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Rafah senza viveri, Netanyahu e i leader di Hamas ricercati, di G. Gramaglia

Consueto aggiornamento di Giampiero Gramaglia sugli sviluppi della situazione medio-orientale. Nel suo pezzo scritto il 22 maggio “Rafah senza viveri, Netanyahu e i leader di Hamas ricercati dalla CPI” l’ex direttore dell’Ansa ritiene che “Della guerra tra Israele e Hamas non si intravvede la fine”, denunciando da un lato il persistere di una situazione molto precaria dal momento che “martedì 21 maggio 2024 le Nazioni Unite hanno sospeso la distribuzione di cibo a Rafah, dopo essere rimasti senza scorte nel sud della Striscia di Gaza”, mentre dall’altro lato “Israele ha risposto a molte delle preoccupazioni espresse dall’Amministrazione Biden circa un’operazione militare su larga scala a Rafah”, il che lascerebbe supporre che un tale attacco a parere di Gramaglia “potrebbe essere imminente”. Il tutto in un momento caratterizzato da tre eventi destinati ad avere un impatto significativo nello scacchiere medio orientale, ovvero  la morte in un incidente del presidente iraniano  Ebrahim Raisi, la decisione della Corte penale internazionale di perseguire non solo Hamas per i crimini di guerra e contro l’umanità compiuti il 7 ottobre e poi nella guerra nella Striscia di Gaza” che – osserva il giornalista piemontese – “rende difficile per Netanyahu e Gallant viaggiare nei 124 Paesi che ne riconoscono la giurisdizione”,  e, infine, il riconoscimento  dello Stato palestinese da parte di Spagna, Irlanda e Norvegia. Il pezzo si conclude con due paragrafi sugli sviluppi del conflitto medio-orientale sul terreno e sulla situazione sul fronte ucraino dopo la visita di Putin a Pechino e a un mese dell’apertura formale, prevista per il 25 giugno, dei negoziati per l’adesione dell’Ucraina all’Unione europea.

  1.  The Watcher Post, 22 maggio 2024. Cf. https://www.thewatcherpost.it/esteri/guerre-mo-rafah-senza-viveri-netanyahu-e-i-leader-di-hamas-ricercati/.
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