L’uomo nasce libero! Libero da cosa verrebbe da chiedersi!
Se ci rivolgiamo alla genetica essa non ci rassicura in tal senso infatti è lapalissiano che nei nostri geni sono depositati i pregi o le tare dei nostri predecessori. Quando nasce un bambino si dice che somiglia per alcuni aspetti al padre per altri alla madre, infatti, i suoi occhi sono come quelli del nonno e la bocca come quella della zia insomma una serie di pasticci per inquadrare nell’ambito familiare il nuovo arrivato!
Ciò la dice lunga sulla libertà dell’essere che, in quanto tale, si fida della “promessa” che dovrebbe spettargli per nascita ma che poi avvertirà essere fasulla. Il desiderio innato e inappagato di libertà di pensiero e di azione dovrà essere rivisto alla luce della condivisione sociale che, inevitabilmente, viene bloccato nel suo pieno espletamento. Infatti, le azioni libere dell’uno possono ostacolare quelle dell’altro e ciò provoca lotte fratricide in virtù dell’ego innato in ognuno.
“LA VITA ACCANTO”, un film di Marco Tullio Giordana, con un cast di attori quali: Sonia Bergamasco, Paolo Pierobon, Valentina Bellini e Beatrice Barisan, affronta il dramma di una famiglia benestante che, in seguito alla nascita di una bambina con una malformazione molto evidente, innesca nell’ambito familiare, apparentemente idilliaco, una serie di situazioni dolorose che renderanno la vita dei componenti insopportabile soprattutto quella della protagonista.
La trama è ambientata a Vicenza nell’anno 1980 ed è tratta dal romanzo omonimo di Maria Pia Veladiano. La protagonista Maria comunica alla famiglia composta dal marito Osvaldo, noto ginecologo, e da dalla sua sorella gemella Erminia, nota e famosa pianista, la notizia della sua gravidanza. Alla nascita della bambina Rebecca avvenuta anche un poco prematura le si scopre su una guancia una grossa macchia rossastra che la invaliderà per la vita. In conseguenza di questa realtà la madre Maria rifiuta la bambina che viene affidata alla cura della zia e di una tata che di lì a poco rinuncerà all’incarico per la troppa sofferenza che si avverte in quella casa.
La sofferenza di questa madre che, inizialmente, vuole tenere nascosta la figlia solo per timore di esporla al ludibrio di curiosi che, con il loro sguardo miserevole, potrebbero farla sentire diversa mettendola in imbarazzo, ricorda tanto quella di Medea che addirittura uccide i figli pur di sottrarli alla vergogna della sorte a loro toccata. La bambina cresce sotto l’egida della zia che abita al piano superiore della casa e del padre mentre la madre si allontana da lei sempre di più in preda alla sua depressione che condizionerà per sempre la sua esistenza e che la condurrà a compiere il gesto estremo.
Nel mentre Rebecca cresce e fa amicizia con una sua coetanea compagna di scuola Lucilla proveniente da una famiglia completamente diversa, ma altrettanto problematica con situazioni che condizioneranno la vita di entrambe le bambine. Esse cresceranno insieme supportandosi a vicenda per sostenere il peso della vergogna delle loro condizioni: l’una perché il padre che lei definisce con l’appellativo di porco in quanto ha lasciato la figlia e la madre per una donna giovane, l’altra perché porta inconsapevolmente il peso di quell’onta che si intuisce e che verrà poi chiaramente rivelata alla fine del film. Una volta diventate donne esse si incontreranno ed entrambe lasceranno intendere la soluzione personale del proprio caso. Infatti, Lucilla dichiarerà apertamente di aver ucciso il padre con l’aiuto della madre, la quale si era assunta la colpa dell’omicidio e l’altra verrà a conoscenza, grazie alla madre apparsa nel sogno, della vergogna e dell’incesto dei due fratelli (padre e zia) causa questa della sua macchia sul volto che scomparirà.
Questa in breve la trama del film, ciò che emerge da questa vicenda così intensamente raccontata è il disagio familiare nonché il peso sempre più insopportabile delle verità che man mano si sveleranno durante il dipanarsi delle varie vicende. Il film mette al centro la famiglia ed è giusto che anche il cinema consideri questo argomento degno di attenzione, è necessario da parte di tutti prendere atto della situazione familiare che interessa chiunque ne fa parte; essa necessita di rivisitazione ed è indispensabile trovare nuovi valori e principi diversi da quelli fino ad ora validi per ripristinare una situazione atta alla formazione di nuove generazioni.
La famiglia, questa strana convivenza non scelta ma segnata dal destino per caso fino ad ora propinata quale alcova di amore, oggi è al centro di vicissitudini estreme che offendono fisicamente i suoi stessi membri alterando la funzione di posto familiare ove riporre al sicuro i propri sentimenti ed aspirazioni.
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