Costruire con mattoni nuovi

Parte Venerdì il meeting di Rimini, l’evento che fino a qualche anno fa segna la ripartenza della stagione politica in Italia.
Quest’anno il titolo scelto dagli organizzatori è “Nei luoghi deserti costruiremo con mattoni nuovi”, una citazione tratta dai Cori da ‘La Rocca’ di T.S. Eliot, che vuole esprimere la speranza della novità dentro la drammaticità della storia, il desiderio e la possibilità di “costruire luoghi in cui condividere la ricerca e l’esperienza di ciò che è vero, buono e giusto” nei molti “deserti’ della contemporaneità: la solitudine esistenziale, la disperazione, la rassegnazione, il cinismo, la violenza e l’indifferenza”.
Lo strumento per invertire la rotta e creare qualcosa di nuovo è la comunità fatta di persone in relazione fra loro, capace di prendersi cura dei più bisognosi, di riscoprire il valore del lavoro e di promuovere l’innovazione anche in quei contesti di apparente stagnazione, cercando nuove prospettive alternative al sistema dell’individualismo che limita la creatività.

A Rimini ci saranno molte testimonianze di persone chi si impegnano a rispondere alla ricerca di senso in un’epoca di transizione e di grandi cambiamenti sociali, culturali, economici e tecnologici, cambiamenti che pongono domande nuove.
L’idea di costruire il futuro attraverso una progettualità basata sull’arroganza e sul “potere”, o su un approccio tecnocratico è uillusoria. I mattoni nuovi di cui si parlerà al Meeting 2025 sono quelli che rispondono alle “nostre aspirazioni più autentiche arricchendoci di tutto il bene che la storia ci ha trasmesso e che il presente ci offre. Sarà questa anche un’occasione per riscoprire la nostra vocazione di edificare la propria vita prendendoci cura della porzione di mondo che ci è stata affidata.”

Come nelle precedenti edizioni il tema del lavoro e della formazione è centrale, cosi come quelli del terzo settore, della sussidiarietà e della comunità che educa. Forse la novità di questa edizione sta nel tentativo di affrontare la complessità di una modernità e di una innovazione che va governata ma che soprattutto va ricondotta all’umano e al bene comune. Per accettare la sfida della modernità e del contemporaneo serve prima di tutto stare nel mondo per come comprendere senso e direzione del cambiamento. In questo il meeting ed i suoi ospiti non hanno mai tradito le attese, rivendicando certamente una propria ben precisa identità e sempre mantenendo un approccio laico e aperto alle diverse culture e opinioni.

Diego Castagno


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