di Giorgio Fabretti e Andrea Camprincoli
Il Papa ha messo a fuoco l’Intelligenza Artificiale (IA), come novità nella condizione umana. Giovani e bambini consultano la AI tutti i giorni. Perché?
La IA è un passaggio alla Intelligenza Biologica (IB), definibile ad esempio con Ippocrate, Gesù, Darwin, come istinto alla Salute, Salvezza, Sopravvivenza, dell’Individuo e dello Spirito, della Specie.
Un caso di IB è il Lupo in via d’estinzione sopravvissuto mutando geneticamente in un miliardo di cani, in 15.000 anni.
Dmitrij Belyaev con Lyudmila Trut, un genetista russo, negli Anni 1960, selezionò per docilità, mansuetudine e domesticazione volpi siberiane prima feroci, fino a che solo dopo 40 generazioni divennero stabilmente come cani, mutando un po’ anche aspetto fisico.
Altro caso sono le Donne, che per allevare bambini, sono meno violente e robuste degli Uomini, selezionati geneticamente dalla Natura Africana, come aggressivi per proteggere il Territorio e le Donne con cui accoppiarsi.
Dopo decine di millenni, nella Civiltà Tecnologica, comfort e armi, richiedono una nuova mutazione genetica, di tipo “domesticazione pacifista”, per cui tutte le popolazioni debbono comunicare con IA per migliorare la IB adattiva, e non fare guerre nel Villaggio Globale Tecnologico.
La IA attenua le differenze religiose, ad esempio tra Cristiani e Musulmani, selezionando le risposte a entrambi con un linguaggio intermedio di tipo scientifico, che traduce e smussa tutti i dogmi religiosi in descrizioni scientifiche comuni.
Ciò a cominciare da tecnici ed ingegneri dominanti, si avvia una domesticazione simile alla maggiore mansuetudine genetica indotta in Volpi di Belyaev, Cani, Donne, e oggi in tutti gli Umani con la IA verso una IB.
La IB in un secolo o più, passerà dalla IA alla modificazione germinale genetica, con l’addomesticamento del Sapiens per ragioni di salute e pace, ben oltre la semplice effimera educazione, verso la sostituzione con un Homo Domesticus, più adatto a sopravvivere in un ambiente di abbondanza e armi letali.
È un processo migliorista adattivo inesorabile nel tempo, Selettivo Istintivo in Natura, in Società e nei Laboratori, Tecnologico (IA) e Genetico (IB) al contempo, che seguirà il modello dei cani e delle donne, rendendo gli umani in genere meno aggressivi e più pacifici.
Dopo la AI ci saranno grandi investimenti in Biotech, che dopo una serie di conflitti attenueranno le differenze tra Nazioni, Identità, Religioni, Culture, per creare un terreno comune di convivenze tolleranti tra Occidentali, Orientali, Africani, Ricchi e Poveri, Maschi e Femmine, Vecchi e Giovani, Umani e Animali e Ambiente.
Ciò in una adattività geneticamente spontanea, che richieda meno carceri, repressioni, guerre, burocrazie, o rieducazione coatta continua ma instabile, come purtroppo accade oggi, per arretratezze scientifiche e vane effimere sopravvalutate compensazioni educative, il cui mito produce sempre più conflitti.
Dobbiamo capire che il miglioramento genetico è necessario ed inevitabile, per aiutare la Bontà ad essere Spontanea, la IA a diventare IB, come peraltro hanno predicato per secoli tutte le religioni, con scarsi risultati, che oggi impongono rimedi bioetici genetici. (500 parole)
P.S.: Qui abbiamo anticipato l’uscita ufficiale della Enciclica “Magnifica Humanitas”, i cui commenti sulla stampa non sono sempre stati adeguati al senso profondo di una francescana Lode al Creato in cui la mirabile Creatura Umana è stata generata attraverso un Logos Universale nelle più grandi Leggi di Natura con cui gli Umani debbono armonizzarsi.
Se un monito o una paterna pastorale incoraggiamento può leggersi nella Enciclica, non è nello sfatare le fantasiose fantascienze transumaniste o postumaniste fumettistiche da Manga giapponesi per bambini, o da Replicanti alla Blade Runner ‘82, quanto nel mettere in guardia dai nuovi miti che una Intelligenza Artificiale ‘consigliera intima istantanea in tasca’ potrebbe indurre in miliardi di giovani, inducendoli a superficiali suggestioni e ‘facilismi situazionisti virtualisti’.
Essi potrebbero divenire fuorvianti e devianti da un più sano e salutare spirito valutativo, empirico, critico, esperienziale, morale, sociale, di approfondimento in linea con la Natura ed il Bene Comune e Spirituale proprio e del Prossimo.
Esiste in Natura un principio di Autorganizzazione, Autoregolazione, Autoriproduzione, installato nel principio stesso della Vita e dunque anche nella Specie Umana materiale e spirituale detta “Humanitas”, che è fondamentale per la Resistenza, Sopravvivenza, Armonia e Rigenerazione della Specie Umana nell’agire spesso sfidante, tumultuoso dell’Ambiente e della Selezione Naturale ed Estintiva che in esso agisce e contrasta le migliori intenzioni umane.
È una sfida alle Torri di Babele che nella sua Storia la Magnifica Umanità ha eretto a propria compiacenza, ma spesso dovuto correggere a causa di una certa insostenibilità nell’equilibrio ambientale.
Si ripete dunque con Papa Leone, il monito di Papa Francesco in Laudato Si’, questa volta verso i poteri di una Intelligenza Artificiale (IA) che tende a superare largamente quella umana, come peraltro fanno molte forze di natura, ma non sempre a favore della Humanitas, che rischia di idolatrarla e di esserne travolta.
La Magnifica Humanitas, ricorda la Magnificenza del Rinascimento Italiano, quando le organizzazioni della Modernità si sono affacciate ed imposte in un Medioevo statico, generando estetismi illusivi, seguiti da “Falò delle Vanità”.
Questi fenomeni si sono ripetuti con l’Illuminismo, il Modernismo, l’Industrialismo, il Bellicismo, il Consumismo, il Mediatico, e quindi il Virtualismo di cui l’IA è un aspetto, con i rischi e le sfide delle innovazioni, che richiedono nuove acculturazioni ed adattamenti critici e coscienziali.
La Storia si ripete con la IA, senza però arrestarsi, ma procedendo ad inserirsi vieppiù profondamente in quella Humanitas, che non è solo mentale, ma anche e più profondamente Biologica, ovvero in quella Intelligenza Genetica costitutiva e fondante della Spiritualità Umana, che dal Futuro Prossimo Venturo attira la IA a sé, negli aneliti e nei miti di un miglioramento della Magnifica Specie nel suo stesso Dna costitutivo germinale, memoria di ancestrali adattamenti, superamenti di malattie e sfide morali nei milioni di anni.
L’intervento eticistico di Papa Leone nel tecnologismo galoppante, è stato così premessa critica e vigilante di una transizione dalla novità della IA a quella successiva della IB (Intelligenza Biologica e Bioetica).
Per la quale IB, la difesa della Humanitas è ancora più necessaria, profonda e strategica, che dalle illusioni virtualistiche e manipolative di una IA, che altro non è che un nuovo medium virtualistico, ma con aspetti però intimistici, personalizzati, autoreferenzialistici, con rischi egotici, monadici, dispersivi, con perdita di empatia e aumento di aggressività diffusa.
Con la Enciclica Magnifica Humanitas, la Chiesa ha mostrato un balzo in avanti, e la forza di seguire ed intervenire nel progresso tecnologico laddove ci sia una Specie Umana da difendere e salvare.
E il concetto di Humanitas è stato scelto proprio in prospettiva di un ulteriore passaggio dalla IA virtualistica ad una IB postumana, che segua bioetica e medicina, piuttosto che le fantasie postumaniste inconsistenti ma distraenti.
Di fatto l’Humanitas implicitamente ha posto una fondamentale distinzione tra un positivo postumano geneticamente terapeuticamente bioetico anche in senso esistenziale e spirituale, e per contro da un “postumanesimo” illusivo di fantasia distraente da manipolazioni di puro potere ‘mandriano’ di ‘allevamento in batteria, che non ha funzionato per i polli, e tantomeno potrebbe funzionare per gli umani, generati in natura liberi, sociali e coscienziali, per vivere in armonia tra loro e in natura, il più a lungo possibile, sani e felici.












