di Mario Pacelli
Il complesso edilizio in cime al colle del Quirinale dove ha sede la Presidenza della Repubblica, diversamente da quanto appare all’esterno, è il risultato d accrescimenti successivi durati circa tre secoli a partire dal 1583, quando Papa Gregorio XIII diede inizio ai lavori di ampliamento a sue spese di una piccola villa appartenenti al cardinale Oliviero Carata, che l’aveva ceduta in fitto al cardinale Ippolito d’Este, che a sua volta l’aveva data in uso al Papa, desideroso di trovare una abitazione su un colle per meglio trascorrere le afose estati romane.
Il cardinale d’Este aveva creato alle spalle della villa un raffinatissimo
giardino, ricco di fontane, giochi d’acqua e sculture antiche di cui allora abbondava la città: la scelta di Gregorio XIII non avrebbe potuto essere migliore. L’architetto Ottaviano Nonni detto Il Mascherino, incaricato dal Papa di procedere all’ampliamento realizzò (1585) un edificio che affacciava sulla attuale piazza del Quirinale, con facciata a portico collegata internamente alla loggia sovrastante da una splendida sala elicoidale sul modello di quella realizzata dal Borromini a Palazzo Barberini. Al di sopra della loggia fu realizzato il “torrino”, successivamente rialzato con il piccolo campanile voluto da papa
Innocenzo XIII nel 1723. Oggi in cima al torrino sventola la bandiera italiana.
Alla morte di Gregorio XIII, il suo successore Sisto V volle che la villa sul Quirinale divenisse la residenza estiva del Papa: fece acquistare dalla Camera apostolica la villa dei Carafa e diede incarico al suo architetto preferito, Domenico Fontana, di ampliare il palazzo esistente e di sistemare tutta la zona sotto il profilo urbanistico. Fontana predispose un progetto grandioso: sistemò la piazza antistante l’edificio, collocò il gruppo dei Dioscuri (probabilmente provenienti dal tempio di Serapide ed attribuiti a Fidia e Prassitele) che si trovavano già sul colle ai lati di una fontana collocata al centro della piazza e realizzò l’incrocio tra la strada Pia (l’attuale via del Quirinale) e la Strada Felice (oggi via delle Quattro Fontane). L’edificio già esistente fu ampliato costruendo una lunga ala verso la piazza ed un secondo palazzo lungo e stretto su via del Quirinale destinato alla guardia svizzera: fu la prima parte dell’attuale “manica lunga”, un tempo usata per gli alloggi dei “gentiluomini di corte nobile” ed ora destinati ad uffici. Vi si trova anche il piccolo studio privato del Presidente della Repubblica, preceduto da un piccolo salottino.
Con la costruzione dell’edificio su Via del Quirinale il complesso edilizio ebbe anche un cortile interno: è quello cui si accede ora dall’ingresso su Piazza del Quirinale e dinanzi al quale, a turno, prestano servizio militari delle tre Forze Armate. Un tempo il cambio della guardia rivestiva particolare solennità: ogni giorno, nel pomeriggio, i militari destinati al turno di guardia dalla caserma di appartenenza venivano accompagnati al portone del palazzo da una banda militare.
Paolo V Borghese fece ampliare ulteriormente il complesso. L’architetto Flaminio Ponzio fu incaricato di realizzare l’ala verso il giardino, parallela a quella sulla piazza, con una altana al centro della costruzione. All’interno furono costruite due cappelle: quella del Presepio, al pianterreno, affrescata da Baldassarre Croce, e quella dell’Annunciazione, al piano sottostante, decorata da Guido Reni.
Papa Urbano VIII incaricò Carlo Maderno di continuare la costruzione della parte del complesso lungo la Via del Quirinale, dove fu collocata la cappella Paolina, inaugurata nel 1617, e la sala regia, riccamente affrescata. I giardini vennero ulteriormente ampliati e circondati da un alto muro. Sulla piazza del Quirinale fu costruito un torrione circolare per collocarvi i cannoni a difesa del palazzo.
Nel 1638 fu Gianlorenzo Bernini a progettare la loggia delle benedizioni, sopra il portone principale. Nel 1656 sotto la direzione di Pietro da Cortona fu affrescata da un gruppo di pittori la galleria prospiciente la piazza, divisa successivamente (1812) nella sala Gialla, in quella di Augusto (o del trono) e nella sala degli ambasciatori. Nel secolo successivo fu costruita (1730 – 1732) la palazzina del segretario della cifra, in fondo alla “manica lunga”, prospiciente i giardini interni: attualmente vi risiede il Presidente della Repubblica.
Nel 1714 fu costruita nel giardino, verso la piazza del Quirinale, la “Coffee House”, attualmente utilizzata per colazioni di rappresentanza: fu praticamente l’ultimo intervento edilizio di una certa rilevanza riguardante il complesso edilizio.
Nel 1798 le truppe francesi che occuparono Roma e catturarono Papa Pio VI saccheggiarono completamente l’edificio: secondo le cronache del tempo furono portate via anche le porte.
Nel 1811 Napoleone dichiarò il palazzo “edificio imperiale” con l’intenzione di risiedervi: in questa prospettiva all’interno dell’edificio furono eseguite molte opere, tra cui fregi ed emblemi imperiali che Pio VII, quando nel 1814 tornò ad occupare l’edificio, diede ordine di far scomparire dipingendovi sopra immagini sacre.
Nel palazzo si svolsero ben quattro conclavi, da quello (1823) che elesse papa il cardinale Della Genga (Leone XII) a quello (1846) da cui uscì papa il cardinale Mastai Ferretti (Pio IX). Fu l’ultimo papa a risiedere al Quirinale: già nel 1849, quando fu proclamata la repubblica romana ed il papa fuggì a Gaeta, al Quirinale si sistemò il triumvirato e Giuseppe Mazzini occupò l’ex appartamento papale. Degno di nota è il fatto che
Aurelio Saffi, che nel triumvirato svolgeva la funzione di Ministro degli interni, dispose che il palazzo e i giardini potessero essere visitati dai romani ogni domenica dalle 10 al tramonto, un’usanza ripresa solo in anni recenti.
Nel luglio dello stesso anno Pio IX tornò al Quirinale e vi restò fino al 1870, quando le truppe del Regno d’Italia entrarono a Roma. Il Palazzo del Quirinale fu occupato dalle truppe italiane dopo che il Papa ebbe abbandonato l’edificio: un lenzuolo bianco innalzato sulla torretta fu il segnale della resa. Le truppe impedirono alla folla di entrare nel palazzo per saccheggiarlo.
Fu richiesto al cardinale Antonelli, Segretario di Stato, di consegnare le chiavi del palazzo, che era stato completamente svuotato delle suppellettili, ma il cardinale rifiutò in quanto si sarebbe trattato di un palazzo pontificio: un giurista del tempo, interrogato, negò che il palazzo avesse quella caratteristica in quanto la regia pontificia era in Vaticano ed un fabbro, chiamato da La Marmara, capo della Giunta militare, forzò con un grimaldello la serratura del portone principale.
Era largamente diffusa l’opinione che ad abitarvi sarebbe andato il re Vittorio Emanuele Il, che però era piuttosto esitante a trasferirsi proprio nella ex reggia dove una zingara gli aveva predetto che sarebbe morto. Dopo alcuni tentativi di trovare una sistemazione diversa (Palazzo del Drago, in Via Quattro Fontane, che però il principe Del Drago rifiutò di cedere, Palazzo Barberini, a quel tempo con un giardino molto più vasto di quello attuale) il re scelse quale residenza romana il palazzo del Quirinale, dove giunse la notte del 3 dicembre 1870, seguito il 23 gennaio successivo dal principe ereditario Umberto con la moglie Margherita. Vittorio Emanuele Il rifiutò di risiedere negli ambienti che avevano ospitato i papi e si fece predisporre un appartamento al piano terra nel nucleo più antico del palazzo, all’interno verso la piazza del Quirinale, con una meravigliosa vista di Roma e l’accesso diretto ai giardini.
L’arredamento fu quello proveniente dalle regie sabaude in Piemonte e dal palazzo ducale di Colorno. Alcune sale, in particolare quelle verso il giardino, vennero ristrutturate ed arredate in stile Luigi XV. L’antica sala regia divenne l’attuale salone delle feste, utilizzato come sala da ballo soprattutto durante il regno di Umberto I (1878 – 1900), quando si ballava ogni mercoledì con la partecipazione degli uomini politici e letterati più illustri del regno. Fu modificata profondamente la sala regia, l’attuale sala degli specchi, che Napoleone aveva fatto predisporre come sala del trono. Sul lato lungo via del Quirinale furono realizzati per la visita del kaiser Guglielmo Il (1888) gli appartamenti imperiali che ospitano da allora i capi di stato stranieri in visita al Presidente della Repubblica (se alloggiati al Quirinale).
Nel 1915 nel palazzo fu sistemato un ospedale militare gestito dalla Croce Rossa, la cui bandiera fu issata sull’edificio: l’ospedale, a quanto narrano le cronache del tempo, ospitato nei saloni di rappresentanza, funzionò egregiamente.
Dopo la proclamazione della Repubblica le strutture architettoniche e gli arredi interni dell’immobile sono restati sostanzialmente immutati. Solo alcuni dei Presidenti della Repubblica che si sono succeduti dal 1948 ad oggi hanno scelto di risiedere nell’edificio (Granchi, Segni, Saragat, Leone, in parte Scalfare, Ciampi).
Le sale più importanti sono quella dei Corazzieri, al primo piano, la più grande, dove di solito si svolgono le cerimonie; la sala delle logge, lungo le quali si succedono tre sale (gialle di Augusto o del trono, in quanto fino alla proclamazione della repubblica vi si trovava il trono reale, e degli ambasciatori). Nella galleria prospiciente la piazza sotto il torrino, si trova la Loggia d’onore, dove si svolgono le conferenze stampa e il Presidente del consiglio incaricato fa le sue dichiarazioni. Nella sala del Bronzino, accanto a quella della loggia d’onore, il Presidente della Repubblica incontra i capi di stato. Nella sala degli arazzi, un tempo stanza da letto della regina Margherita, moglie di Umberto I, oggi si svolgono le riunioni del Consiglio supremo di difesa presieduto dal Presidente della Repubblica. Lo studio del Presidente, dove è situata una scrivania francese del 1750 e vengono pronunciati dal Presidente della Repubblica i messaggi di fine anno, era un tempo la stanza da letto del papa.
La cappella dell’Annunziata è la cappella privata del palazzo, con una pala d’altare opera di Guido Reni. La cappella Paolina, dove avvennero le nozze tra Umberto di Savoia (che per poco tempo fu il re Umberto Il) e la principessa Maria Josè del Belgio, ha le stesse dimensioni della cappella Sistina: in occasione delle feste di Natale e di Pasqua vi viene celebrata la messa alla presenza del Presidente della Repubblica. Degno di nota è il fatto che le funzioni religiose all’interno del Palazzo poterono essere celebrate solo dopo che papa Pio IX, in occasione della morte del re Vittorio Emanuele Il che avvenne al Quirinale (9 gennaio 1878), tolse la scomunica su tutto il palazzo, cappelle comprese.
I giardini sono stati varie volte modificati nel corso dei secoli: il modello attuale è quello seicentesco nella parte prospiciente il nucleo originale del palazzo. Ad essa si salda la parte “romantica” dei giardini, tipica del tardo ‘700 con la “Coffee House”, vicino ad un moderno eliporto.
Nei giardini si trova anche un organo ad acqua, alimentato da una piccola cascata naturale, oltre a giochi d’acqua: nell’antichità il colle era solcato da alcuni torrentelli, alimentati da piccole sorgenti che scorrevano fino alla zona (allora) paludosa di Campo Marzio.
Una botola consente di raggiungere dai giardini gli scavi archeologici sotterranei (resti del tempio del dio Quirino ed alcuni edifici di età imperiale).
Sotto la caserma dei corazzieri, in Via del Quirinale, è stato scoperto un tratto delle antiche mura serviane oltre ad un edificio del periodo degli imperatori Flavi.
Nell’edificio adiacente la chiesa di Sant’Andrea su via del Quirinale, un tempo destinata al noviziato della Compagnia di Gesù e durante il Regno d’Italia sede del Ministero della Real Casa, si trova l’Archivio storico della Presidenza della Repubblica: vi è conservata tra l’altro la copia originale della Costituzione sulla quale giurano fedeltà alla Repubblica il Presidente del Consiglio dei Ministri ed i singoli ministri all’inizio del loro mandato.
La sistemazione della piazza prospiciente l’ingresso principale (Piazza del Quirinale) è restata quella voluta nel 1786 da Pio VI con il gruppo dei Dioscuri ai lati dell’obelisco proveniente dal mausoleo di Augusto. La vasca della fontana (una conca di granito proveniente dal Foro romano) fu fatta collocare in quel luogo al posto della vasca originaria da Pio VII nel 1818.
Bibliografia
AA. W., Il palazzo del Quirinale, a cura di Franco Bersi, Roma, 1974.
AA. W., Il palazzo del Quirinale, a cura di Bruno Brizzi, Roma,
AA. W., I rioni e quartieri di Roma, I, pag. 185 seg., Roma, 1989.












