L’IMPRESA SOCIALE UTILITY E RELAZIONE CON UCRAINA E HAMAS

La guerra in Ucraina, gli attacchi di Hamas:quale relazione con l’impresa sociale utility?

Ormai molti opinionisti e molti studiosi sono concordi nel pensare che ci saranno forti rincari dell’energia e tutto questo comporterà una crisi economica mondiale che avrà una sua genesi dal rincaro del petrolio.

Leggo che il Brent è rincarato di circa il 30% da luglio e questo peraltro lo possiamo notare alla pompa della benzina (con qualche periodo di tregua)nonché la reazione del mercato alla guerra costante in Ucraina ,ed ora anche fra Israele e Hamas.

Ovviamente questo shock fa salire il costo dell’energia ,l’inflazione nonché i tassi di interesse.

Analogamente sta avvenendo rispetto al gas naturale che l’Italia sta acquistando anche dalla Turchia in quantità sempre maggiore rispetto al 2021.

Consideriamo anche che l’Italia avrebbe sostituito le provviste di gas naturale russo con quello proveniente dall’Algeria che è solidale con il popolo palestinese, con Hamas e come tale crea delle contraddizioni di posizione in politica internazionale fra l’Italia e l’Algeria.

Sul versante delle rinnovabili, in Italia, purtroppo non si stanno facendo passi in avanti anzi riguardo al fotovoltaico c’è uno stallo imbarazzante.

Confindustria sottolinea l’incremento delle quotazioni del gas che si è trasferito sul prezzo dell’energia elettrica in Italia facendola lievitare e portando alle imprese industriali costi che potrebbero incrementarsi nel 2023 del 14,6%.

Ovviamente tutto questo ha delle ripercussioni sui prezzi di vendita dei prodotti e sull’inflazione.
Ma altra conseguenza sarà il tormentone drammatico del “caro bollette” per i cittadini.
E qui si aprirà il “girone infernale” degli aiuti dello Stato per le fasce deboli e per le aziende che sono in “asfissia per costi”, riduzione dei costi di trasporto, dispacciamento dell’energia, proposta di intervento di aiuto usando gli extra profitti delle utilities: in sintesi interventi per riparare e per le emergenze, non per costruire.

Giace un filone di pensiero che propone di prendere “il toro per le corna” e sviluppare un nuovo assetto d’imprese utility e multiutility, trasformandole in Imprese Sociali(d.lgs.112/17) tale per cui massimizzano in modo relativo i profitti, assolvono alla funzione di impresa statutariamente con “purpose” sociale, con rappresentanza nella governance degli stakeholders, con dividendi calmierati. Cioè i gestori e produttori di energia diventano ammortizzatori sociali con dividendi.

L’impresa sociale spa utility, con caratteristiche collegate all’imprenditorialità sociale gestisce (si veda d.lgs.112/17) luce, gas, energia, trasporti pubblici, servizi idrici ecc.
Quali i vantaggi?
L’Art.2 del D.Lgs.112/2017 afferma che “….l’impresa sociale esercita in via stabile e principale una o piu’ attivita’ d’impresa di interesse generale per il perseguimento di finalita’ civiche, solidaristiche e di utilita’ sociale. ….”

Quindi imprese sociali spa-srl(infatti così possono essere ex-D.Lgs.112/17), con utilizzo accorto e razionale delle risorse naturali dalle quali si genera energia, luce, gas ecc e gestionali (variabile indipendente). Vuol dire miglioramento continuo del rapporto fra tariffa e qualità del servizio.
Gli utili della impresa sociale sarebbero reinvestiti in parte nel mantenimento-miglioramento delle infrastrutture e in parte andrebbero a calmierare o diminuire le tariffe a favore dei cittadini utenti/clienti (per esempio a fronte di un possibile innalzamento delle tariffe ); una governance ove i cittadini partecipano con una loro significativa presenza nei consigli di amministrazione evidenziando le esigenze più qualificanti e sociali.
Il tutto nel dibattito fra “lucro oggettivo” (destina gli utili agli scopi altruistici che è finalismo istituzionale) e “lucro soggettivo”(con distribuzione degli utili generati che nella fattispecie dell’impresa sociale-ex lege D.Lgs.112/2017 sono con tetto e “cappati”). Le quotate Enel, Terna, Snam, A2A , Hera ed altre che potrebbero assumere questo assetto d’impresa.

Il “caro bollette” è un vulnus per l’uguaglianza dei cittadini e delle famiglie ( il consumo annuo medio di gas naturale delle famiglie italiane è di 961 m3 all’anno) sia perchè sono i terminali “in perdita”(cioè subiscono il “caro bollette”) delle difficoltà delle imprese di produzione di beni e servizi che, per l’esponenziale incremento del costo del gas ,minacciano di sospendere l’attività sia perchè pagano prezzi al consumo in aumento per il “caro bollette”.

La Costituzione italiana all’articolo 3 recita:“Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali”….ma “E’ compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del paese”.

Il cambiamento della struttura giuridico-imprenditoriale delle utilities italiane potrebbe essere un “mettere a terra il”… compito della repubblica di rimuovere gli ostacoli di ordine economico che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana……”

Quindi imprese sociali spa-srl(D.Lgs.112/17), con utilizzazione accorta e razionale delle risorse naturali dalle quali si genera energia,luce,gas ecc e gestionali(variabile indipendente)

E’ auspicabile una governance improntata sul principio dello “stakeholder engagement” ove i cittadini partecipano con una loro significativa presenza nei consigli di amministrazione evidenziando le esigenze più qualificanti e sociali.
Il tutto nel dibattito fra “lucro oggettivo” (destinazione degli utili agli scopi altruistici come finalismo istituzionale)e “lucro soggettivo”(con distribuzione degli utili generati con tetto e con “cap”).

Forse è tempo di cambiare paradigma per costruire, e non solo riparare, senza aspettare ulteriori emergenze di mercato che scaricano il loro peso sui cittadini.


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