PER L’IMPRESA SOCIALE è falso dire “pecunia non olet”
di Giorgio Fiorentini
“Pecunia non olet” era la locuzione latina che Vespasiano coniò per dichiarare che i denari hanno un valore assoluto e neutro che prescinde dalla corrispondenza con un bene-merce di qualsiasi tipo. Ora dobbiamo trasformare il suo ruolo di “mezzo neutro” in una intenzionalità d’impiego a “speculazione positiva” cioe’ sviluppare reddito economico e sociale integrato e tale da offrire vantaggio economico e sociale unitario in cui la reciprocità crea sinergia. Tutti sanno che il sociale e l’economico sono sinergici se gestiti con equilibrio; non altrettanto se ci posizioniamo in logica di sviluppare solo il sociale senza l’aspetto economico e viceversa.
Un contesto favorevole sarebbe l’adozione dell’economia sociale di mercato che nacque in Germania con la scuola di Friburgo (fine della II guerra mondiale) che in seguito divento ‘la base del miracolo economico della Germania dopo la guerra.
L’Europa ha preso a bordo vari elementi dell’economia sociale di mercato di stampo tedesco quali la concorrenza, l’intervento pubblico, la distribuzione del reddito fino al trattato di Lisbona (2007-2009).
Tutto questo deve svilupparsi n modo equilibrato perché altrimenti si costruirebbe un bel giardino a marker sociale che presto diventerebbe arido perché non irrorato dall’assetto economico finanziario.
Però la conseguenza operativa è affermare e giudicare che, a valle, ”pecunia olet”.
Tutto questo per raggiungere un welfare che è condizione necessaria per il mantenimento e lo sviluppo dell’assetto socioeconomico del sistema. Danaro con “profumo di welfare”.
Ma chi deve dare un profumo gradevole ai danari? Gli investitori (esterni ed interni all’impresa, il mondo finanziario, i fondi, le banche) ed il management.
Infatti, le imprese giocano un ruolo decisivo e devono diventare imprese sociali, sempre e comunque, per sviluppare una loro funzione virtuosa (economicamente e socialmente per esempio gestendo la loro Corporate Social Responsibility-CSR) e di responsabilità sociale positiva (valutazione degli investimenti tramite indicatori di social impact).
Anche i finanziamenti “riparativi” delle manovre contro la depressione economica dovranno salvaguardare l’attività di base dell’economia, ma anche investire nel welfare e nel sociale perché il giardino mantenga la fioritura.
Questo mantra si basa sulla formula dell’imprenditorialità sociale che non è più una parte estetica, ma un concetto, “in re ipsa”, dell’imprenditorialità stessa.
L’adozione del concetto di metafisica applicata all’impresa sociale (definizione nominale e definizione causale); è una filigrana ed una relazione che non solo giustifica il concetto operativo d’impresa ma offre potenza persuasiva e logica.
Se la metafisica è cio’ che va oltre la natura/reale e sensoriale, integriamo la realtà tramite valori positivi (“principi primi”) costituendo, in “solido”, l’entità impresa sociale (metafisica=oltre la realtà potenziando l’impresa). Infatti, tutti affermano che il pur pose dell’impresa ha in se’ il senso come orientamento positivo dell’impresa e l’” attività- produzione-erogazione” che e’ la “messa a terra” dell’impresa.
Il processo di responsabilità sociale (anche nella supply chain”) crea l’”entità ontologica” dell’impresa sociale
Il dato di contesto assume la tassonomia definitoria di :
-“impresa strictly impact” che trasforma, in modo determinato, “accountable” e proattivamente al mercato, i valori economici e sociali;
-“impresa impact” che attiva un impatto sociale meno rigoroso rispetto all’impresa impact strictly;
-“impresa quasi impact” in cui si è “border line” fra impact washing e impact.
In riferimento ad una indagine su 12 casi di studio di cui 6 imprese sociali (in quanto si impegnano a perseguire un modello di crescita sostenibile, integrando gli obiettivi economici – massimizzazione del profitto – con il rispetto dell’ambiente, dei valori etici, nell’ottica di una più ampia responsabilità sociale) e 6 imprese non sociali(quelle che non adottano comportamenti etici, che sono finalizzate unicamente ad incrementare i profitti e che ignorano salute, ambiente e diritti umani) si è concluso che:
1- la tendenza del valore economico W è positiva, rispetto al triennio considerato, nelle sei imprese sociali;
2- la tendenza del valore economico W è positiva, per 3 imprese non sociali ed è negativa per le altre 3.
In conclusione, l’impact investing (cioè la “pecunia olet” con “profumo di welfare”) crea un impatto sociale e/o ambientale positivo misurabile in equilibrio con il ritorno economico per gli investitori.
PECUNIA OLET

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