21 Gennaio 1926-2026




Una vita lunga e densissima, cominciata troppo presto con l’ingiustizia delle leggi razziali: l’espulsione da scuola, la famiglia smembrata e dispersa nei campi di internamento in Svizzera.
Poi la scelta della libertà: partigiano in Val d’Ossola, Brigata Garibaldi, nome di battaglia Cinghia. E il ritorno a Milano, a Piazzale Loreto, nel giorno esatto in cui la storia cambiava volto.


È a uomini come lui che dobbiamo la libertà in cui viviamo. Una libertà conquistata, non regalata, e che oggi – forse più che mai – richiede di essere custodita, difesa, praticata ogni giorno, con responsabilità e memoria.

Dopo la guerra il giornalismo, che per lui non è mai stato un mestiere ma un modo di stare al mondo: l’Unità, Vie Nuove, Il Tirreno a Livorno, Il Nuovo Corriere a Firenze, Paese Sera (di cui è stato vicedirettore e poi direttore per molti anni), la Rai, il Televideo che ha fondato e guidato con intelligenza e visione. Sempre con rigore, curiosità, rispetto assoluto per i fatti e per le idee degli altri.




La nostra casa era anche un luogo di incontri e di amicizie vere.; negli anni l’hanno frequentata persone come Renato Guttuso, Miriam Mafai, Giorgio Amendola, Enzo Biagi, Roberto Rossellini, Piero Guccione, Alberto Bevilacqua, Damiano Damiani, Antonio Ghirelli, Corrado, Raffaella Carrà e molti altri. Non “personaggi”, ma amici: legati da stima, confronto leale, affetto, curiosità reciproca.


Ma chi l’ha conosciuto davvero sa che accanto alla serietà c’era un’ironia formidabile. Parlare con lui era un piacere raro: grande
ascoltatore, rispettoso anche delle idee più lontane dalle sue. Battutista irresistibile (per una buona battuta, diceva mamma, sarebbe stato disposto a tutto), giocatore di scopone scientifico memorabile – in coppia con Raffaella Carrà – rigorosamente mai a soldi.
È stato un uomo ed un professionista retto, di onestà e integrità intellettuale rare. Ed è stato un marito, un padre presente, curioso, libero.
A lui il Comune di Roma ha voluto intitolare una strada cittadina…


Oggi, semplicemente, lo ricordiamo così, con affetto, con gratitudine, con un sorriso.
Tanti auguri Giorgio!
Stefano e Marco












