ONG: ”AMBASCIATORE SENZA FELUCA”

ONG, cioè Organizzazione Non Governativa,spesso è il terminale di politica estera di una nazione.
I progetti gestiti creano i presupposti per stabilire rapporti sempre piu’ simmetrici con nazioni in difficoltà(dal 2016 è decaduta la denominazione di “paesi in via di sviluppo”).

Le Ong in Italia sono 256(nel 2023) e quelle iscritte all’elenco delle associazioni umanitarie sono 209.

Ai primi posti per” entrate” troviamo:Save The Children Italia-ETS,INTERSOS – Organizzazione Umanitaria Onlus, Fondazione AVSI, unicef – Comitato Italiano per l’UNICEF onlus, COOPI Cooperazione Internazionale, Medici Senza Frontiere Onlus, EMERGENCY ONG -Onlus, WeWorld ActionAid International Italia E.T.S., MEDICI CON L’AFRICA CUAMM con un “fatturato” complessivo di circa 850 milioni di euro.

Il terreno delle ONG internazionali ,note per i soccorsi in mare dei naufraghi immigrati, è mediaticamente più noto anche se meno strutturato

Possiamo affermare che le altre ONG (per esempio quelle citate prima) si sono specializzate nel ricoprire il ruolo di “ambasciatori senza feluca”( la feluca o bicorno è una forma di cappello associata a partire dagli anni ’70 del XIII secolo ed all’inizio del XIX secolo e copricapo anticamente utilizzato dagli ambasciatori,) e nell’organizzare e gestire in “camice bianco o in jeans” la produzione/erogazione di beni e servizi in tutte le parti del mondo.Anche in Cina.Sono “multinazionali dei diritti umani”.

La ONG sono in “missione economica e sociale permanente”; finanziate in parte dallo stato, ed ora e sempre di più, anche dai cittadini e dalle imprese private(fund raising).

Le ONG sono imprese sociali che costruiscono oggi la capacity building nelle nazioni è una denominazione onnicomprensiva.

Esse “lavorano”nel settore assistenziale, nella gestione delle emergenze, nella formazione nella cultura e cos ì via,gestendo i propri progetti(nel 2022 le ONG italiane hanno svolto circa 2000 iniziative di cui 680 in Italia ed il resto in Mozambique,Ethiopia,Uganda,Kenya,Congo,Palestina,Libano,India,Siria ecc.)

Il controllo dei risultati degli investimenti si concretizza in sviluppo delle risorse idriche,,in supporto per la produzione agricola,in interventi sanitari, in formazione e addestramento professionale,in “incubatori” di imprenditorialità,in difesa dei diritti delle fasce più deboli in paesi già deboli.

Ci sono molte differenze fra la piccola ONG che incentra il suo volontariato in una piccola comunità e la grande organizzazione che si avvale di migliaia di volontari e collaboratori

La genesi funzionale e istituzionale delle ONG ha trovato spazio nella seconda metà del ventesimo secolo per impulso delle Nazioni Unite .

Nel diciannovesimo secolo e inizio “900 si crearono enti umanitari di grande rilievo(per esempio The British and Foreign anti slavery Society nel 1839,Comitato internazionale della Croce Rossa nel 1863,la Federazione internazionale dei sindacati nel 1900, l’Istituto Internazionale di Agricoltura del 1919 che confluì nella FAO(1945) delle Nazioni Unite.

Tutto questo è avvenuto per alleviare situazioni di disagio ,sofferenza e crisi trascurate dai governi ed ,a metà “800, in concomitanza con la rivoluzione industriale che ,

con onde variegate per intensità, entrava in Europa e in America

L’oggettiva esistenza del paradosso fra finalismo di tipo umanitario ed il consenso che si deve trovare a tutti i costi trova un compromesso fra fabbisogno finanziario e ricerca del consenso.

Per assurdo incrementare una certa quota raccolta di finanziamenti potrebbe ostacolare la realizzazione di progetti a medio lungo periodo per privilegiare quelli “a breve” in grado di produrre dei risultati estemporanei ma di immediata spendibilità e consenso favorevole per il fund-raising.

Le ONG internazionali hanno una doppia struttura:una che raccoglie la funzione strategica direzionale e amministrativa e che è collocata in un paese per esempio l’Italia e ,solitamente,raccoglie risorse finanziarie e materiali indispensabili per realizzazione di progetti presentati dai paesi in sofferenza o da comunità in crisi.

Solo se la ONG ha una reputazione, immagine, fama e notorietà positiva,la comunità mette a disposizione le risorse finanziarie ,materiali,il volontariato e le competenze utili per raggiungere i risultati auspicati e programmati.

Un secondo elemento è quello della struttura operativa collocata nel paese destinatario degli aiuti che è la gestione caratteristica dell’organizzazione che fa riferimento alla casa madre, ma

anche il legante con la comunità nella quale opera ed i cui interessi possono anche non coincidere con quelli della comunità del paese sede dell’”headquarter”.

Quindi è necessario un equilibrio fra le priorità avvertite dalla struttura operativa sul “terreno di ausilio” e le aspettative della direzione strategica dell’ONG che ha una visione sovranazionale.

Inoltre è sempre più strettamente biunivoca la correlazione fra i donatori ed investitori sociali ed il risultato-impatto delle azioni in essere.

A volte esiste un differenza fra la responsabilità sociale dell’ ONG-hub e direzionale e la cultura di responsabilità sociale del paese in cui si investono le risorse raccolte.

Accenno solo al tema della salvaguardia dei diritti dei minori che è universale,,,ma con attuazioni diverse e spesso border- line.

L’ONG è l’imprenditorialità con “supplemento d’anima” ed ha il denominatore comune della sussidiarietà economico –sociale.

Nella fattispecie dell’”emergenza mare-immigrati” svolge la “sussidiarietà di soccorso”(infatti le sole forze militari non riuscirebbero a far fronte alla domanda di soccorso totale).Piaccia o non piaccia sono un tassello indispensabile per l’universalismo dei diritti umani.


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