OGGI AVREBBE 100 ANNI

Mike era nato negli Stati Uniti, da padre americano e da madre italiana. Quando Mike era un ragazzo, i genitori si separarono e lui seguì la mamma in Italia, dove lo colse la guerra: Mike, quando l’alleanza di Mussolini ci portò i tedeschi invasori in casa, entrò nella Resistenza. Fu catturato e portato a San Vittore a Milano nel braccio della morte.
Il suo passaporto americano gli permise di entrare in uno scambio di prigionieri ed ebbe salva la vita. Dopo la guerra ritornò in Italia dove riprese il suo lavoro di giornalista. Fu Vittorio Veltroni, un grande scopritore di talenti che lo convinse a entrare nella neonata televisione italiana
Nella mia testa, come nella testa degli italiani adulti, le parole Mike Bongiorno e televisione costituiscono un binomio indissolubile. Bongiorno ebbe tre vite professionali: quando inventò la televisione pubblica, quando inventò la televisione commerciale e poi una terza vita quando Rosario Fiorello, con la sua verve ironica, mise in valore la sua allegria, la sua grande voglia di giocare.
Nei primi anni del dopoguerra l’Italia si sta ricostruendo e sta per fare il grande salto, siamo alla vigilia del miracolo economico.
La televisione è nata da appena un anno ma è ancora un mezzo di élite perché costa tanto e non ha saputo ancora interessare il vasto pubblico. In questo clima nasce una nuova trasmissione, ripresa da un modello americano. Sarà quella che farà conoscere la televisione agli italiani. Si chiamerà Lascia o raddoppia e a condurla sarà chiamato proprio quel ragazzo italoamericano.
E’ convinzione comune che il ruolo di Bongiorno sia stato molto importante e incisivo dal punto di vista culturale, in un paese dove non si parlava neppure italiano. Molti intellettuali dell’epoca trattarono Bongiorno con sufficienza ma oggi illustri linguisti come il professor Francesco Sabatini riconoscono a Bongiorno il merito di aver diffuso l’italiano medio attraverso la televisione a un popolo che per il 70 per cento era ancora legato ai dialetti. In 5 anni Lascia o raddoppia accompagna la crescita della televisione italiana ma anche di tutto il paese. Gli anni di Lascia o raddoppia sono anche gli anni del boom economico.
Mike rimane per 25 anni il campionissimo della televisione pubblica con programmi che lasceranno ancora il segno come il Rischiatutto. Fino a quando non sceglie di dedicarsi alla nascente televisione commerciale del cui lancio è stato il vero artefice, come era stato l’artefice principale del lancio della televisione pubblica. La collaborazione con la televisione commerciale dura curiosamente 24 anni come era durata la sua collaborazione con il servizio pubblico. I programmi che Mike produce per Mediaset sono tanti e alcuni di grande successo, sopra a tutti La ruota della fortuna che ebbe una vita di 14 anni, con una frequenza quotidiana.
Negli anni Duemila la collaborazione con Mediaset va scemando, Mike è inquieto perché teme di essere dimenticato.
Il suo rapporto con Roma si fa più intenso, grazie alla partecipazione a programmi della Rai in cui racconta la sua storia, anche il suo passato di partigiano che aveva tenuto accuratamente nascosto fino a quando Indro Montanelli lo rivelò al pubblico italiano. Mike fu rinchiuso a San Vittore e condannato a morte, lo salvò il suo passaporto americano che lo fece entrare in uno scambio di prigionieri. Qualcuno parla, anche per questi meriti, di nomina a senatore a vita. Il tutto sembra preludere a un ritorno in grande stile fino a quando lo stesso Bongiorno non annuncia proprio dalla Rai la fine del suo rapporto con la televisione di Berlusconi.
A RadioDue Rai c’è un personaggio che si sta affermando già da alcuni anni come lo showman numero uno dello spettacolo italiano, è Rosario Fiorello che, dopo aver condotto programmi di grande successo per la televisione, ha scoperto la Radio che lo diverte molto facendo divertire gli ascoltatori. Il cavallo di battaglia di Fiorello è diventata la parodia di Bongiorno. Quella di Fiorello non è una semplice imitazione ma una vera e propria reinvenzione in chiave caricaturale del personaggio. Bongiorno cade nella trappola e inizia una collaborazione con Fiorello che gli ridarà una nuova vita professionale
Rileggere la vita di Mike Bongiorno è come fare un viaggio nella storia bella del nostro Paese, portato per mano da questo grande italiano che venne dall’America e che dell’Italia fu anche un valoroso patriota avendo dato un importante contributo nella guerra di resistenza al nazifascismo.
SEGNALIAMO
-
LA RIVOLUZIONE DEL “MASSIMO DELLE EMOZIONI”

di Giancarlo Governi “La vita è l’arte dell’incontro”, è il titolo di un disco dove si realizzò la magia dell’incontro fra un grande poeta tradizionale, Giuseppe Ungaretti, e due poeti moderni, quelli che si esprimono con la musica, i due cantautori Vinicius De Moraes e Sergio Endrigo. Ognuno nella vita ha avuto incontri eccezionali che…
-
LA PAROLA

di Bruno Somalvico Intervista realizzata nell’estate 2024 da Vittorio Muscia per il suo documentario Lo scrigno parlante realizzato in occasione del centenario dell’inizio delle trasmissioni radiofoniche in Italia. Per approfondimenti si veda il dossier raccolto da Bruno Somalvico per Il Mondo nuovo con il titolo Cent’anni di radiofonia e settanta anni di televisione.
-
PIPPO BAUDO NON È MORTO, È PASSATO ALLA STORIA
di Giancarlo Governi Lo conobbi personalmente grazie a Maurizio Costanzo, che aveva scritto una commedia per lui e per Franca Mondaini. Pippo mi disse che avrebbe voluto fare l’attore, perché sapeva recitare e cantare e suonava bene il pianoforte. Ma poi aveva avuto successo come presentatore e quindi la sua carriera aveva preso un’altra piega.…
-
CHE NOSTALGIA
Il programma “Techetecheté Top Ten” è stato chiuso. Lo share era basso, soprattutto se rapportato al Techeté classico, quello di soli frammenti del passato, storie di vita di un tempo che fu. A dire il vero frequento poco la televisione, ma alcuni giorni fa, mentre cenavo, ho visto questo programma. C’era la brava presentatrice e…
-
RAI: IL PALINSESTO DEL GIORNO PRIMA

di Patrizio Rossano Per comprendere, valutare e proiettare compiutamente il “peso” del palinsesto televisivo del Servizio Pubblico per la prossima stagione presentato a Napoli nei giorni scorsi è necessario prima fare due passi indietro. Premessa d’obbligo: il palinsesto è una somma di prodotti, di contenuti, che hanno un costo, un valore e un mercato. Scegliere…
-
L’INDIPENDENZA DEL SERVIZIO PUBBLICO

L’indipendenza del Servizio Pubblico L’Indipendenza e l’Autorevolezza sono due lati della medesima medaglia, ad evitare la spartizione del CdA o di altro organo sovraordinato, il Collegio non dovrebbe essere nominato “per intero”, ma attraverso una serie di nomine singole con mandati individuali, meglio se effettuate da fonti separate (riconducibili all’art 114 della Costituzione). In caso…
-
TV, FILM E MODA IN ITALIA IN MANO A SOCIETÁ NON ITALIANE

Il triste stato della produzione e distribuzione a livello internazionale del settore cinematografico e televisivo italiano é comparabile allo stato dell’industria della moda in Italia. Sicuro, in Italia le produzioni e le creazioni stilistiche continuano ad andare avanti, solo che provengono da societá ora in mano a compagnie non italiane. La conseguenza di queste stato…
-
L’UOMO CHE LEGGE: O ANCHE NO
CONSIGI DI LETTURA DAL DIRETTORE O Anche No non è soltanto un programma televisivo della Rai. È un format innovativo e unico in Europa che sfida le convenzioni, affrontando i temi della disabilità e dell’inclusione sociale con schiettezza e ironia. Niente pietismo, nessuna spettacolarizzazione del dolore: solo storie vere, raccontate con leggerezza e profondità da protagonisti…
-
Cento anni fa iniziavamo le trasmissioni radiofoniche in Italia

Bruno Somalvico Direttore editoriale di Democrazia futura Domenica 6 ottobre 2024 la radio compie 100 anni. A gennaio abbiamo celebrato i 70 anni della televisione. Ritengo opportuno ripubblicare un articolo pubblicato due anni fa dedicato alle origini della radiofonia in Italia. [1] 6 ottobre 2024 Per gli storici dei media che ne vogliono ripercorrere le…
-
Le principesse del tinello, di Silvana Palumbieri

L’immagine delle professioniste del video nella televisione pubblica italiana Silvana Palumbieri Autore e regista a Rai Teche, realizzatrice di documentari Per la rubrica Almanacco d’Italia e degli Italiani, Silvana Palumbieri, autore e regista a Rai Teche, realizzatrice di documentari, ne “Le principesse del tinello”, analizza “L’immagine delle professioniste del video nella televisione pubblica italiana” individuando sei categorie: le annunciatrici, le…












