ROMA SCUOLA APERTA

di Diego Castagno

Articolo estratto dal pdf gratuito “STORIE” n. 8

ROMA

A Roma circa 160 scuole sono “aperte” anche dopo l’orario scolastico e anche nel periodo delle vacanze. Le scuole aperte compongono la “Mappa della Città Educante”, ormai alla sua quarta edizione, per un progetto che in questi anni è cresciuto e comincia a far parlare di sé non solo a Roma.

La Mappa è stata fortemente voluta dalla giunta del sindaco Gualtieri e dall’assessora Claudia Pratelli, perché è “un prezioso atlante di opportunità, tutte gratuite e di altissimo valore educativo, è cresciuto insieme alla città, arricchendosi del contributo delle più autorevoli istituzioni culturali e sociali di Roma”.

Questa quarta edizione della Mappa si presenta come

“un volume ampio e vivo, che racconta un’alleanza, una complicità tra la scuola, il mondo della cultura e della conoscenza e, naturalmente, Roma Capitale. Edizione dopo edizione, abbiamo assistito a un crescendo di collaborazioni, di progetti condivisi, di partecipazioni generose. Un risultato tutt’altro che scontato e che ci riempie di orgoglio, perché nasce dal desiderio, coltivato da tutti i protagonisti di questa avventura, di essere parte della più potente impresa collettiva: la crescita e l’educazione delle generazioni più giovani. E per loro tramite, contribuire a trasformare il mondo in un posto migliore”.

Dopo il libro l’assessora rilancia annunciando i lavori di la digitalizzazione della Mappa: un sito dedicato, in grado di accogliere e raccontare le centinaia di progettualità che ogni anno si moltiplicano, “sempre più belle, ricche e inclusive. Uno spazio accessibile, semplice da navigare, pensato per offrire a ragazze e ragazzi, a bambine e bambini, a tutte le romane e i romani, una porta aperta sulle opportunità educative della città”. La Mappa è un continuo divenire continuo. Aumenta nel numero delle scuole e coinvolge nuovi territori e “con il digitale, ha l’ambizione di arrivare sempre più lontano.”

L’ASSESSORA PRATELLI 

Claudia Pratelli è l’Assessora alla Scuola, Formazione e Lavoro del Comune di Roma Capitale. Laureata in Sociologia alla Sapienza di Roma, dottorato di ricerca a Firenze su coesione sociale e generazioni politiche. Esperta e studiosa  dei temi del mercato del lavoro, precariato e politiche giovanili. È stata dirigente nazionale e responsabile università per la FLC CGIL, poi responsabile scuola, università e ricerca nella segreteria nazionale di Sinistra Italiana. Nel 2018 diventa assessora alla Scuola del III Municipio di Roma. Nel 2021 viene eletta in Comune nella lista Roma Futura ed entra nella giunta guidata da Roberto Gualtieri con le deleghe a scuola, lavoro e formazione.

Il progetto “Roma Scuole Aperte” è stato lanciato dal suo assessorato con uno stanziamento permanente di circa 2,5 milioni di euro all’anno, il programma ha reso accessibili circa 150 istituti scolastici capitolini oltre l’orario delle lezioni, nel pomeriggio, di sera e nei fine settimana, finanziando corsi gratuiti, laboratori, spazi di studio e momenti culturali. È un progetto “per la costruzione di una città educante, che vuole partecipare all’educazione dei più piccoli e contemporaneamente si vuole far trasformare dalle bambine e dai bambini, dalle ragazze e dai ragazzi.” Una esperienza da condividere con altre amministrazioni comunali, implementare, migliorare. 

“UNA SCUOLA PUÒ TUTTO.”. “Le Scuole Aperte sono le mille luci che si accendono nella città, in tutti i quartieri, il pomeriggio, la sera, nei fine settimana”, scrisse Simonetta Salacone, straordinaria preside dell’ITS dedicato a Iqbal Masih a Centocelle, periferia storica della Capitale. Nella sua Centocelle la Salacone anticipò di anni l’apertura della scuola oltre gli orari tradizionali.

La povertà educativa, la sofferenza psicologica e sociale di bambine, bambini e adolescenti e l’isolamento delle famiglie rappresentano una delle grandi questioni del nostro tempo e le scuole restano uno degli ultimi grandi luoghi collettivi, intorno a cui spontaneamente si forma e resta connessa una comunità, unita per un certo numero di anni da obiettivi e percorsi simili, capaci di stringere legami di solidarietà anche tra gli adulti.

Roma ha quasi 3 milioni di residenti ed un numero molto maggiore di abitanti, 15 Municipi, ciascuno delle dimensioni di una medio-grande città italiana, 1200 plessi educativi e scolastici dai nidi alle superiori, circa 340 scuole pubbliche, tra Istituti Comprensivi e Secondarie di secondo grado. Ed è una città complessa fatta di grandi disuguaglianze: il numero di laureati dei quartieri del centro arriva fino a otto volte quello di alcune aree delle nuove periferie oltre il Grande Raccordo Anulare. A Roma il quartiere dove si è nati può essere ancora un elemento “predittivo” dei percorsi e delle possibilità future delle persone.

Le scuole il luogo dove più che in ogni altro quelle diseguaglianze si possono combattere. Non in tutti i quartieri di Roma ci sono un cinema, un teatro, uno spazio sociale, ma in tutti c’è una scuola. Tenere aperte le scuole ha quindi un significato che va ben oltre le attività extracurricolari, significa tenere vivi e accesi, in ogni angolo della città, presìdi educativi e luoghi dedicati alla comunità.

LA NOTTE BIANCA

Nelle oltre 160 Scuole che hanno aderito al progetto ci sono corsi di recupero scolastico gratuite e sperimentali, con una didattica attiva, partecipata e per piccoli gruppi, ci sono laboratori, incontri e spettacoli. C’è la scuola di italiano per stranieri, ci sono i percorsi di educazione affettiva e alle relazioni e ci sono spazi di ascolto. Queste attività coinvolgono studentesse e studenti ma anche i genitori e tutti gli abitanti del quartiere.

“Roma Scuola Aperta” nasce da un’idea di scuola inclusiva e democratica, che educa alla cooperazione anziché alla competizione, “il merito”, dice la Pratelli, “non è calcolabile senza prendere in considerazione i contesti di crescita” e la scuola deve accogliere le differenze, sollecitando pensiero critico, su quello che accade nel mondo.”

Il nuovo sito dedicato al progetto con la mappa delle scuole aperte è www.scuoleaperte.roma.it.

Tra le iniziative del progetto la “Notte Bianca delle scuole aperta” rappresenta il momento simbolico e collettivo di un modello di scuola aperta, inclusiva e “sconfinata”, capace di dialogare con il territorio e di costruire comunità educante, di stare dentro la vita dei quartieri e di diventare presidio educativo, culturale e sociale. La scuola può essere uno spazio pubblico vivo, dove si costruiscono relazioni, opportunità, partecipazione e contrasto alle disuguaglianze. Può essere in altre parole un vero BENE COMUNE di una città che educa tutta insieme, uno strumento di comunità e di democrazia. 

L’iniziativa del 2026 è stata un successo di pubblico e partecipazione: oltre 130 scuole in tutta la città dal centro alle periferie si sono animate con laboratori, spettacoli, mostre, concerti, incontri, presentazioni di libri, attività artistiche e percorsi creativi aperti a studenti, famiglie e cittadinanza, con la partecipazione di ospiti d’eccezione.

Nella Notte Bianca di quest’anno ha partecipato anche la scuola dell’Istituto penitenziario minorile Casal del Marmo, dove sono andati in scena uno spettacolo teatrale e le esibizioni delle ragazze e dei ragazzi che nel corso dell’anno scolastico hanno preso parte ai laboratori di rap e di espressione corporea.

Le scuole romane sono diventate per una notte luoghi vivi di incontro, partecipazione e comunità, confermando il successo di un’esperienza che negli anni è cresciuta fino a coinvolgere centinaia di migliaia di studenti e studentesse e una rete sempre più ampia di associazioni, realtà culturali e territoriali.

LA RETE NAZIONALE

Nel febbraio del 2024 le città di Roma, Milano, Bologna e Bergamo hanno formalizzato un’alleanza politico-amministrativa attorno al Vademecum congiunto “Scuole aperte: cosa sono, perché ne abbiamo bisogno e come realizzarle”, promosso con il patrocinio di ANCI e il supporto della Rete Nazionale Scuole Aperte e Partecipate, tracciando una  linea d’indirizzo politico ben precisa: aprire gli edifici scolastici oltre col tradizionale orario delle lezioni e trasformare le scuole in presidi civici permanenti, accessibili al pomeriggio, di sera e nei fine settimana.

Il Vademecum interviene sui tre nodi amministrativi che storicamente hanno bloccato le iniziative di apertura extra-curricolare, partendo dall’idea che gli edifici scolastici sono “beni comuni”. La loro fruizione oltre l’orario delle lezioni deve avvenire attraverso l’istituzionalizzazione dei Patti Educativi la cui regia è affidata all’intera comunità e prevede un’alleanza tra l’Ente locale, le dirigenze scolastiche e il tessuto associativo del territorio, fatto di associazioni di genitori, enti del Terzo settore, cooperazione sociale.

Il testo individua soluzioni sui temi dell’agibilità, della sicurezza, della responsabilità civile dei dirigenti scolastici e della copertura dei costi di gestione, dalle utenze alle pulizie, e la custodia. I singoli plessi scolastici vengono alleggeriti dalle incertezze burocratiche attraverso una presa in carico diretta ed economica da parte del Comune.

Superando la frammentazione dei progetti a termine o legati a singoli bandi, la cornice del Vademecum punta a garantire interventi strutturali e gratuiti per la fruizione di laboratori, spazi di studio, attività culturali e sportive.

Dal punto di vista della politica pubblica integrata, l’accordo siglato dai quattro comuni segna una linea di demarcazione netta. Si passa da una gestione basata sulle singole iniziative e sull’intraprendenza dei singoli presidi, sostenuti dell’intervento sussidiario delle fondazioni bancarie, ad una nuova assunzione della scuola aperta come priorità d’indirizzo di un’amministrazione comunale.

Se il contenimento della presenza giovanile nelle piattaforme digitali rischia di risolversi in un puro atto enunciativo, la costruzione di un’alternativa materiale richiede la disponibilità quotidiana di luoghi fisici di prossimità. In questa prospettiva, la rete delle scuole aperte non costituisce una sperimentazione pedagogica, ma la riattivazione di una riserva strategica di spazio pubblico.

L’iniziativa del Vademecum è sostenuta dall’ANCI e dalle Rete Nazionale delle Scuole Aperte e Partecipate. un coordinamento d’ambito nazionale nato per trasformare gli istituti scolastici da semplici sedi di didattica frontale in presidi sociali e civici aperti al territorio oltre il normale orario delle lezioni.

Il modello nasce dalle prime esperienze dei territori in primis quella dell’Associazione Genitori della scuola Di Donato di Roma e della scuola Cadorna di Milano.
Da queste esperienze è nato un network organizzato che oggi unisce oltre 15 città e decine di istituti in tutta Italia, il cui principio cardine è la scuola come bene comune, il cui “uso” viene esteso: sostanzialmente aule, cortili, palestre, teatri e laboratori restano aperti nel pomeriggio, di sera e nei fine settimana.