L’IRCOCERVO È UNA CHIMERA, MA SOLTANTO A PAROLE

In una sua “Bustina di Minerva” Umberto Eco suggerì tempo addietro un gioco per l’estate: niente di nuovo, a dire il vero, come ammise lo stesso scrittore, giacché il riferimento ai puns anglosassoni è immediato e pure a Lewis Carroll, che, nel suo Alice nel paese delle meraviglie, in mezzo a tante invenzioni verbali, dà notizia delle parole “portamantelli” (i portemanteau words corrispondenti ai mots-valise francesi).

Si tratta di inventare parole derivandole dall’accostamento e dalla deformazione di altre. Il risultato è un nuovo vocabolo non registrato da nessun dizionario, una sorta di sciarada ricca di humour e di fantasia, corretta, per quel che occorre, da uno scarto o un cambio di lettera (o di sillaba) o attraverso una più estesa trasformazione. La definizione del nuovo vocabolo serve per continuare a divagare scherzosamente sullo stesso tema. Eco compone così un’intera pagina di esempi:

Kohlbacko: copricapo di pelliccia smarrito a Mosca da premier tedesco in stato di etilismo;

Duomocraxia: sistema oligarchico a base familiare;

Malledictione: invettiva lanciata dal celebre regista francese contro attori che non pronunciano bene le battute.

È lo stesso meccanismo del telescopage oulipiano: il movimento a telescopio è ravvisabile nelle due parole che vanno a incastrarsi l’una nell’altra.

Un altro precedente illustre, che si avvale di analoghe invenzioni, è il Petit fictionnaire illustré di Alain Finkielkraut che già nel titolo, anticipa le finzioni verbali del contenuto.

Sal Kierkia fu invece autore di un inedito e incompiuto Maledizionario («un “dizionario delle maledizioni” un po’ per invettiva e un po’ per detto male», come egli stesso spiega), nel quale possono leggersi cose del genere:

Edipola: rivendita di riviste enigmistiche;

Creatinità: inventiva degli imbecilli;

Esultananza: il piacere dell’harem.

Molti anni prima, era il 1987, lo stesso Eco aveva “inventato” l’ «ircocervo», letteralmente un ibrido tra caprone e cervo: i dizionari, infatti, rimandano al favoloso mostro della chimera e – come la chimera – vuole rappresentare una fantasticheria, un’idea inverosimile. In tema di giochi di parole l’ircocervo nasce da una sorta di commistione verbale tra più elementi, con un risultato completamente diverso, ma che partecipa simpaticamente di entrambi. Gli esempi già indicati di mots-valise derivano da meccanismi a incastro, da movimenti… telescopici, applicati a sostantivi; gli ircocervi di Eco, invece, si riferiscono per lo più a nomi di personaggi e non prevedono alcuna deformazione letterale, ma solo un impensato accostamento.

Riferendosi a esempi d’argomento letterario o dello spettacolo, Eco parlò, infatti, di «fusione di due nomi celebri con l’attribuzione al nuovo autore di un’opera che potrebbe aver scritto» e, per meglio chiarire il meccanismo di quei pazzi esercizi, sfoderò invenzioni sue e di suoi lettori:

Italo Russo: La conoscenza di seno

Milan Basile: Lo cunto de li Kundera

Giulio Cesare Musatti: De bello phallico

Marlon Brandy: Ultimo cognac

Silvio Pelikan: Una nera esperienza

Alessandro Manzù: I promessi sbozzi

Monica Jacovitti: Avventura a fumetti

Agata Cristo: Dodici piccoli apostoli

Carmen Rousseau: L’Emile e una notte

Wilhelm Furtwrangler: Rapsodia in blue jeans

Qualcosa di analogo fece Pietro Gorini con una raccolta di parole ed espressioni nate dall’accostamento e dalla deformazione di più vocaboli; con molta fantasia e humour quelle estrose manipolazioni davano luogo a nuove parole inventate, “totali” di pseudo-sciarade per le quali occorreva pure qualche correttivo, uno scarto o un cambio di lettera:

abusinessvismo: giro d’affari legato alla costruzione di case abusive;

barbierre: barbiere appartenente alle brigate rosse, specializzato nel camuffare i terroristi con parrucche e baffi finti (vedi anche toupetmaros);

bric-à-brecht: commedia zeppa di cianfrusaglie e luoghi comuni brechtiani, opera da quattro soldi;

edonnismo: dottrina filosofica maschilista che considera la donna soltanto come oggetto di piacere;

elettrosciocc: tracciato dell’attività elettrica del cervello di uno stupido;

gallibratore: chi accetta scommesse sui combattimenti dei galli;

governissage: cerimonia di inaugurazione ufficiale del nuovo governo;

leaderscippo: detto di chi conquista il potere truffando l’avversario;

tossicodependance: ricco drogato che è solito recarsi nella dépendance della propria villa per drogarsi.


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