SINNER, ALCARAZ: UNA RIVALITÀ CHE ESALTA IL TENNIS

di Gianluca Veronesi

Per quindicimila e due persone è stata una “esperienza” (fisica, mentale, psicologica) indimenticabile.
Chi era sugli spalti è stato protagonista al pari di Jannik e Carlitos.
Con sostegno, calore, entusiasmo per il primo e rispetto e stima per il secondo che si stupirà, al momento della premiazione, per il boato che lo accoglie.
Probabilmente superiore a quanto capita in Spagna ormai abituata al “fenomeno”.

Niente di che meravigliarsi: quel pubblico era formato da civili, colti, educati torinesi.
Quelli che un tempo si “distinguevano” tifando per la Juve e per l’Avvocato che concepiva i suoi campioni non come atleti ma come artisti (Pinturicchio).

I due campioni sono oramai una “copia di fatto” che ha di fronte l’angosciante prospettiva di scontrarsi nella finale di una decina di tornei all’anno per una decina di anni.
Oramai sono indistinguibili e nascono i giochi di parole: “il primo ed il primo bis”, “il mio nemico del cuore”.

Il più giovane è una bomba di vitalità: ama inventare per stupire, il secondo uno scienziato che centellina le proprie energie per vincere al tie break del quinto set, quando l’avversario ha già convocato il fisioterapista (nell’ambiente basta “fisio”, come a Courmayeur “curma”) due volte.
L’altoatesino invidia la fantasia e la gioia di vivere di Carlos. Quest’ultimo la sicurezza, la serietà, l’affidabilità di Jannik.

Anch’io sono impressionato dalla autorevolezza di “pel di carota” dentro ma soprattutto fuori del campo.
Si muove con disinvoltura in ogni ambiente, senza arroganza e spocchia, e conosce oramai tutti quelli che contano, i quali cominciano a pensarlo come ideale “testimone” del Paese.
Sulle tribune del palasport c’era il gotha della imprenditorialità, dello sport, della musica.
Più Pierfrancesco Favino, oggi nei cinema – guarda caso – con un film intitolato “il maestro” su un maestro di tennis.

Dopo tanto tribolare, tra tanti sport e tante sedi, per Sinner è arrivata una abbondante sicurezza economica per sé e famiglia.
Pensate che ora questo calcolatore elettronico vivente non stia programmando il domani?

La politica comincerà a pensare come cooptarlo, non fosse altro per evitare che lo faccia l’avversario.
Immagino che in queste ore sia l’italiano più conosciuto al mondo e il più popolare in Italia.
Probabilmente supera anche la premier.

Intanto cominciamo a registrare qualcosa: i giornali dicono che ha comperato a Milano, San Babila, due spazi per uffici.
Ma è probabile che la cittadinanza rimanga a Montecarlo.


NUOVE USCITE HERAION

IN LIBRERIA

E-BOOKS


TAGS DEL MAGAZINE

alimentazione (32) ambiente (37) america (33) arte (79) cinema (65) civismo (67) cultura (437) democrazia (65) economia (139) elezioni (74) europa (130) fascismo (41) filosofia (43) formazione (38) geopolitica (32) giovani (39) guerra (134) intelligenza artificiale (52) israele (35) italia (87) lavoro (59) letteratura (72) mario pacelli (32) media (80) medio oriente (32) memoria (41) milano (36) musica (195) pianoforte (38) podcast (36) politica (642) potere (263) rai (35) religione (34) roma (33) russia (42) salute (77) scuola (41) seconda guerra mondiale (61) sinistra (33) società (594) stefano rolando (32) storia (90) teatro (51) tecnologia (41) televisione (51) tradizione (34) trump (58) ucraina (46) USA (48)



ULTIMI ARTICOLI PUBBLICATI