PECORA NERA. ALMA LATINA E INSIEME DAL CLANDESTINO A TORINO

LA PECORA NERA

Nome del locale: Alma Latina

Dove: Via Giuseppe Baretti, 8 bis – Torino Tel. 011/6692554

Prezzo: tacos 3,50/4,50€, bowls 12€, nachos 8,50€, quesadillas 9,50€, enchiladas 9,50€, fajitas 13/16€, dolci 4,50/6€

Offerta – Immerso nell’animato quartiere della movida torinese, Alma Latina propone una cucina tipica messicana con alcune contaminazioni interessanti. L’offerta è piuttosto ampia e comprende guacamole (personalizzabile con l’aggiunta di jalapeno, pico de gallo o blu di Lanzo), nachos in quattro versioni differenti, bowls, una dozzina di tacos diversi (alcuni tradizionali, altri più creativi), enchiladas, quesadillas, fajitas e tacos dolci. Salvo rarissime eccezioni, i piatti sono tutti gluten-free e senza lattosio, attenzione che indubbiamente rappresenta un valore aggiunto per il locale e per chi lo frequenta. La nostra cena è iniziata con i nachos, croccanti e saporiti, accompagnati da pulled pork, salsa guajillo, fagioli rossi e bacon: nel complesso un modo sfizioso per cominciare, nonostante il bacon risultasse poco croccante e quindi quasi superfluo nell’economia del piatto. Abbiamo continuato con i tacos, senza dubbio il pezzo forte del locale, con il primo ripieno di gamberi cotti a bassa temperatura e composta agrodolce di jalapeno, dal gusto deciso e dalla nota piccante ben equilibrata, e il secondo caratterizzato dal contrasto dolce-sapido con la spalla di maiale sfilacciata, il bacon croccante e il gel di ananas e jalapeno che arricchiva e completava il piatto. La quesadilla con macinato di manzo, mozzarella e blu di Lanzo era golosa e apprezzabile per l’utilizzo del buonissimo formaggio locale, ma è risultata troppo carica e quindi difficile da terminare. Discreto lo “sweet taco” condito con salsa di mele e croccante alle mandorle, dal sapore senza acuti ma gradevole per la consistenza. Ottima la sangria che ha accompagnato la cena.

Ambiente – Il locale è colorato, con alcuni elementi che vogliono ricordare il Messico e trasmetterne il calore e l’ospitalità. L’atmosfera è conviviale, a volte un po’ chiassosa, ma è comprensibile visti la filosofia e il target del locale.

Servizio – Informale, quasi amichevole, perfettamente in linea con lo spirito del posto.

Cantina – La proposta enologica è quasi nulla, ma si percepisce una certa attenzione per tequila, rum e mezcal. Viene offerta anche la possibilità di accompagnare la cena con i loro Margaritas o con birre anch’esse gluten-free.

Insieme dal Clandestino

Via Provana, 3/B – Torino

Tel. 011/889494

Voto: 8- su 10

Prezzo: antipasti 16/17€, primi 17/18€, secondi 23/25€, dolci 8€

Offerta – Spostatosi nella nuova location nel marzo del 2020, a due passi dai Giardini Cavour, Ded Gaci propone una cucina mediamente creativa che affonda le radici nella tradizione piemontese. Il menù ha un percorso degustazione di 4 portate a 50 euro da scegliere liberamente tra le pietanze in carta, oppure si può andare a mano libera tra i piatti proposti. Dopo un piacevole benvenuto a base di bignè salato ripieno di baccalà mantecato, mini-cannolo di pasta fillo ripieno di ricotta aromatizzata al limone e polpettina di salsiccia di Bra con granella di nocciole attorno, abbiamo assaggiato l’antipasto “verdure e verdure”, un buon mix di ortaggi appena scottati (zucchine, carote, taccole, fagiolini, patate), serviti con due uova di quaglia con il tuorlo morbido e una crema di robiola alla base. Squilibrato, a nostro avviso, il risotto con aglio nero e capesante dorate, in cui la crema di aglio, che dava anche il colore scuro al piatto, prevaleva inevitabilmente sul resto, obnubilando le capesante e stancando il palato. Meglio è andata con il piccione (petto e coscetta), dalla cottura perfetta e servito con cipolla caramellata, riduzione di balsamico e tortino di patate. Più articolata la quaglia ripiena di foie gras e salsiccia di Bra, dalle carni tenere e il sapore convincente. Un gelato al fico su crema di robiola come pre-dessert annuncia il dolce: una crema cotta allo zenzero (deliziosa) con ciliegie e gelato alle mandorle (quest’ultimo non di produzione propria). In chiusura un caffè sottoestratto e non particolarmente aromatico.

Ambiente – Ampia la sala interna arredata in stile moderno, con la cucina che si intravede sullo sfondo; ben dimensionati i tavoli con una mise en place classica e tovaglie e tovaglioli di stoffa; d’estate è disponibile un ampio dehors allestito sul tratto di strada di fronte al locale.

Servizio – Cortese e preciso.

Cantina – Che il territorio sia importante lo si evince anche dalla carta dei vini che è ben strutturata, con sezioni dedicate al Barolo, al Barbaresco, al Nebbiolo, al Barbera di Asti e di Alba e al Dolcetto. Poche le presenze dalle altre regioni, mentre all’inizio c’è una selezione di Champagne e bollicine italiane. Ricarichi tendenti verso l’alto.

Olio – Su richiesta ci è stato servito un olio evo ligure nella bottiglia a norma, monovarietale Taggiasca.

Voto: 7- su 10


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