RAI TECHE

La città della Sapienza e le altre sedi

di Silvana Palumbieri

1.

Nel 1870 quando arrivano i piemontesi Roma ha duecentomila abitanti e gli studenti sono 813. Nel ’30 i romani sono diventati più di un milione, gli studenti 5758: la vecchia Università La Sapienza non è più sufficiente.  Per costruirne una nuova viene scelta un’area di 200.000 metri quadrati, accanto al Policlinico terminato nel 1904 e sede della Facoltà di Medicina. Ed è direttamente da Mussolini che da l’incarico di realizzarla a Marcello Piacentini, professore universitario, grande architetto che sente anche l’importanza dell’urbanistica. Ha vinto il concorso per la sistemazione urbana di Bergamo dove ha realizzato anche piazze ed edifici. E poi il centro di Brescia. A Genova ha vinto il concorso per la sistemazione di Piazza della Vittoria dove ha realizzato la Statua ai caduti e il Palazzo della Previdenza Sociale. Ancora a Genova il grattacielo di Piazza Dante E a Roma l’imponente Hotel Ambasciatori dove gli affreschi di Guido Cadorin   ricordano anche il Piacentini mondano e di successo.  Ha fatto progetti a New York e S. Francisco.  Nel ’32 viene dunque nominato Direttore generale ed Architetto capo della città universitaria da fare.  Per rendere autonome e più agili tutte le attività  viene creato il  Consorzio per l’assetto edilizio della Regia Università di Roma, in  acronimo CERUR.  Piacentini adesso   deve predisporre il progetto urbanistico  di una città che, oltrepassato l’ingresso,  contenga  i 12   edifici degli istituti universitari.  In  pianta  crea una cittadella  simile alla struttura di una basilica con  navata e transetto,  qui costituito dalla piazza.  Poi   fa  schizzi,  raccoglie dati, va ancora all’estero a vedere le università degli altri, immagina  forme,  e definisce la macchina organizzativa.  In  Inghilterra e negli Stati Uniti sono nate autonome entità  del sapere: i campus.  Quando   si pensa a  nuove università ad essi si fa riferimento.  In quegli anni l’immaginario si alimenta di  città utopistiche: le tavole di  Frank Paul, il film Metropolis, i fumetti di Alex Raimond con le  avventure di  Flash Gordon.    

Fondato da più di dieci anni  in Germania da Walter Gropius, il razionalismo in architettura è diventato transnazionale:  la forma architettonica  deve essere coerente  con i modi dell’industria. In Italia vengono aperte due  Mostre di Architettura Razionale: la prima nel   ’28,  a cui  seguirà la costituzione  del MIAR acronimo di Movimento Italiano per l’Architettura Razionale.  La seconda il  30 marzo del 1931 aperta in una Galleria di Via Veneto e visitata da Benito Mussolini.

2.

Per realizzare i singoli edifici della nuova università  Marcello  Piacentini chiama  ad alcuni talenti del gruppo dei razionalisti e li vuole di tutte le regioni  Italiane .  Il fiorentino Giovanni Michelucci   e  un gruppo di  trentenni il  cagliaritano Giuseppe Capponi, l’istriano, poi torinese, Giuseppe Pagano e  il  milanese Gio Ponti, Questi  ultimi due   anche  teorici del proprio lavoro  con le riviste  Casabella e Domus che dirigono.  Poi  il giovane siracusano Gaetano Rapisardi,  i  romani Pietro Aschieri  e Arnaldo Foschini. La legge del 5 maggio 1932 stanzia i fondi per realizzare la nuova università . Una settimana dopo Piacentini invia una lettera agli architetti chiamati a  progettare i singoli istituti  per indicare alcune linee guida generali.

Nella  conduzione del progetto  per le progettazioni architettoniche si fa affiancare dal giovane architetto Giovanni Momtuori  e    per   gli  aspetti costruttivi e tecnologici del  cantiere dal marchigiano Gaetano Minucci.  Che   firma solo  la Casermetta della Milizia,  oggi perduta, e il Dopolavoro tuttora esistente,  ma gli altri edifici  portano tutti  la sua firma: per l’ acustica delle aule,  le caratteristiche tecniche dei laboratori, i prodotti impiegati, tutti autarchici, dell’industra  italiana del settore.  Populit e Litoceramica, linoleum e infissi a ghigliottina dei fratelli Villa, avvolgibili, vernici,  blindature,  ascensori. Minucci segue anche  lavori che fervono in ogni edificio del grande cantiere  che è stato aperto subito dopo la  legge di finanziamento del ’32. Dopo  appena  tre anni e mezzo  il 31 ottobre 1935 il Presidente del Consiglio Benito Mussolini inaugura la nuova Sapienza, città  della Regia Università di Roma. 

 3.  

Fino al trasferimento del 1935 la sede della Sapienza è stata al centro della Roma. Medievale. La  nascita dello Studium Urbis, l’Università di Roma,  ha una data precisa 20 aprile 1303  con la bolla Supremae Preminentia Dignitatis di Bonifacio VIII e la  sede  in Trastevere, cioè fuori dalle mure vaticane. Poi nel 1431 la sede si sposta al centro della Roma rinascimentale   nel  rione S. Eustachio.  Gli studenti si incontravano dove oggi ci sono  i  caffè della famosa piazza. L’Università di Roma  prima di  prendere il nome di  La Sapienza deve aspettare.  Prima e dopo  Perugia e Siena, hanno fatto coincidere il nome Sapientia con gli Studi di queste città.  Si apre intanto un’ indagine che dura alcuni secoli  sull’origine e il significato della parola Sapientia.  Le ricerche portano  alla mitica figura della cultura ellenica  Atena, alla  Minerva della civiltà romana o al  Cristo, Sapienza per gli uomini, della  cultura cristiana. Nell’iconografia bizantina  si scopre  una figura femminile come Sophia o un angelo fiammeggiante.  E quando  nel  1513 il Collegio di Roma diventa Sapientia, come simbolo adotta proprio la raffigurazione dell’angelo fiammeggiante in campo azzurro.   Tre secoli dopo ancora  nei luoghi dell’Università medievale  viene costruito lo studio di Roma, Palazzo della Sapienza di Corso Rinascimento,  oggi sede dell’Archivio di Stato In fondo al nobilissimo cortile  e il 14 aprile dell’anno accademico 1660  viene  inaugurata la cappella dell’università di Roma, Sant’Ivo alla Sapienza del Borromini che contiene il simbolo di una  stella a sei raggi. Altrove vengono create  figurazione alla Sapienza: in Laterano Salomone che sceglie il dono della Sapienza. a Palazzo Barberini La Divina Sapienza  Solo nel 1936, un anno dopo l’apertura della nuova città Universitaria  tornerà il simbolo cinquecentesco del Cherubino di fuoco.

4.

L’urbanista Piacentini, tornato architetto,  riserva per sé il Palazzo del Rettorato,  È  il luogo di maggior risalto:  di fronte all’ingresso principale, in fondo ad un  viale alberato  largo 60 metri e lungo 130  si arriva ad un  grande   piazzale.   Una scala monumentale porta ad  un pronao,   sporgente portico formato da quattro alti pilastri, collegati in cima  da una semplicissima cornice.   La verticalità così ottenuta  si   contrappone al ritmo basso dei due corpi laterali che aggregano Lettere e Giurispridenza si sviluppano orizzontalmente  per  120  metri formando un blocco unitario, solcato solamente   da finestre collocate sotto una grande superficie piena.   Piacentini  intende  l’architettura  unita   alle arti sorelle.  Pregiate opere in  un ideale percorso dal  grande piazzale  conducono all’interno dell’edificio : fuori una  grande statua della Minerva di Arturo Martini, all’interno la lampada a soffitto di Pietro Chiesa grande progettista di arti decorative industriali,, nel vestibolo il medaglione in bronzo di Mirko Basaldella, poi l’affresco di Mario Sironi L’Italia tra le Arti e la Scienza nel catino dell’abside dell’Aula  Magna. È una  sala  a forma di circolo da 2.800 posti, che assieme alla rinnovata  biblioteca Alessandrina è fulcro della nuova università. Accanto vengono posti anche gli uffici del Rettorato.

 Le pareti murarie esterne sono rivestite in materiali locali: travertino e mattoni.  Dialogo tra  mattone e acciaio inossidabile,  forme semplificate  in senso geometrico, assenza di elementi  decorativi, sono tutti elementi   presenti   nella Chiesa di Cristo Re  del quartiere Prati di Roma che  Piacentini aveva realizzato pochi anni prima della Sapienza   poi  dentro la città universitaria la Cappella  della Divina Sapienza  terminata nel ’56   e visitata da Papa Paolo VI  nel marzo del 1964.

5-6.

Diventano parte integrante del Palazzo del  Rettorato e così formano  un unico complesso gli  edifici di  Giurisprudenza e scienze politiche  a sinistra,especularmente a destra  Lettere e filosofia.  Sono  affidate all’architetto siracusano Gaetano Rapisardi. Negli anni ’20, poi negli anni  ’30,  vince molti concorsi e fa opere a Siracusa, Messina, Palermo, Milano e Roma.   La struttura  dei due edifici è a ossatura portante  in cemento armato e muratura, rivestita di travertino testato.

La differenza principale tra i due fabbricati è la parte arretrata dell’edificio. Per Giurisprudenza  basata su un ritmo longitudinale, costituito da due parti distinte. Una per la facoltà e  gli istituti,  un’altra per le aule e lo scalone. Lettere invece  è caratterizzata all’esterno dalla presenza della grande Aula Magna a pianta semicircolare  che può accogliere 500 persone. In uno spazio luminoso del seminterrato trova posto il Museo dei Gessi, 440 calchi di opere d’arte famose. 

In  entrambi  gli edifici  un arioso vestibolo si contrappone alla rivestitura  realizzata completamente in travertino.  Sulle due  facciate si ergono potenti i Dioscuri:  da un parte Castore e dall’altra Polluce,  i mitici gemelli destinati a simboleggiano il legame tra lettere e diritto.   Opere dello scultore Corrado Vigni queste statue con altre epigrafi sottolineano il ruolo di due istituti allori ritenuti i  più prestigiosi e importanti. 

7.

Il trentaseienne architetto istriano Giuseppe Pagano Pogatschnig fa dell’Istituto di Fisica  un  edificio mosso, dinamico nell’alzato. E articolato in  due parti: una destinata alla Fisica superiore, l’altra  alla Fisica sperimentale  completati dalle sale di esercitazione, dalla grande biblioteca e dall’officina meccanica, resa indipendente per non creare vibrazioni.   Le travi della passerella di collegamento poggiano su strati antivibranti, alcuni collegamenti portano uno  strato isolante. L’istituto è  inoltre circondato da una spaziosa intercapedine per isolarlo dall’umidità e  dalle vibrazioni. Pagano è convinto che  siano  le reali esigenze  dell’istituto  a dover determinare le soluzioni estetiche.  Un’ ampia scalinata conduce  all’interno dell’istituto dopo aver superato una blocco di marmo ad angolo con i bassorilievi di Corrado Vigni Leone contro cavallo  e  Leonessa contro cerbiatto . Anche queste sculture   rientrano nel  programma di Piacentini  di  decorare gli edifici della Sapienza con  opere d’arte. Dentro, gli spazi sono destinati per   aule ad anfiteatro e laboratori, tutti  arredati con  elementi  di impronta razionalista disegnati da Pagano. Sedie in tubi cromati, scrittoi e tavoli da laboratorio,  scaffaletti e mobili portacarte,  armadi e armadietti, finanche cestini. L’unità dell’edificio è resa con   le finestre ritmicamente allineate e unificate in pochi tipi, la cornice di coronamento,  l’uso del  travertino romano per la zoccolatura, la  litoceramica  e l’intonaco giallo rossiccio.

A Torino dove ha studiato architettura, ha realizzato il Palazzo per uffici Guarino e la sistemazione di Via Roma.  È il direttore di Casabella,  una delle più influenti riviste del settore   Lui, a 30 anni militante  fascista, nel ’43  combatte nella resistenza, viene arrestato e torturato a Milano dalla banda Koch. Deportato in Germania  morirà il 22 aprile ’45  nel campo di concentramento di Mauthausen.

8.

Pietro Aschieri è figura di spicco nell’edilizia residenziale, industriale e  della scenografia tra le due guerre. Agli inizi  degli  anni 30 aveva espresso le punte del suo stile a Roma nel Pastificio Pantanella  e nella Casa di Lavoro per Ciechi di Guerra.

L’edificio dell” Istituto di chimica è collocato di fronte all’Istituto di Fisica, con due scalinate laterali d’accesso. È rivestito con litoceramica color ocra. La facciata e i lati sono  di impatto estetico geometricamente razionalizzante è caratterizzata  da   forme essenziali orizzontali e verticali,  a cui    nella parte posteriore  dell’edificio in conflitto dinamico.   si confronta la maestosa sagoma curvilinea  dell’aula grande proiettata all’esterno col teatrale aggetto della pensilina e col movimentato incastrarsi dei volumi 

Dal 1934 Ascheri si dedicherà quasi esclusivamente alla scenografia  per il Teatro dell’opera di Roma e presso il Centro  sperimentale.

9.

Il progetto dell’edificio della Scuola  di Matematica  viene affidata al milanese Gio Ponti. Nel ’28  aveva fondato la rivista Domus, importante per la diffusione della cultura architettonica. E aveva progettato la sede della Banca Unione.

 Il compatto blocco parellelepipedo dell’ edificio centrale della Scuola di Matematica  si sviluppa a ferro di cavallo  attorno ad uno spazio vuoto. Il corpo frontale dell’ edificio presenta un ingresso centrale sormontato da un’ampia  vetrata figurata, gruppo  allegorico realizzata su disegno pontiano. La vetrata verrà frantumata nel corso del bombardamento  che colpisce il quartiere San Lorenzo il 19 luglio 1943. Di essa rimane solo il disegno nella copertina di Domus n.98.  Dopo pochi anni  dalla sua costruzione la nuova Sapienza  ha già  nessità  di un  ripristino, che avvia alla moderna riflessione nel campo dell’intervento sull’architettura moderna  e del suo restauro.

La facciata dell”edificio affaccia a parallelepipedo sulla piazza   con i locali per l’insegnamento della matematica pura, l’allungata biblioteca al secondo  piano si protende  all’esterno con un ampia vetrata.   Il cemento armato utilizzato all’interno svincola dalle funzioni portanti le pareti esterne che diventano ampie superfici vetrate La trasparenza delle vetrate e dei vuoti spaziali alleggeriscono le strutture rendendole perfette e incorruttibili come cristalli. Sul retro  si presentano  due costruzioni per le grandi aule di disegno, interrotte dall’inserto di un corpo curvilineo più alto.

Nella Palazzina di Matematica Ponti realizza  volumi ariosi che  attuerà ancora  a Milano  dopo la II guerra mondiale in altre   sue opere: come  i due palazzi della Montecatini e il famoso grattacielo Pirelli.

10.

L’istituto di Botanica a chimica farmaceutica, oggi genetica, viene affidato al trentanovenne cagliaritano Giuseppe Capponi.  Capponi si è imposto alla critica   per la Palazzina Nebbiosi realizzata nel ’30 sul Lungotevere Arnaldo da Brescia di Roma con l’originale scala ad elica. Da vita all’edificio più avanzato del complesso universitario, contraddistinto da una teatralità dinamica e da un raffinato senso della luce.   Inquadrata   da due torrioni vetrati che contengono i musei e gli erbari, l”entrata è dentro un corpo centrale sviluppato su tre piani. Il  basamento dell’edifico è costituito dal vetro delle serre calde,   il giardino botanico è l’esterno prolungamento dell’edificio Rimane irrisolto  il problema della  grande distanza dall’Orto Botanico dove avviene l’insegnamento pratico della botanica.  Nato nel 1883   in  via della Lungara alle falde del Gianicolo, è  una vasta area di 11 ettari, che fu il giardino di Palazzo Corsini. Su un tappeto di verde ci sono collezioni di piante, serre, frigidari, sale per i semi e per i legni,  Qui si  conserva il patrimonio genetico e vengono diffuse  le informazioni  sulla biodiversità.

La Palazzina dell’Istituto di Botanica è contraddistinto  da grandi trasparenze,  grandi superfici vetrate che rompono la compattezza delle masse  tra l’interno e l’esterno  Il muro liscio della struttura è forato da mille finestre.  Piacentini intanto fa finanziare  ”viaggi d’istruzione all’estero” per i giovani architetti impegnati nel progetto della nuova università. Se ne avvalgono Pagano, Aschieri, Rapisari e anche Capponi che si reca in Germania a studiarne gli Istituti Botanici. Lui che aveva iniziato l’attività professionale   con società tedesche  come rappresentante di materiali ferroviari e prodotti per l’edilizia. Di questo viaggio  alla fine Capponi consegna anche una dettagliata relazione ricca di schizzi e applicazioni.

Teatralità e  luce, alcuni degli aggettivi usati per la sua architettura forse spiegano  il  percorso  che lo porterà nel ’33 alla scenografia per il cinema che insegnerà anche al Centro Sperimentale.  A secondo  film  è lo scenografo di “La signora di tutti” girato in Italia dal grande Max Ophuls.  Ancora una volta Ascheri si muove nell’ambiente culturale tedesco.

Nel   gran teatro della natura delle isole del golfo di Napoli  dal  ’26 al  ’32 aveva progettato ville dal carattere mediterraneo: linee movimentate ma semplici, assenza di decorazioni, colore bianco abbagliante , slancio degli archi, buoni rapporti tra il vuoto e il pieno, progettate per far parte spontanea  del paesaggio  di Ischia, Procida e Capri, dove morirà a soli 43 anni.

11-12.  

A Giovanni Michelucci, 41 anni, pistoiese, ma fiorentino di formazione in architettura,  vengono  affidati due edifici. Sono caratterizzati  dalla elegante semplicità della struttura esterna, fondata sull’alternanza dei  vuoti e dei pieni dominati dalle file regolari delle finestre. L’ edificio di  Geologia,  mineralogia, paleontologia  gioca sulla purezza geometrica delle forme in chiave puramente razionalista.  Il grande volume è distribuito su tre piani suddivisi in duecento ambienti. La facciata è scandita da tre file  regolari di finestre e in alto da una quarta di finestre minori La sezione principale  è collegata ai Musei di Minerologia e Geologia. È rivestita in travertino nel prospetto sul piazzale della Minerva,  il resto è  tutto intonacato in rosso e solo lo zoccolo  è in  travertino.

L’ Istituto di Fisiologia generale- Psicologia – Antropologia comprende due  edifici simmetrici  separati dalla scalinata d’ingresso, in travertino come tutta la base, mentre il resto è in intonaco rosso mattone. Dentro è articolato in 247 ambienti, un anfiteatro da 180 posti, due aule da 150 e 60 posti.

Sostenuto da Piacentini, Michelucci già ha vinto  il concorso  per  realizzare una delle opere più  significative del razionalismo italiano,  la stazione di S. Maria Novella di Firenze. Tra  le opere che seguiranno nel ”64  la Chiesa di San Giovanni Battista  sull’Autrostrada del Sole presso Firenze e nell’83’ a Colle Val d’Elsa la sede dl Monte dei Paschi di  Siena.

13.

I’ingresso monumentale è un alto porticato composto da sei pilastri,  un edificio semplice e lineare, corpo leggero aperto verso la città. La verticalità dei pilastri viene spezzata ad un terzo d’altezza  da un pontile che collega l’ Istituto di Ortopedia all’ L’istituto di  igiene i due edifici alla fine formano un blocco unitario di dimensioni rilevanti..   Ne è autore l’architetto romano  Arnaldo Foschini, impegnato da una parte nella didattica architettonica dall’altra nell’edilizia abitativa. Farà poi il progetto della Chiesa dei SS Pietro e Paolo all’EUR.  Gli edifici  si presentano  in volumi squadrati e poco mossi, ricoperti in laterizio  e in travertino dalla parte della piazza. Dentro vengono  collocate  quattro statue in bronzo dello scultore  Alfredo Biagini. Ai lati del porticato d’entrata   due fontane in travertino prendono acqua da una cascatella ricavata dal muro.

Dopo  un anno di sospensione imposto dalla guerra,l’ingresso  monumentale riapre simbolicamente nel ’46 la Città Universitaria. Con lei nella capitale erano nate  altre cittadelle: Cinecittà sulla Tuscolana,  la Città  dello Sport al Foro Italico, di grosso impatto. E, ancora  coordinata da Piacentini,  la quasi metafisica l’EUR, EXPO universale romana del ’42 destinata a diventare cittadella del sistema Congressuale e del turismo d’affari. Ma i lavori erano stati abbandonati per la guerra.

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L’archtetto Minucci spedisce  tutti  i materiali avanzati del grande cantiere   alla Facoltà di Architettura, di  Valle Giulia  opera dell’architetto Enrico Del Debbio  improntata al linguaggio architettonico cinquecentesco I materiali costituiranno il nucleo storico dell’Istituto di tecnica delle Costruzioni che si stava formando. Saranno  archivio, campionario, laboratorio dove  gli studenti possono sperimentare dal vero tutti gli elementi della costruzione edilizia.  Accanto c’è la   Biblioteca Centrale di Architettura, la più importante del settore in Italia.  Terminata  nel 1932. la.  scuola  di Architettura nasce nell’invaso verde di  Valle Giulia che confina con Villa Borghese  È  luogo delle Accademie straniere  e del Museo d’arte moderna. Si realizza qui una singolare integrazione tra architettura, funzioni e natura.    Nel 1968 in questa valle  le proteste e le attese per un mondo più giusto  portano  alla contestazione e allo scontro di studenti e professori con la polizia.  È   chiamata la battaglia di Valle Giulia, divulgata dai media e  immortalata da Renato Guttuso nel  “murales” di via Gramsci.

Valle Giulia termina con la Villa di Papa Giulio III che ospita il museo etrusco. Girato l’angolo sorge l’area  piena di verde  del Borghetto Flaminio,uno dei luoghi nuovi della Sapienza, dove Architettura ha stabilito sede.  Un’altra in Piazza Fontanella  Borghese  nel Palazzo dei Farneseforte della propria  identità storica e artistica.

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Già  da  un secolo esisteva la storica sede della Facoltà di ingegneria, nata il 23 ottobre 1917 sul  colle Oppio.   La facoltà  si articola attorno al chiostro del grande  architetto del ‘500  Giuliano da Sangallo nell’ex  Convento di San Pietro in Vincoli, col Mosè di Michelangelo che sovrasta la tomba di papa Giulio II.

16.

I fautori della città universitaria di Piacentini non potevano prevedere  la crescita  dell’ interesse per l’economia,  le ricerche e gli studi e la  richiesta di economisti per ricoprire ruoli diversi nella società,  quindi  considerare l’istituzione di una Facoltà di Economia. La sede è stata trovata in   via del Castro Laurenziano  ed ha  potuto  vantare in questi anni il magistero di   laureati  illustri e famosi.

17.

Malgrado gli alti studi   scientifici di Emile Durkheim, Max Webber e Georg  Simmel   agli inizi del secolo scorso, e le cattedre in Germania e Stati Uniti l’Italia mostra  indifferenza per le scienze sociali. Nel Piano della   Sapienza di Piacentini non  viene  considerata  la possibilità di una Facoltà di Sociologia , che in maniera autonoma  nasce solo nel 1991  con  sede in  Via Salaria, dopo che  all’Università di Trento aveva  preso vita  nel ’62.

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Adesso gli studenti universitari della Sapienza sono  circa 112.529.  Nel numero complessivo  di 4.002 docenti ci sono 2.454 professori  e  1.548 ricercatori.  Per quanto riguarda il personale amministrativo, il totale e di 4.162 di cui 2.243 personale tecnico amministrativo bibliotecario e 1.919 personale dell’Azienda Universitarie Ospedaliere.

 È   il più grande ateneo d’Europa   Facendo perno sulla Sapienza di Piacentini vengono realizzati  nuovi  insediamenti in  aree e strutture pubbliche dismesse,  scelte sulla linea del ferro e del trasporto pubblico: Santa Maria della Pietà a Monta Mario ,  ex Snia Viscosa sulla Prenestina, ospedale  Sant’Andrea a Saxa Rubra e il Borghetto Flaminio,   Per la Sapienza   viene fatto un  Piano di assetto generale, in acronimo PAG, potrà disporre di 867.828 mq. Si cerca di  ricostruire il rapporto  tra università e città nella crescita  delle  tante piccole città, voluto dal piano regolatore  del marzo 2003.