UNO SCIOPERO CONTRO IL LAVORO

In molti casi i lavoratori scioperano per non perdere il lavoro, mentre questa volta in Francia i lavoratori scioperano per smettere di lavorare, forse perché nel paese la piena occupazione é garantita.

Mentre ero a Lille, una cittá di 230.000 abitanti equidistante tra le vicine Parigi e Bruxelles, mi sono imbattuto in una delle tante dimostrazioni contro il mandato governativo di alzare l’etá pensionabile dagli attuali 62 anni a 64, al quale i francesi hanno risposto “mon Dieu, non contineró a lavorare per altri due anni”.

Per la “verité” la dimostrazione a Lille era pacifica e ben ordinata, al contrario di ció che si vede in televisione, con tafferugli e gruppi di scalmanati verso le forze dell’ordine, per la maggior parte a Parigi e Lione.

A Lille c’era piú “fraternité” tra dimostranti e forze dell’ordine, anche se queste erano visibilmente ben preparate per eventuali scontri.

Per “egalité” mi é stato fatto notare che non tutti i francesi sono d’accordo con gli scioperanti. Secondo ció che é stato riportato, il 58% dei francesi appoggia lo sciopero contro l’aumento dell’etá pensionabile, ma non tutti sono disposti a scendere in piazza e in strada; anche se alcuni dimostranti indossano i “gilet” dei sindacati (principalmente Cgt), i sindacalisti della dirigenza si sono tenuti per buona parte alla larga (alcuni dicono che hanno perso il controllo e le dimostrazioni sono piú “organiche”), forse usurati dagli scioperi che vanno ormai avanti dal 19 gennaio di quest’anno, causando molteplici disagi alla popolazione. 

Tra coloro che si sono dissociati dagli scioperi c’é chi sostiene che i sindacati servono a migliorare la vita sociale della gente, non a far soffrire i cittadini.


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