di Giorgio Casadei
Appena rinominato Presidente, tutti, o quasi, davano per scontato che Trump fosse molto bravo nelle trattative d’affari, e che forse valeva la pena di fidarsi anche della sua capacità di chiudere la guerra in Ucraina se non in ventiquattrore certamente in qualche settimana o al massimo qualche mese.
Già emergeva, infatti, tra le tragiche notizie sulla guerra, la volontà di Trump di un grande accordo con l’Ucraina per le terre rare ed altre materie prime di grande utilità. Con questo accordo molti ucraini ed anche molti occidentali consideravano naturalmente conseguente una forte iniziativa di Trump per circondare la Russia e Putin costringendolo al tavolo delle trattative.
Non sono passati molti mesi ma abbiamo avuto la fortuna di capire che il mattatore Trump nelle trattative d’affari non esiste. Esiste il Presidente che sfruttando il suo ruolo pubblico non perde occasione per facilitare l’arricchimento delle sue società o dei suoi familiari ed amici. Contemporaneamente abbiamo scoperto che Trump considera la diplomazia ed i rapporti internazionali solo come una grande occasione per utili accordi immobiliari. Ha fatto un tentativo con Gaza ma non gli è andata tanto bene. Oggi deve mettersi nelle mani di Netanyahu e dei suoi ministri con esplicite tendenze assassine per cercare di essere partner oltre che del massacro dei Palestinesi, anche della loro deportazione e poi delle immaginate trattative immobiliari sulla striscia di Gaza. Nuovamente una nuova opportunità di guadagno, non per lui stesso (forse si rende conto di avere ottantanni) ma certamente per le sue società ed i membri della ristretta cerchia di parenti e soci d’affari.
Ma torniamo all’intreccio affari/politica. E’ di queste ore la notizia che dopo tutto il baccano fatto intorno alla piattaforma TikTok ed al pericolo di infiltrazioni cinesi, la trattativa determinante per la sicurezza USA si trasforma in una bolla di sapone. Trump china la testa al più forte Xi, subisce il mantenimento della proprietà dell’algoritmo che ha reso celebre la piattaforma da parte cinese e si accontenta di poter acquistare con una società USA la proprietà della consociata TikTok USA. Tanto rumore per nulla ma Trump imbelletta il tutto con l’unica capacità vera di cui dispone: dire bugie, riaffermarle all’infinito per far credere siano vere, esercitare tutto il suo potere di persuasione con fantasmagoriche dichiarazioni e promesse.
Dobbiamo fare i conti con questa realtà ma cerchiamo come europei di non perdere l’occasione di dimostrare quanto possiamo ancora valere. L’Europa c’è ma bisogna rilanciarla.












