di Gaia Bertotti
Nasce a Milano il progetto Io mi riattivo.
Io mi riattivo porta le politiche del lavoro sul territorio, tra la gente che ha bisogno e che non sa nemmeno che queste opportunità esistono e lo fa mettendo in rete associazioni, imprese e organizzazioni che spesso parlano lingue diverse tra loro.
Giovanni Zais riassume cos’è il progetto che lo sta portando a creare sportelli presso associazioni anche ma non solo nel Municipio 2 della città metropolitana milanese.
“Abbiamo presentato il progetto alla Casa della Cultura islamica ad esempio, creando uno sportello nei locali della Moschea, esperienza di grande valore sociale. Milano è una grande città e la sua identità è quella che parte dal dialogo; per includere serve coesione sociale. Il fine di Io mi riattivo è la coesione della comunità, il prendersi cura di chi rimane indietro.
Il progetto è pensato dall’associazione Milano Positiva Aps e consiste nell’attivazione e nella gestione di uno sportello di ascolto e di primo orientamento finalizzato a favorire l’accesso a percorsi di inclusione lavorativa o a percorsi di formazione a persone escluse dal mercato del lavoro. Lo sportello si rivolge in particolare alle persone del territorio in situazione di fragilità e di disagio sociale, in particolare a quanti restano fuori dall’accesso alle misure di welfare per mancanza di informazioni, di reti sociali o di competenze personali. Attraverso il servizio di ascolto e di sportello si stabilisce una relazione di fiducia con l’utente e lo si mette a conoscenza delle differenti opportunità disponibili, utili a costruire un primo progetto di accesso al mondo del lavoro. Il servizio viene attivato nelle zone di maggiore marginalità per intercettare i target che spesso sfuggono alle attività dei soggetti accreditati da regione ed enti pubblici, oltre che ai servizi, al lavoro e alla formazione.
Il lavoro dei partner del territorio è prezioso, siamo stati anche fortunati a trovare APL ed Enti di formazione che ci supportano con grande competenza e flessibilità e naturalmente non posso che ringraziare la Fondazione Cariplo, sia per il loro sostegno, sia per la fiducia accordataci. Le attività previste consistono nella presentazione e nella promozione dello sportello, nell’attività di costruzione di una rete di soggetti coinvolti, associazioni e persone, oltre che attività di coordinamento. L’attività di sportello è affidata ad operatori qualificati e con esperienza nell’ambito dei servizi al lavoro e alla formazione e si avvale di mediatori culturali. Prevede una prima attività di ascolto a cui segue il counseling individuale e l’accompagnamento alle successive misure di inserimento lavorativo. La fase finale consiste nell’attività di monitoraggio della percezione dell’utente alla valutazione dei risultati e alla restituzione del progetto alla comunità e ai partner con iniziativa pubblica nel territorio. Considerando che i dati raccolti consentono di raccogliere informazioni utili a individuare i bisogni e le fragilità emergenti nel territorio, si prevede una attività finale di ricerca dell’efficacia dei processi di counseling e customizzazione dei percorsi di inclusione lavorativa e di lotta alla povertà attraverso interviste strutturate alle persone coinvolte nel progetto trattate in forma anonima.
Al termine di questa prima fase di attività verrà prototipizzato e riproposto su altri target di fragilità, in coerenza con le rilevazioni dei bisogni emergenti sul territorio durante la fase di diffusione, accoglienza e ascolto.”
(foto di copertina, da sinistra: Diego Castagno, Asfa, Giovanni Zais)












