IL NUOVO “PASQUINO”

di Dalisca

Palloni gonfiati (The lovers), installazione gonfiabile realizzata in collaborazione con Fly in occasione di TrasteverEstate 2025.

Un’opera, alta 7 metri e lunga 18, consistente in 2 amanti abbracciati, posta lungo la sponda sinistra tra ponte Umberto e ponte Sant’Angelo del fiume Tevere a Roma, portando così una ventata fresca di novità fra coloro che sono rimasti in città a godersi le bellezze della città eterna, un inno all’amore e alla bellezza, l’opera sarà visibile fino al 30 settembre per il piacere di grandi e piccini.

Un’opera quindi popolare: opera d’arte? Eppure, è da attribuirsi a Millo.

Ma chi è Millo? Un rappresentante della Street Art che ha realizzato molte opere murarie in Italia e nel mondo.

L’artista, per questa creazione, si è ispirato ad Amor palindromo di Roma e, questa volta, ha strizzato l’occhio alla “scultura” dando così vita a “The Lovers” una protesta gioiosa e pacifica in antitesi alla violenza e alle guerre disastrose in atto nel mondo. Un richiamo doveroso ai grandi della terra per un vivere tranquillo e fraterno, ognuno nel proprio spazio senza sopraffazione, sperando che, ancora una volta, l’arte, avvalendosi della sua forza possa toccare gli animi logorati dall’odio e dalla sete di potere. Come detto, molti famosi palazzi sono stati affrescati con le opere di questo Street Artist la più famosa è quella  realizzata a Manhattan nello scintillante quartiere a Hudson Yards finalizzata ad attirare l’attenzione sul cambiamento climatico mentre alle Nazioni Unite sì discuteva del clima e di come salvare il nostro pianeta.

Parole, parole, troppo spesso  queste sedute fiume con il coinvolgimento di rappresentanti di molte nazioni non arrivano a conclusioni pratiche avallando così azioni scellerate a danno del clima e delle condizioni sempre più precarie per la nostra sopravvivenza.

Così in quel caso l’arte, con le sue immagini, si fece  portatrice di proteste per tentare di suscitare l’interesse reale per il nostro globo ormai saturo e al collasso. L’azione della street art è diretta, immediata parla alla gente di ogni status senza intermediari in contrapposizione alla burocrazia cui è soggetta l’arte normale sottoposta al giudizio di critici e i di curatori che molto spesso si sostituiscono all’artista stesso e con il loro giudizio ne condizionano la carriera e il successo.

Osservando queste statue, seppur gonfiate, vengono in mente le statue parlanti romane; tali statue avevano, in passato, lo stesso fine di quelle di oggi; infatti, esse erano usate per richiamare l’attenzione del popolo sul comportamento dei Papi, dei governanti e dei personaggi che, approfittando della loro appartenenza a casate nobili, facevano (come si suol dire) il bello e il cattivo tempo con soprusi a discapito dei più deboli.

Coloro che volevano protestare affiggevano su queste statue dei biglietti con le loro proteste: prima in latino e, poi, in italiano e in romanesco rimanendo in attesa di riscontri che forse non sarebbero mai arrivati.

Le statue definite parlanti dalla tradizione popolare sono ancora visibili a Roma, le più note sono quelle di Pasquino, dell’Abate Luigi, dì Madama Lucrezia e di Marforio.

La più rinomata è quella di Pasquino, infatti, ancora oggi qualcuno affigge il suo bigliettino di protesta sul torso, in verità, un po’ consunto del povero personaggio ormai stanco del compito a lui assegnato in illo tempore. Da non dimenticare anche la statua di Marforio, spalla di Pasquino, conservata oggi nel cortile dei Musei Capitolini; famose le sue satire che spesso condivideva con il suo compagno durante le cosiddette Pasquinate.

Ah, se queste statue potessero parlare!

Di sicuro si rivolgerebbero  agli “amanti” per dir loro di pensare a far l’amore e di godere dell’altrui piacere alla vista dell’ affettuoso abbraccio!