musicale d’Europa.

Il re vive di notte e dorme di giorno in un mondo parallelo che si è creato, dove sentirsi un vero re da favola. Si sposta su carrozze e slitte di forme fantastiche che si è fatto costruire dagli scenografi di corte. Dopo la prima del Tristano, diretto da von Bulow, Ludwig sale sul treno personale per tornare a casa, poi lo fa fermare in aperta campagna e, travolto da una irresistibile passione, salta a cavallo e galoppa nei boschi fino all’alba.

Più tardi, malgrado le pretese del suo amato compositore che aumentano e le casse statali che si svuotano per la sua fissazione di costruire castelli su tutti i cocuzzoli del regno in una folle Disneyland prima del tempo, si assume anche l’onere del teatro di Bayreuth.

In avvenire tutto questo si rivelerà un ottimo investimento: già da tempo, con il turismo musicale e non, il festival e i castelli si sono ripagati abbondantemente delle spese di costruzione e gestione. Involontaria lungimiranza e occhio per il futuro; dove si vede che avere un matto in famiglia non è necessariamente una disgrazia.

Intanto però il sogno romantico e le spese esagerate di Sua Maestà hanno superato il limite di sicurezza. Nel 1885 le banche straniere minacciano di pignorare tutto, Ludwig rifiuta qualunque soluzione ragionevole e allora viene dichiarato pazzo, deposto e imprigionato al castello di Berg, dove, pochi giorni dopo (ormai il suo amatissimo Wagner se n’è andato da qualche anno) lo trovano annegato in modo mai chiarito nel laghetto sottostante, lui che era notoriamente un ottimo nuotatore

Naturalmente anche a Monaco, in città e a corte, Wagner riesce a crearsi intorno un vibrante clima di antipatia, tanto che deve alzare i tacchi e trasferirsi a Lucerna (pur rimanendo sempre a carico di Re Ludwig). Qui conosce Nietzsche, con il quale scoppia una furiosa amicizia intellettuale, anche questa finita malamente tempo dopo con una rottura irrecuperabile dovuta a un indegno pettegolezzo epistolare.

In una serie di lettere che si scambia con il medico curante del filosofo, Wagner insinua che il crescente squilibrio mentale di quest’ultimo sia da attribuire al suo onanismo. Nietzsche lo viene a sapere, si arrabbia molto e tronca l’amicizia.

In quel periodo esplode anche il suo amore, arricchito da ben tre figli, con Cosima Liszt, la quale, guarda caso, non solo è la figlia di Franz Liszt, ma anche la moglie del suo devoto sostenitore e direttore d’orchestra preferito Hans von Bulow, al quale elegantemente la sfila dal letto.

Insomma, in un colpo solo riesce a perdere la stima e l’amicizia dei suoi due più fedeli seguaci e sostenitori: papà Franz e marito Hans.

Nell’82 (Richard e Cosima ormai sono sposati) la famiglia si trasferisce a Venezia, forse non più inseguita dalle cambiali, dato il crescente successo, a Palazzo Vendramin sul Canal Grande, dove Wagner muore l’anno dopo.

Rimane sul campo la sua vedova che, instancabile, si occuperà per molti anni del festival e della promozione dell’opera del marito diventato ormai un indiscusso grande della musica.


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