IL “SANO EGOISMO” DELLA SOSTENIBILITÀ SOCIALE D’IMPRESA

di Giorgio Fiorentini 

Se analizziamo l’etimologia di “egoismo” (dal latino ego) = “io”; -ismo (dal greco -ismós) = un comportamento, notiamo che la parola asetticamente senza interpretazione di contesto, vuol dire il “comportamento dell’io” e, solo in seguito si è aggiunto in età moderna (XVIII secolo- influenzato dal francese égoïsme) a scapito degli altri. 

Viviamo in una società in cui la parola egoista ha sempre una connotazione negativa. 

Esiste però anche il sano egoismo” che significa prendersi cura di sé in modo equilibrato, senza danneggiare gli altri. Non è egoismo negativo (centrato solo su sé stessi), ma una forma di consapevolezza positiva (il “sano egoismo” si fonda su alcuni elementi teorici: legittimità del sé-Aristotele, Maslow; autoregolazione -Spinoza; -compatibilità con gli altri).

Questa è una via che ci può essere utile per sviluppare il processo di crescita di sostenibilità e di sostenibilità sociale nelle imprese che a pieno titolo sono da considerarsi imprese sociali.

Infatti, molte imprese hanno un commitment con   la sostenibilità universalmente condivisa a livello teorico, ma presentano forti criticità operative quando passano all’implementazione. Possiamo leggere questi “caveat” in modo sistematico. ”Tutti la vogliono, ma pochi sono disposti a pagarne i costi immediati e non credono che sia un investimento.” 

Quindi il sano egoismo può essere una prima tappa della gestione della sostenibilità e questo paradosso possiamo integrarlo con la relazione virtuosa fra l’incremento di valore del capitale umano dell’impresa sociale e sostenibile ed il fatturato. 

Una dimostrazione reale è stata presentata qualche giorno fa in ASSOLOMBARDA con il 4^ report sulla “Sostenibilità sociale e creazione di valore per l’impresa” (avrei aggiunto sociale) della Fondazione Sodalitas che è il braccio operativo della sostenibilità delle imprese di Assolombarda.  

I dati vengono dal mondo delle imprese sociali (in termini economico aziendali e non giuridici) associate alla fondazione Sodalitas.

 Questo rapporto è stato condotto con un partner di garanzia di terzietà come Global Compact network Italia che ha portato al tavolo anche quello che sta succedendo a livello europeo e globale sulle dinamiche di sviluppo della sostenibilità sociale. 

Sono stati condotti 2 Focus Group con le aziende associate a Sodalitas, interviste a 16 Sustainability manager e Ceo delle imprese.  
Complessivamente 37 aziende hanno contribuito a costruire quelli che sono i temi e i contenuti più importanti per delineare le tendenze evolutive della sostenibilità sociale e come questa può creare valore per l’impresa sociale.

In seguito, è stata fatta una survey di verifica con il coinvolgimento di 211 imprese. Un campione significativo con il 55% di imprese sopra i 1.000 dipendenti (comunque assumendo un ruolo di apripista e consolidamento della cultura della sostenibilità sociale in impresa) e 53% di imprese quotate. Mancano ancora all’appello significativo le piccole e medie imprese.

Ma torniamo al sano egoismo della sostenibilità che si basa sulla rilevazione che i dipendenti (93%) ed i consumatori (88%) sono gli stakeholder considerati più rilevanti nella strategia di sostenibilità sociale.

La lettura di questi due dati sviluppa il concetto che la sostenibilità sociale permette all’impresa sociale di avere un ritorno positivo interno per i dipendenti ed un ritorno positivo esterno per i consumatori-clienti.

Il rapporto sottolinea che il ritorno ed i benefici economici sono associati per il 75% nell’area dei dipendenti e per il 71% a favore dei clienti-consumatori.

Quindi si può dedurre che un sano egoismo della sostenibilità sociale genera una filiera ove all’interno i dipendenti(focus su salute e sicurezza, formazione e sviluppo competenze, conciliazione vita-lavoro, diversity-inclusioni ecc.) sono un vantaggio produttivo e di gestione, di patrimonio-valore del capitale umano per l’impresa sociale che sviluppa un vantaggio economico  correlato al maggior commitment commerciale, di vendita e di ricavi che derivano dai consumatori clienti che percepiscono la sostenibilità sociale dell’impresa.

Inoltre, le iniziative di sostenibilità sociale rivolte ai dipendenti ed ai clienti-consumatori generano benefici immediati.

Le risorse umane-dipendenti assumono maggior valore e sono un asset di tipo immateriale suscettibile di stima come gli altri elementi.

In sintesi, il sano egoismo della sostenibilità sociale assume ruolo di dinamismo imprenditoriale che integra, in chiave di sano egoismo, impegno verso i dipendenti e dovere di sostenibilità verso i clienti-consumatori che premiano con gli acquisti questo approccio (si veda tabella esplicativa in calce).

Se noi adottiamo un approccio basato sul valore economico che stima i benefici attesi dal capitale umano, correlati alla variabile fatturato ed assumiamo la correlazione fra le venditedi un’impresa (si veda  sostenibilità percepita dai clienti-consumatori come criterio di scelta) si genera un valore economico del capitale umano che  è generato dal contributo del costo del lavoro al fatturato.
La formula valutativa è espressa dalla seguente espressione analitica: WCU  =   CLFsos                                                                                                                          dove: WCU        = Valore economico del capitale umano
WCLFsos    = Valore del contributo del costo del lavoro al fatturato con sostenibilità percepita. Il valore del contributo al costo del lavoro al fatturato con sostenibilità percepita  (WCLFsos ) si determina in funzione delle seguenti grandezze:
-Contributo del costo del lavoro al fatturato con sostenibilità percepita
-Tempo di attualizzazione (t) del contributo del costo del lavoro al fatturato con sostenibilità percepita Tasso di attualizzazione (r).
Pertanto, la formula valutativa è espressa dalla seguente espressione analitica: WCU  =   CLFsos                                                                                                                          dove: WCU        = Valore economico del capitale umano
CLFsos   = Contributo del costo del lavoro al fatturato di sostenibilità percepita
r              = tasso di attualizzazione
t               = tempo di attualizzazione
WCU        = Valore economico del capitale umano
CLFsos   = Contributo del costo del lavoro al fatturato di sostenibilità percepita
r              = tasso di attualizzazione
t               = tempo di attualizzazione