BASSI SALARI, ALTE REFERENZE

di Dom Serafini

Simpatica discussione sui lavori dei giovani a Martinsicuro (TE), presso l’Hotel Sympathy, con un giovane che si laurea a breve. L’opinione del giovane è che la manodopera giovanile scarseggia poiché i datori di lavoro pagano poco. Posizione giusta e riconosciuta, seppur non condivisa da tutti. Infatti, cosa potrebbe indicare nel CV come esperienza lavorativa, un giovane che si è appena laureato?

Oltre al titolo di studio, un datore di lavoro apprezzerebbe sicuramente conoscere il tipo di rapporto che un aspirante dipendente ha avuto con il pubblico oppure con i colleghi in un qualsiasi contesto lavorativo. Esperienza che, senza un lavoro seppur semplice, un neo-laureato non avrebbe.

Si controbatte che non è giusto pagare poco un giovane studente. Ma è anche vero che solo chi può permettersi di non lavorare, è in grado di far fronte comunque alle proprie spese ed aspettare lavoro e stipendio giusto.

Chi aspira ad una buona carriera professionale deve far leva su ciò che il datore di lavoro può offrire in cambio di una scadente remunerazione.

Prendendo l’esempio americano si nota che i giovani, piuttosto che non lavorare, fanno lavori semplici e poco remunerati (come cameriere, tagliaprato, babysitter) per il solo scopo di ampliare il proprio CV e far vedere di essere flessibili e resilienti.

Ma, obietta il giovane laureando di Martinsicuro, il CV non indicherebbe esperienze nel proprio campo utili all’assunzione. Non necessariamente: il CV indicherebbe che l’aspirante impiegato ha avuto modo di interagire con gli altri, dimostrato intraprendenza ed adattabilità, tutte qualità auspicabili per un buon collaboratore.