MIKE BONGIORNO, L’UOMO CHE VISSE TRE VOLTE

Nella mia testa, come nella testa degli italiani adulti, le parole Mike Bongiorno e televisione costituiscono un binomio indissolubile. Bongiorno ebbe tre vite professionali: quando inventò la televisione pubblica, quando inventò la televisione commerciale e poi una terza vita quando Rosario Fiorello, con la sua verve ironica, mise in valore la sua allegria, la sua grande voglia di giocare.

Nei primi anni del dopoguerra l’Italia si sta ricostruendo e sta per fare il grande salto, siamo alla vigilia del miracolo economico. La televisione è nata da appena un anno ma è ancora un mezzo di élite perché costa tanto e non ha saputo ancora interessare il vasto pubblico. In questo clima nasce una nuova trasmissione, ripresa da un modello americano. Sarà quella che farà conoscere la televisione agli italiani. Si chiamerà Lascia o raddoppia e a condurla sarà chiamato proprio quel ragazzo italo.americano.

E’ convinzione comune che il ruolo di Bongiorno sia stato molto importante e incisivo dal punto di vista culturale, in un paese dove non si parlava neppure italiano. Molti intellettuali dell’epoca trattarono Bongiorno con sufficienza ma oggi illustri linguisti come il professor Francesco Sabatini riconoscono a Bongiorno il merito di aver diffuso l’italiano medio attraverso la televisione a un popolo che per il 70 per cento era ancora legato ai dialetti. In 5 anni Lascia o raddoppia accompagna la crescita della televisione italiana ma anche di tutto il paese. Gli anni di Lascia o raddoppia sono anche gli anni del boom economico.

Mike rimane per 25 anni il campionissimo della televisione pubblica con programmi che lasceranno ancora il segno come il Rischiatutto. Fino a quando non sceglie di dedicarsi alla nascente televisione commerciale del cui lancio è stato il vero artefice, come era stato l’artefice principale del lancio della televisione pubblica. La collaborazione con la televisione commerciale dura curiosamente 24 anni come era durata la sua collaborazione con il servizio pubblico. I programmi che Mike produce per Mediaset sono tanti e alcuni di grande successo, sopra a tutti La ruota della fortuna che ebbe una vita di 14 anni, con una frequenza quotidiana.

Negli anni Duemila la collaborazione con Mediaset va scemando, Mike è inquieto perché teme di essere dimenticato.

Il suo rapporto con Roma si fa più intenso, grazie alla partecipazione a programmi della Rai in cui racconta la sua storia,anche il suo passato di partigiano che aveva tenuto accuratamente nascosto fino a quando Indro Montanelli lo rivelò al pubblico italiano. Mike fu rinchiuso a San Vittore e condannato a morte, lo salvò il suo passaporto americano che lo fece entrare in ino scambio di prigionieri. Qualcuno parla, anche per questi meriti, di nomina a senatore a vita.

Il tutto sembra preludere a un ritorno in grande stile fino a quando lo stesso Bongiorno non annuncia proprio dalla Rai  la fine del suo rapporto con la televisione di Berlusconi.

A RadioDue Rai c’è un personaggio che si sta affermando già da alcuni anni come lo showman numero uno dello spettacolo italiano, è Rosario Fiorello che, dopo aver condotto programmi di grande successo per la televisione, ha scoperto la Radio che lo diverte molto facendo divertire gli ascoltatori. Il cavallo di battaglia di Fiorello è diventata la parodia di Bongiorno. Quella di Fiorello non è una semplice imitazione ma una vera e propria reinvenzione in chiave caricaturale del personaggio. Bongiorno cade nella trappola e inizia una collaborazione con Fiorello che gli ridarà una nuova vita professionale

 Rileggere la vita di Mike Bongiorno è come fare un viaggio nella storia bella del nostro Paese, portato per mano da questo grande italiano che venne dall’America e che dell’Italia fu anche un valoroso patriota avendo dato un importante contributo nella guerra di resistenza al nazifascismo.


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