LE INFRASTRUTTURE DI RICERCA, COSA SONO E PERCHÉ SONO IMPORTANTI

Forse non tutti sanno cosa sono le Infrastrutture di Ricerca (IR). In ambito scientifico, nell’ultimo decennio sono nate Infrastrutture di Ricerca importanti che racchiudono le eccellenze nazionali e internazionali per un determinato ambito di ricerca.

Esse rappresentano uno degli assi strategici per la realizzazione e lo sviluppo dello Spazio Europeo della Ricerca e sono il mezzo per promuovere, su scala Europea, la cooperazione delle comunità scientifiche e tecnologiche più avanzate. Si applicano ad ogni ambito della ricerca, non solo quella scientifica e tecnologica ma anche alle scienze umane ed economiche.

Queste Infrastrutture rappresentano un sostegno importante per le strutture di ricerca dei singoli Paesi coinvolti. Ne esistono Nazionali di medie dimensioni, collegate agli Enti di ricerca e alle Università ed Internazionali di dimensioni tecnologiche ed economiche molto più grandi e devono necessariamente essere supportate da più di un Paese.

Grazie alla Commissione Europea e ai suoi programmi, l’Europa ha consolidato nel tempo questa cultura scientifica basata sulla collaborazione e fondata appunto su grandi IR. Tutti i Programmi Quadro Nazionali dei vari Paesi membri hanno sostenuto le IR e i ricercatori, dapprima nei settori tradizionali, poi verso altri campi come quelli socio-economici, biomedici, ambientali ed energetici.

Per fare meglio questo importante lavoro nel 2002 l’UE ha istituito l’European Strategy Forum for Reseach Infrastrucute (ESFRI) con il compito di individuare e definire le IR necessarie per i due decenni successivi. La roadmap ESFRI non è stata importante solo per la comunità scientifica, ma anche per guidare i decisori politici degli Stati membri che in questo modo hanno potuto avere indicazioni da esperti e lavorare sui rispettivi Piani Nazionali in sinergia con l’Europa.

L’Italia partecipa a decine IR in ambito ESFRI, una delle più importanti è l’infrastruttura di ricerca in ambito agroalimentare METROFOOD-RI (Infrastructure for promoting Metrology in Food and Nutrition).

L’obiettivo di METROFOOD-RI è migliorare la qualità e l’affidabilità delle misurazioni e rendere disponibili dati, informazioni e strumenti metrologici per utilizzare al meglio l’eccellenza scientifica nel campo della qualità e sicurezza alimentare, della rintracciabilità alimentare (?).

Inoltre, si prefigge di rafforzare le conoscenze scientifiche attraverso la cooperazione tra scienziati e di incoraggiare l’interazione tra le varie parti interessate, con un’importante ricaduta per tutti gli attori coinvolti, in altre parole creare una base di dati, informazioni e conoscenze comune e condivisa.

METROFOOD-RI fornisce servizi di metrologia nel settore alimentare e nutrizionale, a settori altamente interdisciplinari che interagiscono tra loro lungo tutta la filiera agroalimentare, dallo sviluppo sostenibile, alla sicurezza alimentare, alla qualità e tracciabilità, dalla autenticità, alla sicurezza ambientale, all’economia circolare, alla salute.

In sostanza, rappresenta un ponte tra ricerca, industria e cittadini e la sua offerta scientifica è rivolta ad un’ampia varietà di utenti e portatori d’interesse quali: ricercatori ​​impegnati in attività di ricerca per la misurazione di dati sugli alimenti; operatori del settore agroalimentare e associazioni di produttori; decisori politici, agenzie di ispezione e controllo; associazioni dei consumatori e cittadini.

Infine, vorrei sottolineare un aspetto tutt’altro che secondario: il tempo.

Le IR richiedano molti anni, molti ricercatori coinvolti e molto rigore nella gestione per diventare operative e raggiungere il loro scopo. L’UE, giustamente, controlla ogni passaggio con molto rigore. Per tornare al nostro esempio, METROFOOD-RI nasce in fase di progettazione nel 2014, per arrivare con la fase di preparatoria fino al 2022.

Grazie a questo grande lavoro di messa a punto della IR è stato possibile proporre anche METROFOOD-IT, ossia il progetto di rafforzamento della componente nazionale dell’infrastruttura, finanziato in ambito PNRR, partito il 1 settembre scorso.

Questo riconoscimento è stato molto importante per i ricercatori impegnati da anni nel progetto sia perché vedono riconosciuti i frutti del loro impegno, che per le ricadute a favore del Paese.


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