MILANO DOMANI

Il futuro del trasporto pubblico passa dalle persone.

Quando parliamo del presente e del futuro di Milano, parliamo inevitabilmente di mobilità.

Una grande città europea si misura dalla qualità del suo trasporto pubblico:, dalla puntualità dei mezzi, dalla sicurezza percepita dai cittadini, dalla capacità di collegare quartieri, lavoro, scuole, ospedali.

Milano oggi, si trova a fare i conti con la crescente mancanza di conducenti nel trasporto pubblico locale. È una questione che riguarda non solo la competitività della città, la sostenibilità ambientale e la qualità della vita di milioni di persone. Questo perché senza conducenti non esiste transizione ecologica. Senza conducenti non esiste diritto alla mobilità. E senza conducenti non si può fare trasporto pubblico efficiente al servizio della città di Milano.

Negli ultimi anni molte aziende del TPL hanno dovuto fare i conti con le difficoltà nel reperire personale conducenti e non solo. Le ragioni sono note:: i pensionamenti sempre più numerosi, i turni complessi, il costo della vita elevato, la difficoltà di conciliazione tra lavoro e vita privata, la percezione di una professione poco valorizzata.

Eppure il conducente del trasporto pubblico svolge uno dei lavori più importanti per la città. Ogni giorno garantisce sicurezza, puntualità, relazione umana, presidio del territorio. È il volto della città che milioni di cittadini incontrano ogni mattina. Per questo dobbiamo cambiare approccio: non basta cercare nuovi conducenti; occorre altresì rendere questa professione nuovamente attrattiva, moderna e riconosciuta. 

Investire sulla persone 

Il primo investimento deve essere sulle persone. Se vogliamo un servizio di eccellenza per le persone, dobbiamo partire dalle persone che tale servizio rendono possibile. Servono interventi concreti: serve migliorare le condizioni economiche

Milano è una città con un costo della vita molto elevato. Un giovane oggi valuta non solo lo stipendio, ma anche la possibilità reale di costruirsi una vita autonoma e dignitosa ed una famiglia.

Per questo servono salari realmente competitivi e conformi al dettato costituzionale; incentivi economici per i neoassunti e per

relativi nuclei familiari; sostegni per affitti e trasporti; premi legati alla qualità ed alla professionalità del servizio prestato

Un giovane deve poter vedere nel lavoro di conducente una prospettiva stabile e dignitosa.

La qualità della vita in azienda
Il secondo tema riguarda il miglioramento della qualità della vita lavorativa.
Oggi le nuove generazioni non chiedono meno responsabilità ma cercano più equilibrio, desiderano una organizzazione del lavoro adeguata ai tempi di una città moderna. Dobbiamo quindi ripensare i turni, ridurre i tempi morti, aumentare la flessibilità, introdurre strumenti digitali che semplifichino il lavoro e garantire maggiore sicurezza a bordo dei mezzi, nelle stazioni e nei luoghi di lavoro. Un ambiente di lavoro moderno è il primo strumento di attrazione del talento e delle persone. La formazione. Serve investire nella formazione. La guida dei mezzi pubblici non è un mestiere residuale. È una professione tecnica, relazionale e strategica. Milano come sistema città dovrebbe pertanto creare Academy strutturate e permanenti per formare conducenti in collaborazioni con scuole; percorsi finanziati per formazione professionale; programmi di affiancamento con personale esperto all’interno delle aziende. Dobbiamo lavorare affinché i giovani possano entrare rapidamente nel mondo del del TPL abbattendo il più possibile gli ostacoli iniziali.

Ridare prestigio sociale alla professione
Per troppo tempo abbiamo considerato questo lavoro come invisibile. Invece è una professione essenziale di pubblica utilità ed altissimo valore sociale. nChi guida un autobus o un tram, spende la propria professionalità a beneficio della collettività e riduce traffico ed inquinamento, aiuta studenti e lavoratori, rende la città più inclusiva e contribuisce alla sicurezza urbana. Quanto alla sicurezza deve intendersi non concetto astratto, ma è realtà quotidiana vissuta da migliaia di lavoratrici e lavoratori, persone preziose che ogni giorno garantiscono un servizio essenziale per la città di Milano, che permettono a milioni di cittadini di muoversi, lavorare, studiare e vivere. Eppure, sempre più spesso, queste persone lavorano in condizioni difficili, in un contesto in cui la percezione di insicurezza è in crescita.

Sicurezza individuale e sicurezza sociale
Quando parliamo di sicurezza nel TPL dobbiamo essere chiari: esistono due dimensioni, e sono strettamente legate tra loro. La prima è la sicurezza individuale: la tutela fisica e psicologica delle lavoratrici, dei lavoratori e degli utenti.
La seconda è la sicurezza sociale: quella che riguarda i cittadini, la qualità del servizio e la fiducia nel trasporto pubblico. Queste due dimensioni non possono essere separate. Se un lavoratore non è sicuro, non può esserlo nemmeno il cittadino. Questo è il punto centrale del problema. Non stiamo parlando di episodi isolati. Stiamo parlando di aggressioni verbali e fisiche sempre più frequenti e sempre più gravi. Di lavoratori lasciati soli, spesso nelle ore serali o notturne. Di carenze di organico che aumentano il rischio e di contesti operativi dove la tensione sociale si scarica direttamente su chi lavora in prima linea. Autisti, controllori, operatori di stazione e personale front line sono il primo contatto con l’utenza. Sono loro, troppo spesso, a pagare il prezzo più alto.
Le conseguenze sono evidenti. la sicurezza non è solo un tema di tutela del lavoro. È un tema di qualità del servizio pubblico. È un tema sociale. Per questo serve un impegno continuo e costante da parte di tutti istituzioni comprese. Serve più presenza umana: più presidio nei luoghi sensibili. Servono investimenti tecnologici: videosorveglianza, sistemi di allarme e strumenti di supporto. Serve formazione adeguata per gestire situazioni di conflitto. Ma soprattutto serve visione: la tecnologia da sola non basta. La sicurezza si costruisce con le persone, con l’organizzazione del lavoro, con scelte precise e mirate. Serve una grande campagna culturale e comunicativa di sensibilizzazione che racconti il valore umano e civico di questa professione. Perché una città che rispetta la professione e l’”istituzione” del tramviere è una città che rispetta sé stessa, i suoi cittadini, i pendolari e tutti quanti nella nostra Milano hanno necessità di recarsi per formarsi, lavorare e curarsi nelle nostre eccellenze. Milano può diventare un modello europeo, ha tutte le capacità per affrontare questa sfida, ma serve una scelta una scelta politica e culturale chiara, riportare il capitale umano al centro della mobilità urbana.

Le persone
I mezzi elettrici, la digitalizzazione e le infrastrutture sono fondamentali, ma il vero motore del trasporto pubblico sono sempre state sono e restano le persone. Milano domani sarà sempre più grande, veloce ed internazionale, ma per essere davvero una città europea di eccellenza dovrà garantire a tutti il diritto di muoversi bene, rapidamente ed in sicurezza. Questo obiettivo non si raggiunge soltanto acquistando nuovi mezzi. Si raggiunge investendo nelle persone che ogni giorno muovono collegano e fanno funzionare la città. Se sapremo dare ai giovani stabilità, dignità, formazione e prospettive, non avremo soltanto più conducenti avremo un trasporto pubblico migliore, una città realmente sostenibile. E una Milano più giusta, più efficiente e più vicina ai bisogni dei cittadini.

Franco Fusca. CISL FIT Lombardia