ROMA SI SPECCHIA NELL’OBIETTIVO

Nasce il Centro della Fotografia

di Silvana Palumbieri

L’ex Mattatoio di Testaccio si trasforma in una “Città delle Arti” dal respiro europeo.

Roma inaugura una nuova stagione del suo rinascimento urbano attraverso la luce e lo sguardo il 30 gennaio 2026, nel cuore pulsante di Testaccio, apre al pubblico il primo Centro pubblico destinato alla Fotografia situato nel Padiglione 9D dell’ex Mattatoio, il Centro non è solo uno spazio espositivo, ma il simbolo di una rigenerazione che fonde la memoria industriale con la tensione creativa del futuro.

Un’architettura di luce e ghisa il progetto, frutto di un investimento di circa 5 milioni di euro, ha dato vita a una struttura di 1500 mq dove l’estetica industriale di fine ‘800 incontra la tecnologia contemporanea. Il visitatore è accolto da un dialogo suggestivo: le antiche strutture in ghisa, le guidovie originali e il tetto a capriate convivono con impianti di climatizzazione e illuminazione di ultima generazione. Piano Terra (1000 mq) spazi espositivi modulari, una biblioteca specializzata da 3.000 volumi e uffici. Primo Piano (450 mq) una sala polivalente e uno scenografico ballatoio che domina lo spazio, offrendo nuove prospettive visive.

Tre sguardi tra Storia e Contemporaneitàil Centro debutta con una triade di mostre che celebrano il 70° anniversario del gemellaggio tra Roma e Parigi, suggellando un ponte culturale con la Maison Européenne de la Photographie (MEP).

Mostra Principale Irving Penn – Photographs 1939-2007 la retrospettiva principale dedicata a uno dei maestri assoluti del Novecento 109 stampe che raccontano l’evoluzione di Penn dai ritratti delle celebrità in studio ai viaggi nelle culture più remote, fino alle iconiche nature morte (i mozziconi di sigaretta, gli oggetti abbandonati) nobilitate dalla preziosa stampa al platino-palladio.

Mostra Silvia Camporesi – C’è un tempo e un luogo un’indagine profonda sul rapporto tra memoria, paesaggio e identità, curata da Federica Muzzarelli, che porta la ricerca italiana contemporanea al centro della scena.

Mostra Campo Visivo – Corpi reali e corpi immaginari: curata da Daria Scolamacchia uno spazio dedicato alla sperimentazione pura, dove fotografia, video e materiali d’archivio si mescolano per riflettere sul gesto e sulla corporeitàvengono presentati Forough Alaei, Kensuke Koike e Alix Marie.

Nei percorsi espositivi un approfondimento dedicato al cuore pulsante dell’inaugurazione: il genio di Irving Penn, la cui opera trasforma il nuovo Centro della Fotografia di Roma in un tempio dell’eleganza e del rigore formale. Irving Penn: L’Alchimista dello Sguardo (1939 – 2007).

La mostra dedicata a Penn non è solo una cronaca visiva del Novecento, ma un viaggio nell’anima di un artista che ha saputo elevare ogni soggetto — dall’alta moda al mozzicone di sigaretta — allo stato di icona atemporale. Grazie alla collaborazione con la Maison Européenne de la Photographie di Parigi, il Centro ospita 109 stampe che rivelano la maestria di un fotografo che era, prima di tutto, un perfezionista della forma. L’Estetica del Rigore-lo Studio come Mondo per Penn, lo studio era un luogo sacro, uno spazio neutro dove il mondo esterno veniva messo a tacere per far emergere l’essenza del soggetto. Ritratti delle Celebrità in mostra spiccano i volti che hanno costruito la cultura del secolo scorso (come il celebre gruppo del Caffè Greco a Roma). Penn utilizzava spesso angoli stretti o fondali neutri per “costringere” il soggetto a rivelarsi, spogliandolo della sua maschera pubblica. L’Alta Moda firma storica di Vogue ha rivoluzionato il genere eliminando il superfluo, le sue foto di moda sono architetture di tessuto e luce, dove la modella (spesso la musa e moglie Lisa Fonssagrives) diventa parte di una composizione scultorea.

La Nobilitazione del Banale “le Nature Morte”forse l’aspetto più incantato della sua opera risiede nelle sezioni dedicate agli oggetti “insignificanti” Penn applica lo stesso sguardo devoto a un fiore appassito o a un detrito stradale ovvero:Cigarettes & Street Material, in mostra si possono ammirare le spettacolari stampe dei mozziconi di sigaretta trasformati in giganti monumentali attraverso l’obiettivo, questi scarti diventano meditazioni sulla fragilità e sul passare del tempo (memento mori).

Il Segreto della Stampa al PlatinoCiò che rende queste opere degli oggetti d’arte unici è la tecnica di stampa, Penn è stato un pioniere nel recupero della stampa al platino-palladioquesta tecnica, estremamente complessa e artigianale, conferisce alle immagini una gamma di grigi infiniti e una profondità materica che la stampa ai sali d’argento non può raggiungere. Ogni stampa presente al Mattatoio è una testimonianza del suo lavoro fisico in camera oscura, dove Penn rielaborava i negativi fino a ottenere toni diafani e superfici che sembrano vibrare di luce propria.Un Viaggio Antropologicola mostra documenta anche il Penn “viaggiatore” tra il 1948 e il 1971, egli portò il suo studio mobile dal Perù alla Nuova Guinea, isolando gli indigeni dai loro contesti naturali e ponendoli davanti a uno sfondo neutro in piena luce realistica, Penn restituì loro una dignità regale, trattandoli con lo stesso rispetto formale riservato alle star di Hollywood o alle modelle parigine.

Visitare questa retrospettiva al Centro della Fotografia significa immergersi in un silenzio visivo fatto di equilibrio perfetto, dove ogni dettaglio è pesato e ogni ombra ha un significato. Un’occasione irripetibile per vedere come la fotografia possa farsi, a tutti gli effetti, poesia dell’essenziale.

  • Sede: Piazza Orazio Giustiniani 4, Roma (Testaccio).
  • Periodo: Dal 30 gennaio al 29 giugno 2026.
  • Orari: 12.00 – 20.00 (Chiuso il martedì).