di Marta Ajò
Se la perfezione esiste, togli un albero oggi ne nasce un altro domani, togline due e… togline tre e via, togli le foreste e la terra si ribella, capisci cosa voglio dire?
Tutto deve riposizionarsi, tutto deve tornare al suo posto, nella regola più precisa che ha determinato la natura, la vita e le nostre vite.
(da Il teorema di Zhou)
La storia di Zhou, commerciante di stoffe cinesi che vive la prima parte della vita concentrata sulla propria sopravvivenza, nel tentativo di soddisfare le necessità primarie. Una donna quasi invisibile, identificata dalla comunità che le sta attorno con l’appartenenza etnica e il ruolo lavorativo: lei è “la cinese del negozio di pezze”.

Il suo emporio si trova alla periferia di una grande città, che nel corso degli anni si riqualifica fino a trasformarsi in una zona appetibile e gradevole, davvero multietnica e globalizzata. Così anche l’esistenza di Zhou a poco a poco cambia, attraverso l’incontro con eterogenei coprotagonisti coi quali instaura rapporti complessi di alleanza o di conflitto: Chin, Jian, Anna, Ivona, Giovanni, Marco, Teresa e molti altri. Un caleidoscopio umano e misurato, in cui la comprensione e la curiosità per l’altro prevalgono sul pregiudizio. E un finale a sorpresa, che allude all’importanza – nell’esistenza umana – della spinta al confronto e del senso di giustizia: ciascuno è in grado di rintracciare entrambi in sé stesso, se solo accetta di ascoltarsi.
“Trovare soluzione nei conflitti e il giusto equilibrio non è mai facile, e questo è il teorema di Zhou” dice Marta Ajò, scrittrice e giornalista, autrice del romanzo. “L’apparente semplicità della signorina Zhou viene interrotta dal suo vivere gli incontri e le relazioni umane in un misto di logica e fantasia. L’incontro, la congiunzione e la soluzione tra lei e gli altri le porranno più di una domanda logica, che sfiora quella matematica. Tutto deve andare dove e come deve, tutto deve trovare la sua composizione e la sua soluzione. Nulla potrà alleviare la sua anima fino a che tutto le parrà in ordine”.
Marta Ajò ha progettato e diretto il primo sito d’informazione della Commissione Nazionale per la Parità e le Pari Opportunità della Presidenza del Consiglio, Vicepresidente del Comitato di Parità presso il Ministero del Lavoro e presso il Ministero degli Affari Esteri.
Ha pubblicato i romanzi Il trasloco (Pagine, 2007), Un tè al cimitero (Albatros & Il Filo, 2009) e Viaggio in terza classe (L’Erudita/Perrone 2016). Con Graphofeel Edizioni ha pubblicato il romanzo Di cibo e di amore (2024). Ha curato molte raccolte di saggi sul lavoro femminile tra cui “100 donne che cambieranno l’Italia” (KKIEN, 2018). È inoltre autrice del saggio La donna nel socialismo italiano, seconda edizione, con prefazione di Simona Colarizi Colarizi (KKIEN, 2023).












