DELITTI ALL’ARMA BIANCA: IL RITORNO DEL MEDIOEVO

di Eugenio Santoro

La violenza aumenta, la sicurezza diminuisce, nella strada e nelle case. I centri antiviolenza sanno più di opere pie che di istituzioni civili. Chi ha creduto nell’inasprimento delle pene per combattere il fenomeno è ovviamente rimasto deluso perché chi ha deciso di delinquere o pensa di farla franca o di suicidarsi. Per il femminicidio si è istituito un apposito articolo del codice penale, ma non bastava la pena per l’omicidio che non riguarda solo gli uomini? Infatti l’effetto è stato nullo, salvo che per i media che se sono riempite le pagine e la bocca!

Ora dalle punizioni si è passati alla prevenzione, cioè non si potrebbe portare con sé un coltello più lungo di 8 cm. Analoga norma c’era già per evitare i dirottamenti aerei, ma negli aeroporti c’erano i metal-detector. Questa volta non potendo istallare nemmeno in tutti i pubblici esercizi macchinari per il rilevamento dei coltelli ci si dovrebbe affidare alle perquisizioni, ma chi perquisisce se non c’è Polizia sufficiente?

A queste inutili leggi non crede neanche chi le scrive, né chi le deve promulgare, né quelli che dovrebbero applicarle. Così i mass-media e i giornaloni indottrinano la società civile che il problema della violenza è un problema di cultura, di comunicazione, di famiglie e di scuola. Ma nessuno ha il coraggio di dire che un telefilm di violenza fa più effetti di un intero anno scolastico. Ed ogni giorno specie la sera, nei tanti canali si susseguono film e telefilm con sparatorie, morti ammazzati, schizzi di sangue, macchine che si rivoltano dopo feroci inseguimenti ed esaltanti sparatorie. Praticamente tra telegiornali e telefilm le morti violente ogni sera sono infinite che a contarle si rischia di superare le pessime informazioni che giungono da Kiev o da Gaza!

Diciamo la verità: questi telefilm costano poco e si possono usare più volte per rivenderli in Italia e all’estero per fare danni altrove, ma gli Editori che governano questo mercato, come i Direttori dei giornali radio dei telegiornali sembrano esclusivamente interessati al loro tornaconto diretto incuranti dell’effetto che producono sulla società specie sulla società giovanile.

A che servono i canali cosiddetti scuola che avrebbero funzione educativa quando poi nei canali a maggior ascolto si mandano in onda materiali diseducativi per violenza e sesso! La pornografia esplicita in televisione da anni è stata proibita e di recente la proibizione è stata estesa anche al web per i giovani, senza proteste, anzi con dichiarata soddisfazione della società civile. Perché la filmografia violenta e sanguinaria non può fare la stessa fine del porno sia in televisione che sul web?

Ed è altrettanto grave il comportamento dei notiziari televisivi dove la “nera” la fa da padrona e nei talkshow dove i delitti rappresentano l’argomento prelibato. È incredibile che giornalisti anche di alto profilo professionale dedichino il loro tempo e la loro immagine a provocare la curiosità morbosa del pubblico alla ricerca del colpevole e dei moventi con l’intento di sostituire la magistratura in storie dolorose che meriterebbero ben altro rispetto e solidarietà umana. Praticamente ogni giorno le tv pubbliche e private fanno scuola di suggestione ossia l’istigazione a delinquere. Quello che sorprende è che l’intero mondo della Psicologia tace! Anche in questo caso si può pensare all’interesse privato? Quando avvengono delitti politici assassini o stragi di massa, specie in nome di un dio diverso, si parla di cattivi maestri. Ma cosa sono i nostri canali televisivi?

E c’è un altro dato da rimarcare: una volta i delitti anche al di fuori di quelli di mafia o di camorra avvenivano a colpi di pistola o di bastone o a mani nude per soffocamento. Oggi i delitti individuali ossia le aggressioni degli inermi in casa o in strada avvengono a colpi di coltello, siamo tornati all’epoca di Caravaggio? A quell’epoca dopo l’imbrunire gli uomini si riunivano a bere vino nelle taverne ed a giocare a lume di candela denaro a dadi o a carte. A Roma discussioni e risse iniziavano nelle taverne e continuavano nei vicoli bui della Suburra. Caravaggio la prima volta fu ferito e fu ricoverato all’Ospedale della Consolazione, ma una seconda volta fu lui a colpire l’avversario, colpo mortale che costrinse quel ragazzo inquieto a fuggire da Roma per non tornarci più.

Ma ora come mai e perché dopo tanti secoli si è tornati ad uccidere a coltellate? Forse perché il coltello è un’arma non impegnativa: c’è tanta gente in giro con un coltello in tasca, per difendersi o per offendere, legittima difesa o omicidio premeditato. Questa consuetudine non coinvolge la gran parte della società civile, ma mariti o amanti gelosi, spacciatori di droga non pagati, o addirittura ragazzi che costituiscono Baby Gang che per futili motivi o addirittura senza ragione, feriscono e uccidono. Questi giovani non hanno la possibilità di avere una pistola, ne hanno la forza per delinquere e uccidere con le mani nude: ecco il motivo del coltello per una azione premeditata intesa come una manifestazione di forza nel branco.

Chi si ricorda di Beautiful e del suo strepitoso successo in Italia, anni ’80 e seguenti? Da pochi anni erano stati uccisi i Kennedy e la violenza c’era non solo in America, ma Beautiful e la propria audience volavano alto, anche in Italia dove l’ascolto era stupefacente. I temi che poneva diventavano conversazioni da salotto e i personaggi entravano a far parte della famiglia dei telespettatori. Non era una soap opera da educande perché affrontava anche temi sociali scottanti come il divorzio, ma nelle ore e ore di pellicola non ci fu un colpo di pistola nè un morto ammazzato. Dopo quarant’anni Beautiful è ancora in programmazione sulle tv private.

A quell’epoca ebbe grande successo una serie televisiva il cui protagonista era un medico del pronto soccorso di un ospedale di New York, il giovane dottor Kilder che salvava le vite ed era un grande lavoratore, sorridente, umano, gentile. In quegli anni ’80 in Italia ci fu un boom di iscrizioni dei giovani alla facoltà di medicina, meglio noto come la pletora medica, e chissà che quella serie televisiva suggestiva ed appassionante non ne sia stata concausa!

Nel nuovo secolo che stiamo vivendo, le tv pubbliche e private sono finite in mano alla pubblicità del cui finanziamento non possono privarsi e quindi la programmazione viene fatta in base all’audience, motivo per cui prevalgono i bassi istinti, quelli che provocano la massima curiosità ed il massimo coinvolgimento e purtroppo anche la minore qualità culturale ed educativa. Le attuali serie televisive sono basate come i telegiornali su sparatorie sangue e omicidi, lo stesso vale per i media. La pubblicità sta diventando un vero potere dello Stato ossia della comunità, potere incontrollato, lunga mano del potere economico. Chi potrà opporsi? E se nessuno si oppone i cattivi maestri, ossia le immagini di violenza continueranno a fare scuola: la scuola del coltello.