di Dalisca
Il 6 febbraio sono iniziate le tanto agognate Olimpiadi invernali “Milano Cortina 2026” alla presenza del nostro Presidente Mattarella e di una schiera interminabile di Capi di Stato che si sono spostati dalle loro sedi per partecipare alla grande e scenografica inaugurazione.
Lo show è iniziato con una performance riferita al mito di Amore e Psiche quale omaggio ad uno dei grandi artisti nostrani Antonio Canova. Settanta ballerini in abiti leggiadri hanno interpretato la Bellezza con grazia e professionalità inneggiando ai valori simboleggiati ovvero: Amore e Tenacia, valori indispensabili per raggiungere risultati eccellenti in ogni manifestazione sportiva e no.
Del resto, tutte le gare, in qualsiasi campo, necessitano di impegno costante e soprattutto di passione, valori questi che si addicono ad ogni azione esperita durante il lungo allenamento, spesso aspro e difficile, da parte degli aspiranti atleti in virtù di una vittoria meritata.
E non solo, per cui ognuno si aspetta, dopo ogni esibizione, la gratificazione dei propri fans con manifestazioni calorose e colorate, così come ogni attore si inebria al plauso caldo e riconoscente del pubblico in sala.
Tutto bello quindi nessuna sbavatura, tutto perfetto secondo le previsioni degli organizzatori, tutto curato con dovizia di particolari.
Peccato che ciò si verifica solo quando il mondo ci guarda, in tal caso, bisogna mostrare il meglio di sé!
Se le cose andassero sempre così, si starebbe tutti bene e i cittadini non avrebbero più motivi di dimostrare il loro dissenso per il mal governo e per la scarsa risposta alle esigenze reali del paese.
Beata res publica di antica memoria in auge proprio, guarda caso, dalle stesse parti della gloriosa Olimpia!
A proposito dell’antica Grecia faro di civiltà e cultura di cui, in qualche modo, facciamo parte, la storia ci informa che le Olimpiadi, a quel tempo, si svolgevano ogni quattro anni e quando si decideva il luogo ove esse si tenevano, le guerre in atto venivano fermate per dare agli atleti partecipanti e al pubblico la certezza di godere degli avvenimenti agonistici in piena libertà.
Purtroppo, non sempre si fa tesoro di ciò che la storia ci dovrebbe insegnare così, nonostante il periodo turbolento che stiamo attraversando non abbiamo rispettato i canoni sacri del luogo di nascita delle discipline olimpiche.
Infatti, attualmente sono in atto ben trentuno guerre nel mondo, in particolare il mio dire fa riferimento alle due più cruente che durano ormai da anni e di cui non si intravede nessuna soluzione di pace.
Le conseguenze della distruzione delle città compromesse sono sotto gli occhi di tutti, ognuno delle parti e cioè le grandi potenze, non intende rinunciare alla posta in gioco per avidità di potere e di presunta supremazia sull’avversario.
Di qui città in delirio e quel che più colpisce sono i disagi dei cittadini mal capitati, ostaggi di guerra e di morte costretti a subire il martirio sulla propria pelle, privati di ogni bene e soprattutto della cosa più preziosa per l’essere umano cioè della libertà.
A nulla servono le tavole rotonde o di qualsiasi figura geometrica, solo chiacchiere e false promesse. Ed allora io mi chiedo: come si possono tradire le aspettative di popolazioni ormai allo stremo? Come intervenire per fermare tale scempio?
Ogni problema ha la sua soluzione ed è doveroso passare dalle parole ai fatti e dare segnali forti per il cessate il fuoco. Un segnale poteva essere proprio questo e cioè, in base ai concetti inviolabili di cui ci facciamo portatori, accendere la fiaccola olimpica portatrice di pace proveniente dall’antica Grecia e tirar fuori il coraggio, conseguenza della libertà, da parte di tutte le nazioni partecipanti, per rinunciare alle Olimpiadi posticipandole, come facevano allora, i saggi e giusti Greci alla fine delle guerre.
Del resto, azioni simili, in tempi recenti, sono già state messe in atto in nome della così detta “tregua olimpica” (ekecheiria) in tre occasioni principali:
1) a Berlino nel 1916, causa la Prima Guerra Mondiale;
2) a Tokio nel 1940, causa la Seconda Guerra Mondiale;
3) a Londra nel 1944, causa il perdurare del Conflitto Mondiale.
Anche per le attuali Olimpiadi ciò era stato richiesto dalle Nazioni Unite e dal CIO, ma a nulla è servito il loro monito!
Le ragioni?
Sono facilmente comprensibili: il Dio Denaro! Sarebbe opportuno rammentare ai cosiddetti “grandi della terra“ che tempo fa un certo re Mida, figlio di Zeus e di Cibele, morì soffocato dalla sua stessa avidità poiché, avendo ricevuto da Dioniso il privilegio di trasformare in oro tutto ciò che toccava, non poté più alimentarsi e per questo ne morì.
A buon intenditor poche parole…












