ROMA SOMMERSA DAI RIFIUTI

Se io fossi il Sindaco terrei fede per la città che amministro agli stessi principi che valgono per casa mia: Primo, considerare la pulizia l’elemento fondamentale del vivere civile. Secondo ,spiegherei al mio nucleo familiare che non devono sporcare. Terzo, stabilirei chi deve pulire, come e quando. Quarto, attiverei delle punizioni per chi sporca e per chi non pulisce. Quinto, imporrei alla mia governante o a chi per lei la responsabilità del rispetto delle regole e se non lo fa o lo fa male, la licenzierei.

Se io fossi il Sindaco passerei gran parte del mio tempo per ottenere il rispetto delle regole in maniera che la Capitale d’Italia non fosse la città più sporca del mondo civilizzato. Invece che fa Gualtieri? Si impegna per la contrastata costruzione del Termovalorizzatore che, anche se andasse a buon fine, lascerebbe per i prossimi cinque anni la drammatica situazione nelle lacrimevoli presenti condizioni, malgrado il Giubileo 2025.

Magari da Sindaco ci metterei la faccia, andrei al telegiornale regionale del Lazio di RAI 3 almeno una volta alla settimana, per chiedere la solidarietà dei miei concittadini e imporrei all’AMA di comprare ed installare ogni 200 m per tutta la città i recipienti in cemento per i rifiuti che gli operatori ecologici dovrebbero svuotare ogni sei ore. Se i romani e i turisti trovassero questi contenitori sarebbe abbastanza facile convincerli ad usarli almeno per le bottiglie di plastica o le lattine di cocacola consumate.

Se io fossi il Sindaco attiverei il sistema delle multe per chi sporca, per chi abbandona i rifiuti fuori dai cassonetti, per chi lascia mobili e materassi in strada anziché portarli alle apposite discariche, come già previsto dal regolamento comunale. Ma chi è mai stato multato? I vigili urbani si accaniscono contro le soste vietate che non turbano l’aspetto della città, ma riempiono le casse comunali: nessuno di loro ha mai avuto a disposizioni quanto ai rifiuti ed al decoro urbano.

Infine la Governance della AMA sulla quale da oltre 10 anni si accaniscono Sindaci e Giunte. Gualtieri l’ha fatta grossa : appena eletto aveva promesso la città pulita a Natale. Il primo Natale è passato da un pezzo ed il secondo si avvicina, ma siamo sempre sommersi dai rifiuti. Appena insediato ha nominato un ottimo Commissario all’AMA, professore di diritto civile, già Ministro della funzione pubblica, che doveva servire a guadagnare tempo per riflettere sulle nomine e dopo la riflessione Gualtieri ha nominato a presiedere il Cda un illustre economista particolarmente esperto di pensioni e poi come Direttore generale un ottimo ingegnere proveniente dall’Acea ed esperto di questioni ambientali.

In questo anno e mezzo il parco macchine si è decimato, scrivono i giornali che sono in circolazione per la città solo 15 mezzi di raccolta mentre altri 35 sono fermi in manutenzione. Un dirigente di questo servizio è stato licenziato in tronco perché sorpreso a fare la cresta sul costo dei pezzi di ricambio ed è stato sostituito senza apprezzabili risultati. L’acquisto dei nuovi mezzi di raccolta e compattazione è fermo in qualche cassetto dal 2019, quattro anni trascorsi tra diatribe e ricorsi favorendo l’attuale emergenza.

Appena insediato il nuovo CDA ha fatto i conti in tasca al personale ed ha scoperto che per fare il pessimo attuale servizio che tutti constatano, in 10 anni sono state contrattate ed assegnate ben 12 indennità aggiuntive come ad esempio quella per la neve che a Roma è rarissima, ma non così le indennità. Naturalmente il personale che in troppi casi ha dimostrato scarsa propensione al lavoro, cattivi rapporti con l’utenza, assenteismo, eccetera, si è messo sul piede di guerra come prevedibile ed il servizio è ulteriormente peggiorato.

In questa caldissima estate col vento di scirocco e l’aria umida e pesante, i miasmi dei cassonetti completano il quadro di una città trasformata in un inferno dantesco dal quale sono fuggiti anche gabbiani e cinghiali. Se ne è accorto anche l’economista Presidente del Cda che ha chiesto spiegazioni scritte al Direttore generale. Solo ora perché evidentemente nei mesi scorsi era all’estero!

Se ne è accorta anche la moglie del Sindaco che quando esce nel suo quartiere non può non provare vergogna! Ed allora ecco il Sindaco col colpo del cartoccio, ossia la sostituzione dell’attuale Direttore generale ed il richiamo in servizio di un altro ingegnere ex DG dell’AMA che conosce l’Azienda, ma anche corresponsabile delle origini dell’attuale disastro.

Qualcuno propone la privatizzazione dell’Azienda , manovra che fu salvifica per il teatro dell’Opera di Roma perché col passaggio da una gestione all’altra il personale fu licenziato e poi fu in parte riassunto col capo cosparso di cenere, operai, impiegati e dirigenti. Da allora l’Opera funziona regolarmente. Per l’AMA l’operazione sarebbe più complessa e c’è chi propone più semplicemente il trasferimento delle competenze ai Municipi con la frammentazione dell’Azienda. E c’è soprattutto chi ritiene necessario al momento l’impiego dell’Esercito per motivi di salute pubblica e non solo di decoro della città capitale, in questa calda estate presa d’assalto da una moltitudine straripante di turisti.

Ma non basta l’Esercito raccoglitore, serve la mano forte del Generale Figliuolo o equivalente. La organizzazione democratica della Azienda Municipalizzata dell’immondizia urbana, ha fallito. Potrà ritornare come tale solo in condizioni diverse, quando sarà maturato uno spirito collaborativo tra cittadini e operatori e quando la fase dell’emergenza sarà passata.


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