Le tesi del Congresso dell’Associazione ex parlamentari della Repubblica
Roma, Palazzo Montecitorio, 18 dicembre 2025
Il congresso è un evento fondamentale nella vita di ogni organismo associativo democratico, ma per l’Associazione degli ex parlamentari ha una importanza particolare. L’Associazione degli ex parlamentari, ancor più in questa fase cruciale dell’Italia e delle relazioni europee e internazionali, promuove il confronto sul programma per il prossimo triennio, per un lavoro unitario.
L’Associazione raccoglie in sé coloro che hanno ricevuto nel corso dei decenni la “rappresentanza” degli elettori la quale non si esaurisce con il mandato parlamentare, ma permane nel tempo, con tutta la esperienza istituzionale accumulata negli anni, a beneficio degli elettori e del Paese, come già detto nel documento di base per il precedente congresso del 16/12/2022:
“L’Associazione organizza persone che esprimono una pluralità di punti di vista politici e culturali, e la nostra forza sta nell’essere diversi, ma al tempo stesso uniti sulle finalità stabilite dal nostro Statuto”.
Su questo presupposto anche per il prossimo triennio vogliamo misurarci su una gestione unitaria, condizione essenziale per affrontare i compiti che ci attendono ancor più.
È per questo che è necessario un documento che qualifichi la lista che sarà presentata per il congresso del dicembre p.v. Confermiamo quindi che il primo e fondamentale compito della nostra Associazione è quello di “concorrere a ricostruire la fiducia tra i cittadini e il Parlamento.”
1. La crisi della “rappresentanza” popolare
In questa fase di grandi cambiamenti economici, produttivi, tecnologici, la “rappresentanza” della volontà popolare è in forte crisi tanto da determinare quella condizione singolare di “democrazia a bassa intensità”, indicata con preoccupazione dal Presidente Mattarella. I valori della tradizione civile sono sovrastati da un individualismo aggressivo e accentratore, ed è quindi necessario recuperare lo spirito critico, riprendere la strada delle idee, promuovere il dialogo per contribuire, nelle forme possibili, ad un libero e ordinato sviluppo della nostra comunità.
La crisi vistosa della rappresentanza e quindi della democrazia deriva da fattori economici, culturali, politici e da fattori internazionali, che hanno concorso alla fine dei partiti politici e al sopravvento di un personalismo che ha avvilito la dialettica interna del Parlamento. Il quale per aver subito un taglio notevole nel numero dei componenti e lasciato tanti territori senza rappresentanti, ha perduto la sua capacità di rappresentanza di tutto il popolo italiano. A questo si aggiungano i continui cambiamenti dei sistemi elettorali che hanno sottratto agli elettori il diritto sancito dalla Costituzione di scegliere il proprio rappresentante. L’Associazione ha dato un contributo alla
discussione per una nuova legge elettorale e continuerà a farlo. È necessario anche da parte dell’Associazione ripensare e valorizzare adeguatamente il proprio prestigio istituzionale. L’impegno deve essere quello di far tesoro della memoria storica per contribuire a ricostruire la democrazia e in quest’ambito ricomporre la legittimità della rappresentanza politica rinnovando i canali di partecipazione dei cittadini e armonizzando le istituzioni con le condizioni nuove di una società che è investita dalla rivoluzione digitale e dall’incedere impetuoso della Intelligenza artificiale. Siamo insomma impegnati a coltivare il dovere della memoria per contribuire a “Riannodare il tempo tra passato e futuro”.
2. Partecipazione e rappresentanza
Partecipazione e rappresentanza sono strettamente correlate e il Parlamento deve di nuovo diventare la cerniera di una nuova “speranza” reciproca tra il popolo e lo Stato per modelli di sviluppo che garantiscano il pluralismo e i diritti fondamentali. È il Parlamento che deve elaborare ed esprimere una adeguata visione complessiva del sistema democratico, tale da rigenerare tra i cittadini l’interesse a partecipare e “utilizzare il regime democratico” non come trascrizione meccanica di interessi, bensì anche espressione di emozioni ideali e visioni comuni.
La Costituzione italiana garantisce la connessione tra legittimazione politica, tutela dei diritti, affermazione di fini comuni, a partire dalla centralità della persona e del lavoro fondamento morale di nuova etica pubblica. L’Associazione ex parlamentari, in sintonia con l’art. 3 della Costituzione, si pone l’obiettivo di una riflessione aggiornata sul rapporto tra politica ed economia, tra politica e mercato, tra capitale e lavoro.
La vera sfida che sta di fronte alla democrazia e alle istituzioni nelle quali essa si esprime è quella della riconquista della capacità di controllo dell’economia da parte della politica che cede agli interessi della finanza nazionale e internazionale.
È per questo che la politica ha trascinato le istituzioni rappresentative, nella marginalizzazione e nell’impotenza.
Se c’è un “pilota automatico” a guidare le nostre scelte di politica economica e finanziaria, non ha nessun senso pretendere la centralità di un Parlamento che in questo campo è completamente assente.
Questo anomalo rapporto tra politica ed economia ha spezzato la coesione sociale, approfondendo le disuguaglianze, erodendo la dignità del lavoro, svalutando le identità nazionali.
Per questo il fenomeno dell’astensionismo si sta manifestando in forme e dimensioni mai viste, mentre le minoranze politiche che si contendono il potere di governo, continuano, di elezione in elezione, a rifiutare di farsi un serio esame di coscienza.
A questo proposito, per evitare iniziative estemporanee o non sufficientemente approfondite e discusse, l’Associazione impegna il prossimo Consiglio Direttivo a predisporre un “programma annuale di iniziative politico-culturali” che dia il senso dei temi che si vogliono affrontare per scavare a fondo il tema generale della crisi della democrazia.
3. Cambia il mondo: la sfida è tuttora aperta
È in atto la sfida tra innovazione e conservazione che assume aspetti inediti di un sommovimento impetuoso dei ruoli tra vittime e carnefici, tra aggressori e aggrediti che altera, assieme ai capisaldi della storia contemporanea, anche le coordinate geopolitiche del pianeta.
Il diritto internazionale non legittima affatto il diritto all’invasione e alla distruzione.
La pace è sempre un valore universale insopprimibile.
Dopo la traumatica esperienza della pandemia globale, la persistenza di una crisi climatica planetaria e il pericolo di una terza guerra mondiale per zone, abbiamo tutti il dovere, e in particolare chi ha avuto per il passato la rappresentanza degli interessi del paese, di contribuire a far valere la forza della democrazia che l’Italia ha accumulato sin dalla lotta di Liberazione e dallo spirito della Costituzione repubblicana.
L’Associazione ha il dovere, pertanto, di contrastare la depoliticizzazione, liberando energie creative e alimentando la speranza verso il futuro.
La crisi della democrazia è palesata da dinamiche economiche che acuiscono le diseguaglianze, la mercificazione, la privatizzazione, la spogliazione delle risorse ambientali e il crescente dominio della tecnologia che deprime le scelte politiche e svuota i contenuti al suo interno che è proprio caratteristica di una democrazia debole. La velocità eccezionale nella produzione e gestione dei dati
condiziona i processi di sviluppo fino a comprimere spazi di libertà delle persone e di intere comunità. Proprio nel tempo in cui la scienza scopre altre galassie, solo alcune élite si appropriano del fascino dell’ignoto, alla conquista di inesauribili fonti energetiche e terre rare, mentre tra tanti abitanti della terra il sentimento più diffuso è di nuovo la paura. Tutto ciò scatena più insicurezza e più aspro risentimento verso le élite. Le istituzioni deputate (dalle Nazioni unite, alla Comunità europea, al Parlamento nazionale) appalesano incapacità di risposte efficaci alle nuove drammatiche emergenze, dilatando spazi per la disaffezione, il più fertile dei quali è adesso il crescente astensionismo dilagante, che si sta manifestando in forme e dimensioni mai viste, con affluenza al voto addirittura sotto il 50% nell’incapacità di una risposta adeguata da parte dei decisori politici e istituzionali.
La nostra Associazione lo ha indicato come il nervo più scoperto della vitalità democratica nella Conferenza pubblica Costituzione, Parlamento, Democrazia a Montecitorio il 12 dicembre 2023 e nel Seminario svolto il 24 ottobre 2024 nel Convento dei Filippini incentrato sui rischi evidenti di svuotamento delle funzioni del Parlamento e sulle proposte relative al premierato e all’autonomia differenziata su cui il governo ancora tende a “forzare gli equilibri istituzionali e costituzionali”.
Crisi della politica e delle relazioni istituzionali – tre anni difficili (2022 – 2025)
Tre anni difficili per le istituzioni ma anche per la nostra Associazione: tre anni nel corso dei quali abbiamo dovuto reagire politicamente e culturalmente per contrastare, con iniziative istituzionali ed anche legali, le incursioni offensive che dall’esterno hanno cercato di derubricare la storia prestigiosa dell’istituzione e del lavoro parlamentare a quella di una “casta”, preoccupata soltanto di garantirsi privilegi economici e prebende.
Abbiamo potuto lavorare intensamente grazie al forte spirito unitario e solidale custodito gelosamente dai rappresentanti dell’Associazione che hanno aiutato via via a caratterizzare meglio il profilo dell’Associazione e acquisire riconoscimenti autorevoli a più livelli: dalle parole di stima espresse al Quirinale dal Presidente Mattarella, nel luglio scorso, agli apprezzamenti dei vertici del Parlamento che, nel corso di nostre conferenze pubbliche, hanno definito gli ex parlamentari Una risorsa attuale della Repubblica italiana.
Persiste però un divario stridente tra i riconoscimenti pubblici dei vertici istituzionali e le decisioni conseguenti sul rispetto delle prerogative degli ex parlamentari, ed anche di principi costituzionali a tutela dei diritti di tutti i cittadini. Il rifiuto di tagli retroattivi inferti al trattamento economico e la discriminazione che persiste tra i parlamentari della Repubblica è stato l’assillo degli Organi dirigenti impegnati su iniziative istituzionali riservate e pubbliche. È il caso di ricordare il rilievo dell’Evento pubblico a Montecitorio, nel corso del quale la nostra Associazione ha esposto il parere pro-veritate elaborato dal prof. Sabino Cassese e le valutazioni di autorevoli presidenti della Corte Costituzionale. Sulla scorta di tali argomentazioni l’Associazione ha decisamente riaffermato il principio costituzionale del ruolo unico del Parlamento con uguali diritti e doveri per tutti i parlamentari per superare la inaccettabile discriminazione attuale tra ex parlamentari.
E intanto si propone di rilanciare le proposte di Statuto del parlamentare e della Riforma dell’autodichia (elaborata da Antonello Falomi) prevedendo anche ai vari livelli delle Commissioni giurisdizionali della Camera la presenza di esperti esterni come è adesso al Senato.
“Tagli ai Vitalizi”: no alla discriminazione – verso un Libro Bianco – Operazione verità
Con la sentenza n. 3 del 2025 del Consiglio d’Appello della Camera dei Deputati si è definitivamente conclusa la fase che, nelle sedi della giustizia interna del Parlamento, ha opposto migliaia di ex parlamentari alle delibere degli Uffici di Presidenza di Camera e Senato che hanno ricalcolato con un presunto metodo contributivo i loro vitalizi.
Una conclusione paradossale, assurda e discriminatoria.
Mentre al Senato la precedente disciplina dei vitalizi è stata ripristinata e sono state accolte le ragioni degli ex senatori sulla illegittimità della delibera dell’Ufficio di Presidenza, alla Camera dei deputati i giudici interni di secondo grado, venendo meno ai doveri di imparzialità, terzietà e indipendenza, hanno emesso, invece, una sentenza che tiene in vita il principio, dichiarato illegittimo dal Senato, della applicabilità retroattiva del ricalcolo contributivo dei vitalizi degli ex deputati.
È preoccupante, infatti, che in una delle istituzioni in cui si esprime la sovranità popolare, possa essere ritenuto legittimo il principio generale che i trattamenti previdenziali in essere possano essere impunemente tagliati cambiando retroattivamente il metodo di calcolo dei contributi versati.
La profonda ingiustizia prodotta dalla sentenza sta nelle evidenti e intollerabili discriminazioni che essa crea tra categorie di cittadini italiani, perché solo agli ex deputati è stato applicato l’illegittimo principio del taglio retroattivo, nella discriminazione tra gli ex dei due rami del Parlamento, tra ex senatori ed ex deputati che hanno trattamenti previdenziali profondamente diversi tra loro; e infine tra gli stessi ex deputati che sotto il profilo finanziario hanno recuperato tutto ed ex deputati su cui continuano a gravare in modo permanente tagli che arrivano fino al 50%, per cui tra ex deputati che, a parità di contributi versati, si vedono attribuire trattamenti previdenziali diversi.
È particolarmente inaccettabile che vi siano 1.093 titolari di vitalizio su un totale, tra Camera e Senato, di 3.283 titolari, sulle cui spalle viene posto tutto l’onere del risparmio imposto dalla retroattività del metodo contributivo che ammonta a poco più di
11.190.000 euro l’anno.
Un sacrificio inaccettabile per chi abbia un minimo senso di giustizia, imposto ad una minoranza di ex deputati, tanto più che il metodo cosiddetto contributivo con il quale si è preteso di ricalcolare i vitalizi maturati fino al 2012 è inapplicabile a benefici già in
essere da anni e a diritti maturati nel corso di decenni, se non a prezzo di artifici che producono non solo distorsioni, come puntualmente è successo, ma un vero e proprio imbroglio.
Per questo l’Associazione chiederà, in tutte le sedi politiche, istituzionali e giurisdizionali l’abolizione dell’iniquo sistema dell’applicazione retroattiva del cosiddetto calcolo contributivo ideato dai tecno-populisti.
È necessario, su questi temi, incrementare la comunicazione diretta con l’opinione pubblica.
Perciò abbiamo deciso di fornire tutti i dati aggiornati sulla situazione effettiva dei vitalizi e sulle proposte ragionevoli e solidali prospettate dall’Associazione ai vertici del Parlamento e agli organi interni dell’Autodichia. I mancati risparmi annunciati dai vertici della Camera e le effettive inaccettabili discriminazioni riversate tra ex parlamentari saranno al centro di un vero e proprio Libro Bianco che vuole essere un’Operazione verità.
Nel ribadire che non è possibile una sanzione retroattiva per nessun cittadino perché lo Stato di diritto non lo consente, non è ammissibile che questa illegalità venga fatta nel Parlamento, tempio della legalità. L’Associazione ha considerato i vitalizi come problema non sindacale ma istituzionale che interessa non solo gli ex deputati, bensì anche i parlamentari e tutti i cittadini nei loro diritti.
Il secondo grado di giudizio dell’autodichia nel luglio 2024 ha respinto i ricorsi e confermato in via definitiva la sentenza parziale del 2022. Ma la battaglia, in altre sedi, può e deve continuare per intraprendere ulteriori azioni istituzionali e legali davanti alla Cassazione e alla Corte Europea, volte a tutelare i diritti soggettivi degli associati senza contestazioni o ripicche personali, per il rispetto del Parlamento che lo Statuto ci impone. Le decisioni dell’Autodichia sono definitive e il contenzioso si svolgerà dentro e fuori dal Parlamento e quindi ha la prevalenza la richiesta di diritti sacrosanti finora negati. È per questo che l’Associazione nei giorni scorsi ha prodotto istanza alla stessa autodichia p e r l’adeguamento dei vitalizi all’indice ISTAT con l’attuazione puntuale della delibera approvata il 12 luglio 2018 dall’Ufficio di Presidenza e l’udienza è stata fissata per il 10 dicembre p.v.; con la certezza di poter risolvere la questione in sede amministrativa così come stabilisce l’art.11 del Regolamento della Camera dei Deputati. L’applicazione di quella delibera è “un atto dovuto” che è nella responsabilità degli organi della Camera dei Deputati.
Rafforzare l’organizzazione e rinnovare il profilo strutturale
Si registra con soddisfazione il rafforzamento della struttura associativa con l’incremento del numero delle adesioni; sono 1561 circa gli associati ad oggi, risultato di un lavoro incessante dei Dirigenti con la collaborazione proficua del personale dipendente. Nei mesi scorsi è stato portato avanti un lavoro approfondito di riflessione e proposte per ammodernare lo Statuto in alcune sue definizioni e in alcune norme per renderlo più adeguato alle esigenze dell’Associazione che saranno valutate e decise dal nuovo direttivo e dall’Assemblea.
- L’aggiornamento tecnologico del Sito istituzionale dell’Associazione come cerniera di un
- sistema di comunicazione più efficiente e continuo.
- il potenziamento dei Comitati Regionali, anche a livello di Statuto, che configura uno spazio originale d’iniziativa sul territorio anche in collaborazione con le rispettive Associazioni dei Consiglieri regionali e altre Associazioni interessate, nell’interlocuzione prioritaria con il mondo della scuola.
Al fine di rafforzare ulteriormente l’Associazione e di rinnovarne il profilo culturale, intendiamo nel prossimo periodo sviluppare le attività di comunicazione e di formazione a livello nazionale e locale e promuovere rapporti di collaborazione strutturata con Istituti di ricerca, Fondazioni, Università, Sindacati e altre associazioni di categoria.
In particolare il nuovo Consiglio Direttivo valuterà i rapporti strutturati con Fondazioni e Istituti Universitari, che potranno assumere varie forme, fino all’idea di dar vita a una originale e nuova “Scuola di formazione politica” sulle quali dovrà svilupparsi un approfondito dibattito in seno agli organi dell’Associazione.
Queste iniziative partono dalla considerazione che le consultazioni elettorali degli ultimi trent’anni, sia a livello locale che a livello nazionale ed europeo, come sopra accennato, hanno messo in evidenza un crescente astensionismo, un fenomeno che manifesta una diffusa disaffezione alla politica. Viviamo una fase di transizione in cui convivono l’economia industriale e la nuova economia digitale che ha già prodoto cambiamenti non solo nella economia enella produzione masoprattutto nelle tendenze culturali, nei consumi enegli stili di vita.
Il problema è innanzitutto culturale e formativo e per questo abbiamo ritenuto che sia compito dell’Associazione ricostruire il tessuto di una cultura democratica attraverso un processo di studio e di confronto delle idee.
Si intende perciò promuovere una Scuola permanente di “formazione di cultura politica e istituzionale” che sarà possibile realizzare, con la collaborazione dei docenti e dell’Università. Essa potrà consentire all’Associazione di dare il proprio apporto, sulla base della esperienza dei soci, ex parlamentari della Repubblica, alla formazione degli studenti, per una nuova classe dirigente.
Con lo stesso impegno dovremo costruire rapporti di collaborazione con le organizzazioni imprenditoriali e sindacali, con le organizzazioni dei manager, disponibili ad un impegno nella ricerca, a fronte dell’innovazione tecnologica, di un nuovo modo di progettare e produrre.
A questo scopo favoriremo, utilizzando tutti gli strumenti di comunicazione, l’espressione di idee e progetti dell’Associazione e dei suoi soci per dare un contributo alla elaborazione di una rinnovata cultura politica che corrisponda ai tempi nuovi che viviamo.
In questo contesto, come accennato, bisogna ripensare il sito web dell’Associazione non più soltanto come un canale di informazione, ma come uno spazio di dialogo e confronto tra i soci, con uno spazio riservato alle pubblicazioni e ai libri dell’Associazione e dei soci, un canale video per le lezioni della scuola, un collegamento con gli strumenti di comunicazione delle Università e con agenzie di stampa nazionale per le informazioni di attualità.
Il valore del contributo delle donne dentro e fuori il Parlamento
la Ricerca sui 50 anni del Diritto di Famiglia
In questo scenario ha esercitato un ruolo pilota la promozione della Ricerca su “In Parlamento con le Donne” presentata a Montecitorio a maggio scorso, celebrando per primi i 50 anni dall’approvazione della legge sul Diritto di Famiglia.
Questa esperienza, coordinata dal gruppo di colleghe associate, ha impresso un valore aggiunto al necessario confronto sul ruolo delle donne dentro e fuori il Parlamento. L’esperienza realizzata ci incoraggia a proseguire e sviluppare ulteriormente l’iniziativa anche nei prossimi anni il contributo politico culturale e una più larga presenza negli Organismi, come elemento costitutivo e novità caratterizzante il profilo culturale ed etico dell’Associazione.
È doveroso evidenziare in questo documento inoltre che:
- Sono state molto partecipate tutte le iniziative promosse dall’Associazione delle quali daremo conto al Congresso e in particolare, per ricordarne solo qualcuna, quelle per commemorare alcuni leaders che hanno dato un contributo notevole al Parlamento e alle istituzioni, da Gerardo Chiaromonte a Giuliano Vassalli. È compito dell’Associazione ricordare quelli che hanno onorato e esaltato il Parlamento come realizzazione di memoria e futuro
- Il convegno giuridico sul ruolo del magistrato e la presentazione di alcuni libri hanno riportato un corretto rapporto istituzionale tra politica, giustizia e società civile.
- il convegno del 29 gennaio u.s. sui problemi della intelligenza artificiale e sulle indicazioni di un nuovo ordine mondiale dopo il superamento della guerra fredda e il trattato di Yalta. In quel convegno ci siamo posti una domanda di fondo: possiamo parlare di libertà e di responsabilità democratiche se a decidere ormai tutto è un algoritmo? È valido parlare di discernimento se l’intelligenza artificiale sopravanza a ritmi sempre più travolgenti? La nostra consapevolezza è che comunque al centro della riflessione deve esserci la persona che deve continuare ad essere protagonista come lo è stato nella storia, utilizzando tutte le novità e le scoperte della tecnica al servizio dell’umanità. Questo è un punto sul quale dovremo elaborare ulteriori approfondimenti.
Il ruolo dell’Europa
Il tema del governo europeo e mondiale è emerso in tutta la sua dimensione politica e istituzionale su cui l’Associazione ha continuato a riflettere per contribuire a promuovere iniziative adeguate per conseguire la pace e la solidarietà tra i popoli, con la richiesta immediata di avviare tra le parti trattative serie per un “cessate il fuoco” nelle aree di conflitto e in particolare in quelle dell’Ucraina e della Palestina. Oggi ci troviamo di fronte ad eventi straordinari nelle relazioni tra gli Stati: “Il diritto soggettivo all’invasione da un lato e la “diplomazia dell’arroganza” dall’altro hanno determinato un radicale cambiamento della geopolitica mondiale.
L’Europa ha contribuito a garantire un lungo periodo di pace, ha abolito le frontiere e la sua prospettiva era e resta la sua unità politica e istituzionale oltre che economica. Essa può assumere un ruolo determinante nello scenario mondiale se sarà capace di essere la promotrice di un Nuovo Ordine internazionale fondato non sul conflitto e lo scontro ma sul dialogo e la cooperazione tra gli Stati, facendo rivivere in forme aggiornate lo spirito della Conferenza di Helsinki.
A questo scopo è necessario rilanciare su basi nuove il processo di Unità europea. Si deve ormai procedere ben oltre i vincoli formali dei trattati di Maastricht e di Lisbona per avere finalmente una rappresentanza vera dei popoli europei negli Stati Uniti d’Europa, accrescendo, innanzitutto il grado di legittimazione democratica con l’obiettivo di arrivare ad una Costituzione europea.
Adesso è il momento di superare al più presto quella ignavia dei governanti stigmatizzata già da tempo e più volte dal filosofo e sociologo Jurgen Habermas per rilanciare l’ispirazione ideale del Manifesto di Ventotene Per un’Europa libera ed Unita che consegni al mondo un raccordo prezioso tra popoli, civiltà e religioni diverse, con l’obiettivo ideale di raggiungere la pace. Con questa impostazione l’Associazione ha contribuito, attraverso l’impegno e la presenza dei suoi delegati alla discussione, nelle sedi e negli organismi associativi a livello europeo, all’approvazione di importanti documenti, concordando per il prossimo anno un evento che si terrà in Italia, a Palermo, nell’autunno 2026.
Conclusione
I componenti del Consiglio direttivo si impegnano per l’attuazione di questo ambizioso programma, giovandosi dell’apporto delle diverse sensibilità politico-culturali con l’intento nobile e generoso di rafforzare ulteriormente il prestigio dell’Associazione all’interno e all’esterno del Parlamento e il ruolo degli associati. L’Associazione deve essere capace di trovare la “sintesi” nella sua azione unitaria per determinare un rapporto nuovo con il Parlamento e con i suoi gruppi politici che sono certamente rispettati da coloro che hanno preceduto in una straordinaria esperienza, perché compiuta nell’interesse del Paese.












