GOVERNO DEL CAMBIAMENTO O CAMBIAMENTO DI GOVERNO

Draghi, chi era costui? In 100 giorni l’attivismo della Meloni ha quasi cancellato il ricordo di Draghi. Eppure l’ex Governatore della BCE aveva governato con vasto consenso tirando fuori il Paese dai guai nei quali era finito con i Governi bi e tricolore,e si era imposto a livello internazionale restituendo al Paese un ruolo paritario con Francia e Germania in Ue ed era risultato candidato naturale alla presidenza della Repubblica italiana.

La Meloni forte del risultato elettorale col proprio frenetico attivismo in 100 giorni ed anche meno, lo ha fatto dimenticare, seppure l’azione di governo è stata debole incerta confusa e per la parte positiva ha ricalcato la traccia segnata da Draghi. La giovane Premier è riuscita senza traumi a trascinare il Governo fuori dal suo programma elettorale senza sussulti e contrapposizioni, sposando non solo la linea Draghi ma anche quella di Calenda e Renzi, lasciando il PD col cerino in mano. Tuttavia, parafrasando Moretti su D’Alema, verrebbe da dire alla Meloni: “Giorgia dicci qualcosa di destra”.

Va anche ricordato che Draghi era un banchiere, e che banchiere !, spinto ai massimi livelli dal vento della finanza e delle Banche che ovviamente con la sinistra, il lavoro, gli operai hanno un rapporto indipendente e se mai sofferto e che nel lungo e circostanziato discorso di addio al Parlamento da Presidente del Consiglio sfiduciato,l’ex Premier dimenticò la parola povertà ,tema sociale che attanaglia oltre 5 milioni di italiani, i quali ogni giorno dopo colazione non sanno come andrà a finire col pranzo con la cena, 5 milioni dimenticati!

Il problema sociale dunque non fu affrontato da Draghi ed anche la Meloni, dopo le promesse elettorali, lo ha lasciato nel cassetto. Per esempio il problema dei salari che sono in Italia tra i più bassi d’Europa e che negli ultimi 10 anni sono aumentati in maniera risibile al confronto con l’aumento del costo della vita.

Ha detto la Premier che in questi primi 100 giorni sono state fatte più di 100 cose, ed è vero ,ma ha dimenticato di dire che queste cose erano adempimenti istituzionali e burocratici e iniziative messe in piedi e non completate dal precedente Governo, soprattutto nell’area del PNRR: del suo programma elettorale di Fratelli d’Italia poco o niente è stato fatto sul reddito di cittadinanza sulla flat tax sul sovranismo, anzi questo Governo ha assunto un profilo europeista ed atlantista più netto dei precedenti.

L’opinione pubblica al momento è a maggioranza favorevole alla Premier ed al suo Governo ed i grandi giornali di destra ogni giorno ne intonano il peana .L’opposizione si lecca le ferite di troppe incertezze e la sua stampa, dopo tanti anni filogovernativi, non trova il bandolo di un ragionamento diverso: ci si attacca all’antifascismo vecchia maniera, alla debolezza della struttura di governo del tutto simile alle precedenti, alla qualità culturale della Premier, a qualche graffio parlamentare della maggioranza che ancora non si è resa conto che il proprio tempo all’opposizione è finito. Così per coprire l’ incopribile scoppia il caso 41 bis da Messina Denaro a Cospito, delinquenti e malati, che sembra rendere la navigazione politica procellosa, ma che invece nasconde una carente azione dell’Esecutivo.

Se andiamo al dettaglio, la Meloni ha fatto come prima scelta la promozione di se stessa in Europa e nel Mondo, da Bruxelles/ UE, a Sharm el-Sheikh /COP 24, a Bali/ G20 , a Tirana/ Balcani, finalmente il 9 dicembre salta il vertice di Alicante in Spagna per malattia, ma subito dopo per Natale vola in Iraq per gli auguri alle truppe di pace italiane. Si ricomincia a gennaio con Algeri e Tripoli. Intanto in questi tre mesi ha incontrato a Roma in visita di Stato tutti i capi di Stato e di Governo che contano ed anche quelli che contano meno: Macron, Biden, Schultz, Femio Koshida, ma anche il re di Giordania, quello dell’Arabia Saudita, il premier della Nigeria, quello della Mauritania eccetera eccetera .Secondo la stampa italiana il suo sorriso ha incontrato grande simpatia e grandi aperture nel Mondo e di certo il viso austero di Draghi che aveva messo in fila mezzo mondo, è stato da molti dimenticato volentieri . Può darsi che la politica del sorriso paghi, ma occorrerà aspettare.

In politica interna il piatto piange anche per le assenze della Premier che di fatto ha concesso limitata autonomia ai Ministri e ai Gruppi parlamentari di maggioranza . Il nuovo parlamento è risultato il meno produttivo tra quelli della seconda Repubblica ed ha potuto approvare solo provvedimenti di provenienza governativa. Così l’azione dell’Esecutivo in questi primi 100 giorni è state relegata tra le briciole residuali del Draghipensiero e le molliche programmatiche del faraonico impegno elettorale di Fratelli d’Italia: qualcosa sul reddito di cittadinanza, soldi sparsi tra l’Iva di Taranto e la vendita ai tedeschi dell’ita, ex Alitalia, variazioni poco influenti sul tema dei migranti, promesse e speranze sull’energia, il petrolio, e sulle tasse.
Così alla fine col cerino in mano è rimasto il Ministro Nordio, grande ex Pm, poco esperto neosenatore.


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