Non è un fatto industriale ma una scelta per vivere
di Giorgio Fiorentini
La sostenibilità, nell’opinione pubblica ed in generale, è connessa all’ambiente, alla CO2, alla produzione industriale, all’effetto serra, ecc. Non c’è relazione immediata con la sanità e con i servizi sanitari, con la prevenzione, cura e riabilitazione.
Invece la sostenibilità in sanità non è solo un dover essere istituzionale (quasi pleonastico), una virtù civica indispensabile e qualificativa di un sistema paese, ma è una condizione di welfare per i cittadini, indispensabile per migliorare la salute dei cittadini e per gestire meglio le malattie, per stare meglio e per guarire. Per avere un futuro di salute. Il che non è poco.
La salute senza sostenibilità è “anatra zoppa”.
Perché? I servizi collegati alla sostenibilità della sanità sono condizione per la loro esistenza operativa ed è un “in re ipsa”; essi non sono solo segno di civiltà, ma sono inclusività vs. estrattività.
Così si sfugge all’effimero fascino dei soli “principi di base”, su cui tutti siamo d’accordo, senza mai tradurli in “applicati”, per trasformare l’”estrattivo” (sfruttare ciò che esiste senza rinnovarlo) in “inclusivo” (dare dinamismo di sviluppo economico, civile di ricerca).
Per definizione la sanità è un servizio inclusivo e dinamico, che integra il “qui ed ora “interventista con il “mindfulness” che elabora il futuro tramite la ricerca.
Quindi non sviluppare sostenibilità sanitaria vuol dire andare contro il futuro della salute della popolazione.
Inoltre, la sostenibilità sanitaria comprende certamente la tutela dell’ambiente, le condizioni sociali facilitanti, la partecipazione nella governance delle strutture sanitarie.
Ma anche, ed in particolari condizioni di servizio agìto, non come make-up di prodotto, ma come valore che integra la prestazione sanitaria con il servizio alla persona.
E’ necessario sviluppare “processi” come insieme di fasi di produzione di servizi di salute che sono prodromici per costruire non un futuro ideale e “metafisico, ma un futuro “ontologico” e fisico cioè la salute.
Tutto questo sottolinea il fondamento della sostenibilità del Rapporto Brundtland (“Our Common Future” -1987), ove si evidenziava la necessità di gestire il presente sostenibile per non compromettere la sostenibilità futura.
La sostenibilità in sanità: che cosa è? Non è solo una disciplina tecnica interna inerente gli aspetti tecnico-operativi e di appropriatezza sanitaria (certamente indispensabili) ma è la concezione di servizi sanitari che impattano la salute dei cittadini nei vari stadi della loro esistenza (nascita, crescita, maturità, anzianizzazione).
| SOSTENIBILITA’ SANITARIA INTERNA E DI PRESTAZIONE | SOSTENIBILITA’ SANITARIIA DI SERVIZIO |
| Competenza ed efficacia tecnica(indispensabile) | Capacità di generare continuità sanitaria nel tempo e nei vari stadi della vita dell’uomo |
| Adeguatezza clinica | Accessibilità alle prestazioni sanitarie |
| Ottimizzazione dei costi | Relazione con il paziente su base empatica e maieutica che migliora la fruizione delle prestazioni sanitarie |
| Organizzazione del lavoro | processi amministrativi gestibili e comprensibili con orientamento ed accompagnamento |
| Lotta agli sprechi | Generativo di fiducia |
La sostenibilità sanitaria tecnica è una condizione interna e collegata al sistema educativo- del formativo del personale, di risorse materiali e di costi.
La sostenibilità come servizio sanitario è collegata alle condizioni di fruizione, di accesso, di simmetria comunicativa, di continuità di assistenza, di investimenti in ricerca tali da rendere il paziente-degente in grado di gestire “ex ante”, “in itinere”, “ex post” il suo stato di salute.
Per esempio, la non aderenza terapeutica banalmente si basa su deficit di continuità di controllo ed informativo. Le stime europee più consolidate indicano che la non aderenza terapeutica genera costi tra 80 e 125 miliardi di euro l’anno, principalmente per: ricoveri ospedalieri evitabili, accessi al pronto soccorso, visite e trattamenti aggiuntivi, gestione di complicanze prevenibili.
La fiducia nei servizi sanitari si manifesta più nei comportamenti che nelle opinioni.
Quando la fiducia diminuisce, i comportamenti difensivi aumentano prima ancora che si manifestino le lamentele.
La sostenibilità di un servizio sanitario riguarda la capacità di un’organizzazione di servizi (ASL, ospedale, distretto, rete territoriale, servizio sociosanitario) di produrre salute nel tempo gestendo al meglio le risorse a disposizione (economiche, di spazio, di personale ecc) per garantire continuità di salute e cura della popolazionale nel tempo, mantenendo equilibrio tra offerta e bisogni-domanda, risorse, qualità, equità e impatti futuri.
La sostenibilità non è statica, ma dinamica: riguarda la resilienza del servizio di fronte a cambiamento demografico, cronicità, innovazione, crisi sanitarie ed ambientali, scarsità di professionisti
La sostenibilità del servizio (di cui le prestazioni e le competenze sanitarie tecniche sono parte necessaria e indispensabili) offrono continuità assistenziale, riduzione di ricoveri evitabili, presa in carico delle cronicità, prevenzione e promozione della salute.
Una prestazione può essere appropriata, ma inserita in un servizio frammentato, non accessibile, mal coordinata, dipendente da risorse instabili e quindi non sostenibile correttamente.
Sostenibilità economico‑finanziaria in sanità non è un insulto alla scientificità professionale e non è “spendere meno”, ma spendere meglio nel tempo ed evitare i costi della sua assenza.
Altro esempio sono i percorsi di presa in carico (PDTA evoluti).
Nel diabete, BPCO, scompenso cardiaco, la logica della sostenibilità del servizio sanitario è il follow‑up programmato, l’educazione terapeutica, la relazione operativa e l’integrazione ospedale‑territorio ed un uso selettivo della tecnologia.
Una prestazione chirurgica è sostenibile se clinicamente appropriata ed efficace, proporzionata al beneficio atteso, inserita in un percorso complessivo di cura.
Dire e fare sanità sostenibile è collegato al presidio della muldisciplinarietà sostenibile.












