MAGNIFICA HUMANITAS: UN COMMENTO

di Redazione

«Non tocca a noi dominare tutte le maree del mondo; il nostro compito è di fare il possibile per la salvezza degli anni nei quali viviamo, sradicando il male dai campi che conosciamo, al fine di lasciare a coloro che verranno dopo terra sana e pulita da coltivare».

Parola del Signore. Degli anelli però.

L’avreste mai detto che Leone XIV, tra le citazioni della sua prima, attesissima enciclica, avrebbe inserito lo stregone buono del capolavoro di J.R.R. Tolkien?

La scelta vuol dire almeno un paio di cose importanti. Intanto, che, a quanto pare, l’universo fantasy ideato dal geniale scrittore inglese non ispira solo la destra italiana (che d’altronde in questi giorni rivendica insistentemente come suo genuino nume tutelare Giorgio Almirante, un punto di riferimento che non le verrà particolarmente conteso da altre aree politico-culturali).

In secondo luogo – in realtà il primo – l’ecologia gandalfiana che il papa invoca nella sua Magnifica Humanitas investe in toto lo spirito dei tempi, e chiama lo Spirito Santo a vigilare sulla rivoluzione tecnologica – «la quarta rivoluzione industriale» – che promette di facilitarci la vita ma minaccia di pilotarcela a nostra insaputa.

«Sulla custodia della persona umana nel tempo dell’intelligenza artificiale», recita il sottotitolo. Ma come aveva previsto Alberto Melloni, non è solo e tanto «un’enciclica sull’intelligenza artificiale ma sulla dignità umana, sul tema dell’uguaglianza degli uomini di fronte a Dio, e quindi con riflessioni sull’AI ma soprattutto su politica, economia e guerra».

Questo è l’incipit: «La magnifica umanità creata da Dio si trova oggi di fronte a una scelta decisiva: innalzare una nuova torre di Babele o edificare la città dove Dio e l’umanità abitano insieme».

Questa è la frase manifesto: «Nel tempo dell’intelligenza artificiale, in cui la dignità umana rischia di essere oscurata da nuove forme di disumanizzazione, abbiamo il dovere urgente di restare profondamente umani».

Questo è il commento di Ferruccio de Bortoli: «È, insieme, un articolato aggiornamento della Dottrina sociale della Chiesa, un atlante per comprendere le convulsioni della geopolitica, una guida per una nuova “civiltà del cuore nel disarmo della parola”, una proposta di un’alleanza educativa che strappi, soprattutto i giovanissimi, dalle nuove forme di schiavitù digitale».

E questo è il testo integrale. Più in là approfondiamo (con dovizia) questo documento di cui si parlerà anche tra cent’anni, e se sarà un dialogo tra AI (o IA, sta sempre per intelligenza artificiale) oppure tra umani dipende ancora da noi, da quanto daremo retta ai moniti di Leone.