COSA FRENA L’UE E PERCHÉ?

di Dom Serafini

L’argomento è ripetitivo perché costantemente di attualità: l’Unione Europea sarebbe più funzionale se la democrazia della minoranza venisse sostituita con la dittatura della maggioranza. Oggi l’UE è come le Nazioni Unite, paralizzata dal veto. All’Onu possono esercitare il veto gli Usa, la Russia, la Francia la Gran Bretagna e la Cina, e già funziona poco e male; nell’UE lo possono fare tutti i membri ed è del tutto disfunzionale.

Per la verità nell’UE non esiste un “voto di veto” come quello nel Consiglio di Sicurezza dell’Onu; invece, le decisioni dell’UE si basano sul principio del voto a maggioranza qualificata, eccetto che per politica estera e di sicurezza, politica fiscale o i processi di adesione, dove è richiesta l’unanimità. Per “maggioranza qualificata” si intende che una proposta viene approvata se riceve il sostegno di almeno il 55% degli Stati membri (15 su 27), a condizione che questi Stati rappresentino almeno il 65% della popolazione totale dell’UE. Quando invece si richiede l’unanimità, come nel caso della politica estera e di sicurezza comune (Pesc), se un singolo stato membro vota contro una proposta, questa non viene approvata. Quindi, il potere di “veto” è esercitato implicitamente da ciascun membro attraverso la possibilità di bloccare una decisione che richiederebbe l’unanimità, e quindi viene spesso anche usato come ricatto.

Un gruppo di nove Paesi membri (Belgio, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Lussemburgo, Paesi Bassi, Slovenia e Spagna), vuole trasformare l’attuale modalità di voto per facilitare l’adozione dei provvedimenti all’interno del Pesc. Ma per approvarlo c’è bisogno dell’unanimità, quindi ci troviamo davanti al classico “catch 22”.

Lo scorso 13 maggio, l’ex primo ministro italiano Mario Draghi, durante il discorso al Parlamento europeo, ha detto chiaramente che “Dobbiamo superare il principio dell’unanimità, da cui origina una logica fatta divetiincrociati, e muoverci verso decisioni prese a maggioranza qualificata. Un’Europa capace di decidere in modo tempestivo, è più credibile di fronte ai suoi cittadini e di fronte al mondo”.

Inoltre, è stato fatto presente che l’UE non è come gli Usa o Canada, che sono stati federali, e che la moneta unica è adottata solo da 19 Paesi su 27 membri. In più non c’è una Costituzione europea, perché nel 2005 i cittadini francesi e olandesi ci hanno votato contro in un referendum. L’Unione europea rimane pertanto una comunità di diritto fondata sui trattatinegoziati dagli Stati membri.


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